[(76)] Tutti gli attentati esecrabili commessi religiosamente da' perfidi Ravaillac, Damiens, Malacrida, e Giacomo Clemente di cui ci fanno inorridire le Istorie, furono senza dubbio, preceduti, o accompagnati da quelle stesse benedizioni, e cerimonie colle quali si mirarono altre volte consacrate la S. Bartolomeo, i Vespri Siciliani, i Regicidj orribili, ed i più atroci misfatti; ed io già dimostrai di proposito altrove (Ved. le Annot. 88, e 122 del T. II delle Notti Campes.) che non v'ha perfidia, o intrigo di cui questa classe inutile al mondo non abbia, in ogni tempo renduto complice un Dio, nè azione proditoria che non venga in nome suo filtrato dal vaglio pernicioso della sua fraterna iniquità.

[(77)] Molti ebrei ritengono male a proposito anche oggi il nome di Cohanim, o sacrificatori, benchè le loro ispezioni in tale qualità sieno intieramente cessate, non esistendo più a' tempi odierni, nè tempio, nè altare, nè olocausti da offrirvici, così il vocabolo כהן (cohen) più non è a' nostri giorni che un mero titolo supposto decoroso, e non già un grado di vero sacrificatore, quale era esso ne' tempi andati: ma non per tanto quelli che si fanno attualmente distinguere con simile attributo sono all'eccesso scrupolosi nell'osservanza di que' riti medesimi, che erano altre volte comandati a quelli che discendevano dalla schiatta d'Aaron, colla differenza però che quelli conoscevano un capo uffiziatore כהן גדול (cohen gadol) Sommo Sacerdote, che i recenti non hanno; ma del resto tanto perciò che riguarda la purificazione per i morti, quanto relativamente al riscatto de' primogeniti maschi un mese dopo la loro nascita, siccome ancora per quello che rapportarsi alla primazia che pretendono questi sostenere sul resto del popolo, in mille ridicole cerimonie religiose, che non giova quì annoverare, i nostri Cohanim sono le perfette Scimmie degli antichi sacrificatori, a' quali non s'indurrebbero giammai a verun prezzo a cedere di buon grado.

[(78)] Queste dette altrimenti תלמוד תורה (Talmud Torah) Instruzione della Legge, erano i luoghi dove s'insegnava, o spiegavasi la Legge co' Commentarj de' Rabbini. Varie furono le Accademie di tal fatta che gl'Israeliti eressero in diverse parti della Giudea, o altrove dopo la distruzione del secondo tempio, ma la più ragguardevole di queste fu, al parere de' dotti, quella stabilita in Tiberiade; egli è là che insegnarono i più gran Maestri che gli ebrei venerano attualmente Jehudah il Santo (l'Autore della Misnah) Rab. Haninah, Rab. Jonathan. È là precisamente che si compose la Misnah, e il Talmud; finalmente si pretende da varj Autori che i Massoreti, ossia quelli che hanno punteggiata la Bibbia insegnarono in Tiberiade. Molte altre ancora furono erette in quelle parti dell'Oriente nelle quali gli ebrei fecero una lunga permanenza. Essi vi installarono così pure ne' tempi a noi più recenti alcune altre Accademie di tal fatta in Francia allorchè vi si rifugiarono. Beniamin di Toledo parla di quella di Beaucaire, alla testa della quale e Abraham Ben David che nutriva i suoi Scolari quando erano bisognosi, e loro somministrava il vestiario quando ne erano mancanti (Ved. Ben. de Tol. Iter.)

[(79)] In qualunque parte di mondo dove gli ebrei hanno il domicilio trovasi costantemente praticato questo costume, senza che alcuno frattanto sappia rendere convincente ragione della stretta osservanza con cui quello mirasi ovunque usato, e mantenuto. Questo dunque consiste in un lampadario più, o meno grande, che gli ebrei tengono appeso al palco di un salotto, ed in linea perpendicolare al centro della mensa preparatavi per mangiare; non avvi casa, purché abitata da ebrei, di qualunque ceto, o condizione ch'essi siano, dove non si scorga quell'arnese nella foggia medesima che accennammo. Questo sacro lampadario (così chiamato per l'uso a cui si fa servire) viene acceso intieramente nel tramontare del sole di ogni venerdì, non meno che nell'imbrunire di tutte le vigilie delle feste solenni comandate dal Pentateuco: le sole donne maritate sogliono incaricarsi generalmente di sì fatto ministero; esse nell'istante di eseguirlo, recitano una benedizione compilata espressamente per quest'oggetto, e vi attaccano un'efficacia tale, che non vi è femmina ebrea la quale non creda fermamente di essere esente da' pericoli del parto, da contagiose malattie, e dalle sofferenze laceranti dell'Inferno, osservando rigorosamente le tre prescrizioni ch'elleno impongono i rabbini, una delle quali si è quella di accendere il lampadario del sabato.

[(80)] Alcuni Rabbini asseriscono che Adamo, mediante la vastissima scienza universale che gli attribuiscono infusagli prodigiosamente dal di lui maestro, e custode Raziel (di cui sarà da noi parlato altrove) antiveggendo che alcuni secoli dopo di esso dovea nascere dalla prosapia di Giuda un certo individuo che sarebbe nominato David; ma che in forza degli alti impenetrabili arcani esso avrebbe dovuto essere nato un aborto, e che d'altronde se si fosse prodotto nel mondo suscettibile di lunga vita, avrebbe il medesimo formato il decoro del popolo d'Israel, e sarebbe stato molto bene affetto all'Essere Supremo; prevedendo Adamo dunque tale sciagura, e cercando la maniera di ripararla, aggiungono i Rabbini, che supplicasse fervidamente la Divina Misericordia, onde volesse togliere del lungo corso di sua vita (che prevedeva dovere ascendere a mille anni) la somma di anni settanta, de' quali esso inclinava fare un dono al Salmista Reale; al che Dio aderendo, senza ostacolo, si fece l'assoluto depositario di questo dono, fino al momento in cui fu esso fatto passare a David che ne fruì dal giorno in cui si produsse fra i viventi fino all'estremo istante di sua carriera, che fissò il compimento di anni settanta; passati ad esso gratuitamente dal primo uomo (ved. Ghem. Mas. Sanhed. Cap. VII. fol. 35.)

Oggi non si troverebbe certamente fra noi alcun notajo che defferisse rogare un simile contratto.