E quale mai sarebbe lo stupore de' Patriarchi de' Mosè, de' Jesuè, de' David, de' Salomon, e de' Profeti se attualmente risorgessero fra i viventi, e che potessero trasferirsi in tutti gli angoli della terra dove la prosapia d'Israel è a' tempi nostri diramata, senza però essere prevenuti delle strane peripezie alle quali fu essa per tante volte soggetta, dal secolo in cui essi vissero fino all'età nostra? Questi sani credenti opinerebbero, senza dubbio, di ritrovare tutta via intatto sulla terra l'eccelso culto da essi un tempo conosciuto, e praticato, e lo vedrebbero involto dal fosco velo di parafrasi diffuse, oscure, ed annojanti; alle semplici, e nitide verità sulle quali reggevesi fondatamente la loro pretta credenza essi vi troverebbero surrogate le visioni deplorabili, e le mistiche allegorie di certi uomini proclivi a controvertere ogni minimo punto contestato; in vece dei limpidi sacrificatori che estolleveno le glorie dell'Eterno, ed offrivano le vittime al venerabile altare della verità, per espiazione de' falli che commessi erano dal Popolo, essi vedrebbero una caterva insana di sedicenti כהנים (Cohanim) Sacerdoti, senza meriti, e senza causa baldanzosi pretendere al grado, vantare i requisiti, ed imitare, in gran parte, le ingerenze che unicamente erano imposte, per divino comando, alla sola prosapia di Aaron [(77)]; se ricercassero di visitare il loro בית המדרש (Beth Amedrash) casa d'interpretazione [(78)] vi si farebbero spettatori delle questioni le più insulse non solo, ma le più detestabili per diffinire se con fiaccola di sego, di cera, ovvero di olio debbasi accendere il lampadario del sabato [(79)], se l'anima di Adamo passasse nella spoglia corruttibile di Seth, e da questa entro il Corpo di Mosè; se David sarebbe nato un aborto senza il dono gratuito di anni settanta fatto ad esso dal primo ente ragionevole creato [(80)]; Se Dio si pentisse di avere distrutto Gerusalemme; se egli se ne attristasse, in che passa egli il suo tempo, ed altre inezie simili, ed esecrabili bestemmie [(81)]; se informare si volessero de' progressi luminosi che la religione del popolo d'Israel ha fatti da 1600 anni a questa parte, loro si mostrerebbe il codice mosaico trasformato in un ammasso enorme di pratiche, di usi, e di cerimonie, tanto stranamente ridicole per essi, quanto riescono all'eccesso tiranniche, insoffribili per noi; essi vi scorgerebbero imposte nuove instituzioni, nuovi digiuni comandati, nuovi cibi vietati, altre lunghissime devote rassodie; e reiterate jaculatorie prescritte che erano del tutto sconosciute nei tempi andati [(82)]; se la loro curiosità gli eccitasse finalmente ad investigare gli avanzamenti solidi, e proficui, che il popolo d'Israel fece, dopo un epoca immemorabile, nelle arti, nelle scienze, e nei costumi, loro si porrebbe da una parte sotto gli occhi uno sciame spregievole di sordidi, ed insensibili usuraj ontosamente impinguati colla desolazione del prossimo (ved. l'[annot. anteced. 37.]) alcuni chirurgi, pochi medici, molti commercianti, e niun artefice; mirare si farebbe loro dall'altra l'espresso divieto dello studio delle scienze (nomate follemente profane) sotto comminatorie fulminanti di eterna dannazione contro di colui che avesse osato applicarvisi, o farne pubblico esercizio [(83)]; e convincersi, per ultimo, essi dovrebbero più oltre che i costumi vanno fra noi al graduato livello dell'ignoranza, prescritta come utile, e necessaria all'eterna salute del popolo d'Israel [(84)].

Ecco l'abominevole confronto che risultare per ogni parte vedrebbero quegli uomini benemeriti dell'Israelismo fra la pura inalterata credenza professata un giorno da' medesimi, e le moltiplici ributtanti cerimonie, che sotto l'imponente viluppo di religione praticare osserverebbero fra noi.

Insensati! Essi tutti d'accordo esclamerebbero fremendo, se la religione si crede (com'essa è, senza alcun dubbio) necessaria oltremodo a tutti gli uomini, non è egli forse innegabile che le medesima debba essere intelligibile per tutti? Essendo essa, (come ogni sano filosofo ne conviene pienamente di buon grado) l'oggetto il più importante, e il più indispensabile per la specie umana, l'eterna volontà dell'Essere Supremo esigere non dee ch'ella sia per tutti coloro che ne fanno parte, la cosa la più semplice, la più concisa, la più chiara, e la più dimostrata per ogni ente ragionevole [(85)]? Non rendesi all'eccesso deplorabile il vedere che questo assunto sì oltremodo urgente alla salute dei mortali, sia precisamente quello che essi intendono il meno, e sul quale dopo tanti secoli hanno quelli sempre disputato accanitamente senza divenire giammai migliori, nè farne in alcun tempo resultare de' sensibili vantaggj, che tranquillizzino lo spirito de' medesimi, e facciano loro espressamente conoscere il retto sentiere che può con sicurezza condurgli a quella solida felicità imperturbabile che dalla sola incontaminata religione unicamente riconoscere possiamo [(86)]? Sembra, pur troppo, che a questo essenzialissimo punto decisivo a noi pervenire giammai non sia permesso.

[(73)] Quiconque vent s'appliquer à la recherche de la vérité (dice il dotto Autore de la Philosoph. du bon sens Tom. I. § III. Pag. 3.) doit éviter de prendre des principes qui puissent l'éloigner pour toujours du bon chemin. È per altro una cosa strana di vedere l'uomo avido bramare l'acquisto della verità, e schivare ad un tempo la presenza quando ella si offre all'occhio intellettuale della sua mente; il suo splendore sembra offuscarlo, attonito pare che lo renda il suo sembiante ed infierire ancora lo veggiamo sovente contro di colui che glie la presenta o gliene addita il sentiere; veritas odium parit, è ormai trito quanto verificato proverbio; infatti dicasi ad un uomo qualche verità, sebbene utile per lui, ma offensiva in qualche modo al suo amor proprio, esso la riguarda come un ingiuria e tenta di ogni mezzo per vendicarla; e qual è mai quel settario che non riguardi con occhio irascibile, o di positivo disprezzo colui che azzardasse di correggere i suoi travviamenti proponendogli di sostituire alle sue inveterate menzogne tradizionali le verità sane, religiose, ed instruttive? E nell'uno, e nell'altro caso non abbiamo che rivolgerci ovunque per essere colpiti ad ogni tratto da ripetuti percuotenti esempi, efficaci a consolidare tutto ciò che di proposto asseriamo.

[(74)] I fanatici per la religione, della quale si dicono osservanti, lungi dall'essere il sostegno fondamentale e permanente delle sue massime, non ne sono che il perpetuo flagello, e i disruttori; sempre indifferenti alle azioni oneste, essi reputansi virtuosi non già sopra quello ch'essi fanno, ma relativamente a ciò ci essi credono; la credulità macchinale degli uomini è secondo il torpido giudizio de' medesimi l'unica giusta misura della stessa loro probità: Les hommes ignorants (dice un illuminato pensatore moderno) ne jugent les opinions des autres que par la conformité qu'elles ont avec les leurs: ainsi ne persuade-t-on jamais les sots qui avec des sottises. Quindi è che un uomo dotato di lumi, e di talenti il quale abomini di secondare le loro pratiche insensate, e i loro smarrimenti perviene difficilmente a godere presso di quelli la riputazione di individuo integerrimo, e probo. Infatti quante volte si ode ripetere dalla bocca di questi miserabili automati: oh! sarebbe pure un onest'uomo il ... Se mortificasse al suo corpo con digiuni frequenti; se recitasse a gola spiegata le consuete leggende quotidiane, ed altre ancora, se non si nutrisse di altri cibi che di quelli preparati da' suoi correligionarj, se confessasse di continuo le sue colpe e i suoi pensieri all'orecchio di un altr'uomo, se osservasse le astinenze delle vigilie; se non ..... ma io più non finirei allorchè riportare dovessi tutti que' se condizionali che questi esseri abrutiti opporrebbero alla stessa probità esemplare di un Baile, d'un D'Argens, d'un Montesquieu, d'un Rousseau, d'un Mirabaud, d'un Elvezio, d'un Mendelshon, de' quali dovrà il mondo in ogni secolo piagnerne la perdita fatale, malgrado che ignote fossero loro interamente quelle mostruose cerimonie senza l'esercizio delle quali non si può in mente de' fanatici essere onest'uomo. Impostori! forsennati! Non potrassi dunque essere onest'uomo senza essere imbecille! Ma v'ha egli mai sopra la terra uomini più reprobi, esseri più perniciosi di voi, che ne siete scrupolosi osservatori fino al delirio? Mi si accenni di grazia quale è mai quell'azione criminosa della quale non vi rendiate voi stessi o colpevoli, o correi e danno irreparabile de' vostri propri simili? voi odiate, senza riserva, chiunque non vi assomiglia, voi perseguitate accanitamente quegli uomini dotati di criterio bastante per conoscervi, e di talento efficace a smascherarvi, voi siete ambiziosi, ignoranti, e ingannatori, ed a molti fra voi altro forse non manca per essere gran scelerati che il coraggio, ed i talenti; ma tutto che sempre vili, ed abrutiti nell'ignoranza, e nella superstizione non lasciate però di essere al maggior grado protervi, e sempre funesti alla società, voi inferocite, senza ritegno, contro chiunque tentasse d'illuminare la sua specie costretta violentemente a prostrarsi davanti le vostre orride follìe, come alla presenza de' Cocodrilli sacri di Memfi.

[(75)] La superstizione degli ebrei talmudisti va fino ad un eccesso tale in questa parte, che ve n'ha pure anche di quelli i quali non solo resterebbero astemj tutta la loro vita piuttosto di bere il vino che non fosse premuto da altri ebrei simili ad essi; ma se questo liquore così manipolato, che chiamano כשר (Kascer) cioè, ottimo, o squisito, fosse, per accidente rimosso da qualche גוי goy, (sotto tal nome comprendendo tutti quelli che non sono circoncisi, o che non professano il giudaismo) essi lo credono contaminato, e se ne astengono del pari, come se non fosse in origine pestato dall'ebreo. Lo stesso principio superstizioso nutrono i medesimi per rapporto a qualunque siasi vivanda preparata da individuo non ebreo; essi non se ne ciberebbero quando ancora dovessero soccombere all'inedia, ed al languore, ed alla morte stessa; ma di ciò ragioneremo più diffusamente altrove; solo basti quì di sapere intanto che gli ebrei moderni pare che abbiano rinunziato attualmente al pregiudizio ridicolo del primo, ma essi restano altrettanto attaccati ancora al mantenimento del secondo col più scrupoloso rigore.