[(A)] Gen. Cap. 32 v. 33.

[(56)] il Basnage osserva che sarebbe da desiderare che gli ebrei si fossero appigliati, per ciò che riguarda il riposo del Sabato, all'insinuazione di Ovidio; non ostante ch'egli fosse autore Pagano:

Quaque Die redeunt rebus minus apta gerendis
Culta Palæstino Septima Sacra viro,

De Ar. Aman. lib. 1.

Se noi dovremmo attenerci alle decisioni de' Rabbini sulle superstiziose cerimonie da osservarsi nel Sabato, e sul riposo macchinale che impongono essi in simile giorno, gli ebrei non dovrebbero muovere un passo dalla posizione in cui gli sorprenderebbe il Sole nel momento del tramontare della vigilia, come lo praticano appunto i Caraiti, attaccati al testo letterale che dice אל יצא איש ממקומו ביום השביעי (al jezeh hisc mimecomò bajom ascebinghi) Maneat unusquisque apud semetipsum, nullus egrediatur de loco suo die septimo. (Exo. Cap. 16 v. 29.) ma non essendo possibile rigorosamente fra noi eseguirsi un tale precetto quale viene prescritto da Mosè, i Talmudisti pensarono commutarne la pratica, limitando, in vece, il tratto di cammino da permettersi in quel giorno a mille passi oltre le porte della Città; ma questo ancora sgravato da qualunque siasi peso, eccetto che il mero necessario abbigliamento, senza che vi entri niente di superfluo nè di aggravante. (Ved. Tratt. Nghirub. Cap. XIV.)

Del resto assai malagevole si renderebbe a descrivere tutte le superstizioni che si fanno luogo in questo medesimo giorno presso i recenti ebrei: un prolisso trattato di Misnah vi è impiegato sulla osservanza delle pratiche del Sabato.

[(57)] Di tal fatta può dirsi precisamente l'ordine imposto da Dio a Mosè (Exo. Cap. 30 v. 12 e 13) di non contare le dodici Tribù d'Israel che col mezzo di tante monete, onde soccombere quelle non dovessero ad un flagello sterminatore, numerandolo individualmente come seguì appunto a David, il quale, per quanto ci annunzia la Scrittura, pagò a tale gravoso prezzo l'ordine da esso lui emanato a Joab suo ministro di fare l'ennumerazione individuale di tutto il Popolo ebreo soggetto a' suoi domini (Sam. II. Cap. 24 v. 16 17.) di tale natura può dirsi ancora la prescrizione imposta duplicatamente da Dio a Mosè (Num. Cap. 18 v. 15 Exo. Cap. 13 v. 14): di redimere col mezzo di cinque monete di argento qualunque primogenito dopo un mese della sua nascita, ed altre simili prescrizioni dell'ordine medesimo, i motivi della osservanza delle quali furono interamente dalle sacre pagine taciuti.

CAPITOLO VIII.