Egli è in mezzo de' prodigj sorprendenti, dopo i moltiplici altri di tal fatta che solennemente ci decanta la Scrittura, operati dallo stesso Mosè collo stupore universale, e in Egitto, e altrove in favore del Popolo di cui era esso la guida, ed il sostegno, ch'egli proclamò la nuova legge di grazia che lo stesso Dio dell'universo dettogli sul tremendo Sinaj [(15)].
Le assidue cure, e l'applicazione costante che richiedeva l'esatta osservanza del nuovo sacro Codice legislativo che era al medesimo imposto, astrinse questo popolo a derogare l'esimia semplicità della prisca Religione de' suoi benemeriti antenati, ed egli si vide allora aggravato dal peso di una soma che dovea necessariamente debilitare le proprie forze, almeno fino a tanto ch'egli avesse contratta l'abitudine di sopportarlo. Ben tutt'altro che i sette semplici Precetti ricavati dal Codice della natura conosciuti, e seguitati da' Noakiti, e la circoncisione de' maschi comandata da Dio ad Abramo; il nuovo patto di alleanza proclamato col ministero di Mosè li fece ascendere al numero di 613 de' quali 365 furono detti Precetti negativi, cioè portanti divieto di esecuzione; e 248 chiamati Precetti affermativi, cioè, imponenti obbligo di esecuzione [(16)].
Egli è dunque sopra queste basi fondamentali che Mosè, per Divino comando, eresse l'edifizio immenso del Culto che praticò egli stesso (per quanto ci è noto) ed il Codice della nuova Religione di cui si prefisse d'instruire il Popolo Ebreo de' suoi tempi; e sebbene questa più allora non fosse quella medesima credenza già esercitata da' primi circoncisi de' secoli decorsi, nulla ostante la osservanza che imponevasi da essa a questi nuovi credenti, non dovea riuscire loro neppure molto aggravante, se si riflette (come nel capitolo seguente mi dispongo a renderlo più espresso) che non tutto l'intero popolo ebreo era astretto di osservare, in complesso, la totalità de' precetti che racchiudeva la nuova legge, mentre una gran parte de' quali rapportandosi a' Leviti, le loro cerimonie, le loro ispezioni, i loro Riti ec.; l'altra incumbendo i Sacerdoti addetti al servizio dell'Altare, le loro purificazioni, i loro abbigliamenti, i loro uffizj ec., il resto del popolo che non apparteneva nè al lignaggio degli uni, nè alla discendenza degli altri, non era in dovere che di conoscergli meramente, senza ingerirsi nella benchè minima parte nell'osservanza di simili precetti, ciò che semplificava non solo considerabilmente il culto, ma ne dispensava una gran parte da tante pratiche obbligatorie, presso che inutili, o almeno superflue, e sempre malagevoli a compiere con esattezza, e precisione.
A che dunque riducevasi in massima la religione professata dal complesso dell'Ebreismo dopo la discesa di Mosè dalla prodigiosa vetta di Sinaj? Apparentemente per certo a quella sola adottata da Noè, e da Abramo, ed al semplice Decalogo unicamente; perchè le tavole portate seco lui dalla sua eccelsa missione altro certamente non contenevano; e siccome questa non abbraccia che i soli dieci Comandamenti, così alcuni si fecero ad opinare, che Dio, per anticipazione, dettasse a Mosè verbalmente, durante la sua dimora di 40 giorni sul testè accennato monte, l'intero Pentateuco unitamente a tutti i 613 simbolici Precetti che misteriosamente vi si racchiudono [(17)]; fra i quali erano parimente compresi que' sette antecedentemente conosciuti, siccome ancora le varie prescrizioni comandate al Popolo ebreo alcuni giorni avanti la sua liberazione dalla cattività dell'Egitto, risguardanti l'osservanza della Pasqua delle Azzime, i sacrifizj, e le cerimonie che doveansi necessariamente annettere alla medesima; ed altri sostengono ancora che la quantità menzionata di precetti fosse da Dio comunicata interpolatamente a Mosè, a varie differenti riprese; ed a misura che l'opportunità, e le circostanze lo esigevano.
In quale idioma poi l'Essere Supremo si manifestasse al legislatore Mosè, e quale linguaggio usasse questi, parlando al Popolo che prefiggevasi d'instruire, questo è ciò che i critici mettono al solito in forti, e interminabili questioni, e che noi non abbiamo interesse di approfondire, o discutere [(18)]; solo ci basta di potere assicurare con ogni fondamento che questo Codice, sia che fosse conferito secondo il pensiere degli uni, sia che comunicato venisse conforme l'opinione degli altri, quello fu la solo base frattanto sulla quale venne in seguito eretta la Religione ammessa, coltivata, e sostenuta da tutte le 12 Tribù d'Israel, da' tempi di Mosè che ne fu il Promulgatore, fino all'estrema caduta di Gerosolima, ed alla dispersione totale del Popolo ebreo, cui può da essa unicamente annoverare la folla immensa di smarrimenti deplorabili a' quali soggiacque in conseguenza della fatale degenerazione dell'ammirabile sua credenza primitiva, nella guisa che dovremo con reiterata menzione rimarcarlo noi stessi ne' seguenti Capitoli di quest'Opera.
[(11)] Per quanto ci narra la Scrittura, tutti quelli che seguitarono Jacob nell'Egitto appartenenti alla di lui propria famiglia montavano a 70. individui, compresovi Giuseppe che già vi esisteva come Sovrano di quello Stato, e i due figli che vi avea esso avuti (Exod. cap. 1. v. 5.)
[(12)] Alcuni Autori pretendono, ed io non saprei sopra quale base fondano le loro asserzioni, che tutto il tempo in cui il popolo Ebreo restò schiavo fra i terribili ceppi dell'Egitto non oltrepassasse gli anni 200. ma i Talmudisti uniti a tutti gli Scrittori i più accreditati di questa Nazione, appoggiati sull'oracolo infallibile dalla Scrittura insistono su' quattrocento e trent'anni: habitatio autem filiorum Israel, qua manserunt in Ægypto, fuit quadrigentorum triginta annorum (Exod. cap. 12. v. 40.)