Allorchè Mosè ritornò dal monte Sinaj nel campo degl'Israeliti, dopo di avere avuta la gloria di conferire coll'Eterno, la Beatitudine Divina restando espressa sul volto di questo Legislatore, offuscò talmente gli occhi del popolo nel rimirarlo, che Mosè fu obbligato di coprirsi il volto con un velo, siccome in chiari sensi lo abbiamo dalla Scrittura (Exodo cap. 34 v. 35.) ed ecco, secondo i Rabbini, la primitiva origine del Taleth.

Alcuni altri ancora pensano che quest'arnese fosse inventato per ovviar le distrazioni durante le preghiere; quindi è che i Rabbini titolati, e i più devoti fra gli ebrei, se ne cuoprono interamente quando altri lo tengono soltanto ondeggiante sulle spalle. Avvi degli autori poi che opinano che gli ebrei prendessero quest'uso da' Romani, i quali pregavano i loro Dei colla testa velata; ed essi dicevano di avere ricavato un tale costume da Enea, che lo avea portato da Troia, come rilevasi da Virgilio, il quale gli fa dire Æneid lib. 2.

Caput ante aras Phrygio velamur amictu.

Per altro quelli che pretendono ripetere l'origine del Taleth da' Romani rimarcano che gli ebrei hanno presi molti usi da' medesimi dopo che ne furono sottomessi. Tutte queste prove sono tanto poco valevoli, o convincenti, quanto sono quelle allegate dagli stessi Romani, e da' Rabini ancora che il presentarsi davanti Dio colla testa coperta, come facevano i primi, e nel modo che lo praticano gli ultimi attualmente, è una marca di penitenza, di rispetto, di umiltà, di modestia, e di timore.

È parimente comandato agli ebrei (Deut. cap. 6 v. 8. e cap. 11 v. 18.) di dovere sempre avere nella mano, e sulla fronte ciò che la Scrittura denomina Totaffoth, e che gli ebrei distinguono per Teffilin תפילין che i Greci chiamano Phylacteros; frattanto per non essere derisi dal Popolo sopra un arnese che dee essere in tanta venerazione presso gli ebrei, questi ai contentano di usarli durante il tempo delle preghiere del mattino. Questi Teffilin che in Caldeo, ed in ebreo rabbinico è come chi direbbe in latino Precatoria, perchè gli ebrei si servono di quelli nelle loro sacre orazioni, sono fatti nella maniera seguente. Sopra due pezzi di pergamena sono scritti con dell'inchiostro fatto espressamente in lettere quadrate, e con molte esattezza gli appresso quattro testi in ciascuno de' medesimi, come è indicato dalla Scrittura 1. Audi Israel etc. (Deut. cap. VI. v. 4.) 2. Si ergo obedieritis mandatis mei etc. (Ibid. Cap. XI. v. 13.) 3. Sanctifica mihi omne primogenitum etc. (Exo. Cap. XIII. v. 1.) 4. Cumque introduxerit te Dominus etc. (Ibid. v. 11.). Queste due pergamene sono rotolate insieme in forma di un viluppo acuminato che si racchiude nella pelle di vitello nera, indi si colloca sopra un pezzo quadrato da cui pende una coreggia della stessa pelle larga un dito, e circa un braccio e mezzo lunga; questi Teffilin sogliono mettersi nella piegatura del braccio sinistro, rivolgendo la coreggia (dopo di avere fatto un piccolo nodo a foggia di Yod), intorno il braccio in linea spirale, che viene a terminare nell'estremità del dito medio della mano: Questi vengono denominati תפילין של יד Teffilin Scel Yad (cioè, Teffilin della mano). In quanto poi agli altri, gli stessi menzionati quattro testi sono in essi vergati egualmente sopra quattro pezzi di pergamena di cui formasi un quadrato sul quale viene a rilevarsi le lettera ש Scin, e da un altro quadrato che restavi annesso, vengono a sortire due altre coregge di lunghezza, e larghezza presso a poco simile alle prime; e sono questi chiamati תפילין של ראש Teffilin scel rosc, cioè, Teffilin della testa.

Ecco dunque i frontali che gli ebrei mettono unitamente al Taleth, durante la preghiera soltanto de' giorni feriali, giacchè le solennità, e il Sabato non usano che il semplice Taleth sugli omeri, come si disse, benchè molti, e specialmente i Rabbini, lo mettino in testa, e se ne avviluppino per non essere distratti.

Del resto lasciando le infinite allegorie che vi furono applicate (ved. Hor., Haym., Ghem., Menah., Ramb.) noi rimandiamo a Bustorfio, il quale rapporta estesamente le prove della forza del Zizith, e de' Teffilin tratte da Commentarj medesimi de' Rabbini (Syn. Jud. cap. 9.)

[(A)] Levit. cap. 19. v. 14.