Mezzi presentanei che possono con sicurezza condurci alla fissata riduzione, sì ovvia, e salutare, senza ledere nella minima parte la base fondamentale su di cui dee sostenersi il vero Divino Culto del Popolo d'Israel.
Persuasi intimamente che le moltiplici fondate ragioni da noi fin quì riportate ci rendino una volta della urgente necessità indispensabile di alleggerire la nostra mente da tante inutili cure; di liberare il nostro spirito dal giogo ferale di tutte quelle illusioni che lo abbaccinavano al segno di fare ad esso credere l'errore verità, e questa una chimera; di rappresentarli il soverchio necessario, e questo indifferente; fermi dunque nella convinzione di sì pressante bisogno, molto agevole assunto parmi che dovrà per se stesso riuscirci di rinvenire in seguito con esattezza i mezzi più opportuni onde giugnere sicuri a questo grande scopo, e discernere così metodicamente il bene solido, e perenne da quello che in realtà fu sempre mai riconosciuto, generalmente fallace, ed apparente.
Ma siccome non è già la prevenzione quella che dee guidare i nostri passi all'essenziale ricerca di tali mezzi, nè il pregiudizio quello che può farceli ritrovare con avventurato quanto rapido successo; così, alieni affatto da quella, onninamente scevri di questo, noi osiamo lusingarci di potere essere finalmente condotti alla meta propizia di nostre intense brame, riassumendo, di slancio, gl'imponenti genuini motivi che ci hanno già fatto precedentemente determinare a stabilire l'abrogazione delle nove parti de' precetti contenuti ne' cinque libri del Codice Mosaico.
Avendo noi dunque tali precetti divisi in tre classi differenti, a ciascuna delle quali per conseguenza, abbiamo dovuto necessariamente assegnare il rango, e l'oggetto conveniente, onde rendere congrua, e solida ragione degli idonei motivi che o indussero ad ammettere i precetti contenuti nell'una, ed a sopprimere quelle che giudicato abbiamo appartenere alle due altre. Or da sì fatta operazione osservammo risultare, che la decima parte di quelli unicamente potea essere capace, in ogni senso a costituire la base radicale della Religione d'Israel, considerando le nove altre come superflue al suo ben essere, ed inopportune alle sue presenti circostanze.
In fatti se, come fu già da noi dimostrato, tutte quelle ordinanze, o prescrizioni racchiuse nelle abrogate classi più non debbono esistere per l'odierno Israelismo, di sorte alcuna, essendo restate sepolte, è circa ormai 18 secoli, sotto le rovine deplorabili del tempio, e dell'altare a cui una gran parte di esse riferivasi, quale delirio di volere farle pure oggi valere, anche non esistenti, sulla stravagante lusinga, che un Inno, una Prece, una Jaculatoria, espressa in certi destinati momenti, replicata un numero di volte, impiegando per tal effetto, de' vocaboli sinonimi, accompagnati da strepiti, da gesta, da varie contorsioni, e da positure differenti [(58)], debba tenere le veci di olocausto, meritare il compenso equivalente, e coll'efficace mezzo di quelle, potere attualmente ancora conseguire dall'Eterno que' medesimi favori, che già ne' tempi andati risultare miravansi da questo [(59)]? E quelle che racchiudono, come opportunamente osservammo il giudiziario, il civile, il politico ec., non fanno elleno parte delle Leggi di qualunque civilizzato governo della terra, sotto i di cui auspicj l'ebreo del pari che ogni altro subalterno, mira esercitare tutti gli atti di umanità e di giustizia che il Codice Mosaico avea prescritti? E se oggi più non si lapida, non si strangola, non si abbrucia i rei di aggressione, di omicidio, ed i trasgressori della Religione, come praticavasi allora, il facinoroso, l'aggressore, e l'omicida sono frattanto puniti dalle sane Leggi odierne, con de' supplizj egualmente capitali, ma meno atroci di quelli che la prisca teocrazia avea introdotti; lasciando all'eterna giustizia la cura d'infliggere la pena che meritano i refrattarj criminosi del vero culto che l'ente ragionevole è in dovere di prestare al di lui Opifice Supremo. Mi si accenni di grazia, un solo popolo, purchè mediocremente illuminato, che non riguardi come il primo essenziale dovere dell'ordine sociale di punire il delitto, difendere l'innocenza, soccorrere l'infermo, e l'indigente, garantire le sostanze dei Cittadini, e rendere giustizia a chi l'implora; e tutto ciò è da quelli sì chiaro conosciuto, e sì esattamente osservato, senza forse avere la benchè minima contezza (come non l'avevano effettivamente non più i Greci nè i Romani) delle Instituzioni stabilite da Mosè nel Pentateuco ad un tale riguardo. E non sono queste prove sufficienti per dimostrare, che se anche l'ebreo volesse a rigore mantenere quanto è prescritto relativamente alle indicate materie, l'impotenza nella quale oggi trovasi ridotto di creare per se stesso nuove Leggi, farle valere e propalarle, e la necessità che lo astringe, d'altronde a sottommettersi, senza riserva, a quelle del paese in cui vive, non lo metterebbero interamente fuori della situazione di eseguirlo [(60)]?
Or delle deduzioni risultanti de' precetti contenuti nelle due abrogate classi, quale detrimento domando, potrà mai risentire la Religione dell'Israelismo, quale scapito soffriranno le basi inconcusse, ed essenziali necessarie a sostenere le pretta credenza di questo Popolo, dalla semplice restrizione portata nella terza, sulla quale si aggira unicamente il nostro fissato piano di Riforma? A che mai riducesi per se stessa una sì fatta modificazione riguardata dalla stolida moltitudine fanatica, sì strepitosa, e sì enorme? Primieramente a simplificare l'affluenza complicata di ripetizioni usate nel Pentateuco, siccome lo abbiamo altrove rimarcato, prescrivendo i medesimi precetti, sia che procedessero dall'indole propria dell'idioma ebraico in cui esso fu scritto, suscettibile di un dato genio tutto suo particolare, sia che derivate fossero dal gusto universale dominante in que' secoli, anche presso gli Scrittori i più accreditati di altri popoli per quanto noi conosciamo [(61)].
In secondo luogo poi a rendere il rigenerato sistema della Religione Mosaica libero interamente da tutto quelle superfluità, o pratiche bizzarre, compatibili forse in un epoca in cui l'ebraismo, illusoriamente predominato dal ridicolo entusiasmo di formare per se stesso un Popolo eletto dall'Essere Supremo, in preferenza di ogni altro, (siccome fu già da noi rimarcato nella nostra Introduzione Preliminare) credevasi astretto di dovere adottare delle massime stravaganti solo ad esso particolari, onde essere tale considerato ad esclusione di ogni altro; ma ne' secoli presenti ne' quali più non appartenendo l'ebreo ad una sola terra, ad un regno solo, ad una sola regione, e che desso, al contrario, è proclamato cittadino del mondo, specialmente se la sorte lo fece nascere in Francia, od in Italia, non sarebbe egli all'eccesso condannabile per lui di volere spontaneamente portare delle marche ridicole impresse sul suo volto per distinguersi da tutti gli altri suoi concittadini, oltre le tante altre infamanti delle quali la barbarie di certe Leggi, la superstizione, e l'ignoranza di alcuni Popoli contrassegnavanlo un tempo [(62)]; ovvero coltivare quegli usi antisociali che ignorati fossero da questi, o avvalorare quelle strane cerimonie, che gli attirerebbero il vilipendio universale di tutti i suoi coabitanti?
In terzo luogo, per ultimo, a rimettere la Nazione d'Israel sul piede degli altri popoli, a purificare il suo culto, a civilizzarla ne' suoi costumi, ad illuminarla, nell'educazione morale, e nella coltura dello spirito, ed a renderla tale, in una parola; quale il proprio suo interesse lo impone, ed il propostoci disegno salutare lo richiede.
Ecco verosimilmente a bastanza di che fare quanto è duopo conoscere il bisogno urgente, e indispensabile dell'immediata Riforma che ci siamo essenzialmente prefissa del culto, e dell'educazione Politico-morale del Popolo Ebreo, ed i soli mezzi efficaci che possono con sicurezza condurvici direttamente senza che la base fondamentale vengane lesa nelle sue massime più importanti, non dobbiamo rintracciarli che nel vasto campo della nostra propria ragione [(63)]; quest'esimia ragione che ci fece per tante volte in chiari accenti capire, che la Religione dee essere limpida, semplice, universale, alla portata di tutti gli spiriti, perchè dessa è fatta per tutti i cuori; che la sua morale non dee essere soffocata sotto l'aggravante peso del dogma, che niente di oscuro, nè di misterioso, nè di assurdo giammai dee sfigurarla questa ragione, dico, non avrà tenuto indarno un sì energico, e penetrante linguaggio, sempre che noi saremo a sufficienza forti, e decisi per abbattere, e svellere delle radici l'edifizio il più impotente, ed il più mostruoso che l'abbia mai disonorata, qual'è quello delle infinite cerimonie superstiziose, delle pratiche all'eccesso ridicole, e degli usi ributtanti, e irragionevoli che tenere faceansi fatalmente fino ad ora, il rango, ed il carattere di religione, inventati scaltramente da quelli che bene intesero in ogni tempo la teorìa delle regole adeguate, e necessarie a mettersi in pratica per sedurre, o ammaliare, secondo le circostanze, o il bisogno, un popolo che sempre tentarono, ad ogni prezzo, di rendere ligio a' propri criminosi smarrimenti.