[(32)] Molti Commentatori hanno creduto che questa festa, altrimenti chiamata delle trombe (Num. cap. 9 v. 33.) fosse instituita affine di rendere grazie a Dio per avere data la legge al suo Popolo sul monte Sinai fra i tuoni, e lo strepito delle trombe, ossia Scioffar (tuba) di cui sarà da noi parlato altrove (ved. la seguente [annot. 51]), altri opinano che questa festa fosse instituita per avvertire gl'Israeliti che in quel giorno cominciava l'anno civile, onde eccitarli e servire Dio con maggiore divozione nell'anno nuovo; e disporli nel tempo stesso alla festa del Digiuno di Espiazione, che dovea solennemente celebrarsi nove giorni appresso.

[(33)] Questa festa è contraddistinta dalla Scrittura col nome di כפור Chipur ovvero Digiuno di Espiazione delle colpe del Popolo, e della purificazione del Tabernacolo, e del Santuario. (Levit. cap. 23 v. 31 e seq.). Essa è stata instituita, secondo quello che ci fa travedere la Scrittura, per assicurare il Popolo, il quale avea contro di esso provocata l'ira Divina coll'adorazione del Vitello d'oro, e garantirlo così che Dio erasi riconciliato seco lui. In tale giorno erano offerti due caproni per ispiazione dei peccati del Popolo; uno de' quali era immolato, e rimandavasi l'altro sciolto nel deserto carco di maledizioni, ed aggravato dei peccati del Popolo, che imponevagli il nome di Emissario (Levit. cap. 16 v. 26.)

[(34)] Queste Solennità denominata dalla Scrittura חג הסכת (Hag assucoth) festa de' Tabernacoli, o delle Tende (Levit. cap. 23 v. 40.), fu instituita affinchè gli ebrei si ricordassero del tempo in cui abitarono in esse i loro vetusti padri nel deserto per sì lungo intervallo di anni; la celebrazione di questa Solennità cedeva per lo più entro il mese di settembre, tanto per che la stagione allora temperata, riusciva più confacente, e meno incomodo a rimanere sotto le tende all'aperta campagna, quanto perchè sceglievasi la stagione nella quale erano raccolti i frutti della terra, onde ringraziare Dio per tutti que' favori ricevuti durante il decorso periodo dell'anno. In quanto poi al fascicolo prescritto in detta festa, mi riserbo a ragionarne altrove (ved. l'[ann. 52]).

[(35)] Le festa delle quale è quì falle menzione viene chiamata dalla Scrittura שמיני עצרת (Sceminì nghazereth) l'ottava (Levit. cap. 23 v. 36.) essa era un complimento della festa precedente, e la conclusione di tutte le altre, quasi che significare volendo propriamente la festa di congedo, imperciocchè la solennità de' tabernacoli terminando il settimo giorno, il susseguente, celebravasi la festa della Riunione degli Israeliti i quali essendo restati per sette giorni entro le tende, se ne ritornano tutti insieme nelle rispettive loro case, in quella guisa medesima che i loro padri dopo di avere abitato sotto le capanne per lungo corso di anni in mezzo de' deserti, ritrovarono nell'ubertosa terra di promissione un domicilio ameno, stabile, e tranquillo. Tale è l'oggetto delle commemorazione delle testè indicata solennità dell'assemblea, o della Riunione.

[(36)] Dal giorno susseguente al primo della Pasqua delle azzime le Scrittura ordina (Levit. cap. 20 v. 15.) di contare sette settimane, esse formano 49 giorni, ed il cinquantesimo osservare la solennità della חג שבועות (Hag Sciabungoth) festa delle settimane, o delle primizie, perchè dalla messe che facevasi allora, offrivasi a Dio le primizie unitamente a due Pani, ed a' sacrifizj di surerogazione. Una tal festa si allude parimenti alla commemorazione della legge che Dio proclamò in quel medesimo giorno per mezzo di Mosè sulla prodigiosa vetta di Sinaj.