[(121)] Io intendo per tali punti essenziali della Religione l'esistenza dell'Essere Supremo, l'immortalità dell'Anima umana, e quindi le ricompense, e le punizioni della medesima nella vita futura, ed in qualche parte ancora l'osservanza delle solennità principali, nella guisa, precisamente che accennammo.
Peraltro, non mi sembra inutile affatto quì di rimarcare col Seldeno (uxor. Hebr. Lib 1. Cap. III.) che avendo i Rabbini fissate tre maniere differenti d'investigare, e scuoprire le verità moltiplici racchiuse in vari luoghi della scrittura, cioè il testo, la ragione, e l'autorità degli antichi, regole quasi comuni a tutte le sette che esistono sulla terra; i Caraiti vanno pienamente d'accordo co' Rabbanisti nelle due sole prime, considerandole come urgenti, ed oltremodo indispensabili; e se rare volte adottano anche l'ultima, non è già perchè s'impongano un dovere, siccome praticano gli altri, di crederla o seguirla alla rinfusa; ma essi vi si sottomettono in proporzione che la ritrovano esatta, ed in ogni punto consentanea allo spirito genuino della scrittura.
[(122)] Siccome i Caraiti hanno in orrore tuttociò che rapportasi alla tradizione, così essi rigettano con isdegno tutte quelle instituzioni orali che i Talmudisti si prescrivono con tanto scrupolo, e riservatezza; ma se quasi tutte le cerimonie religiose praticate da questi si rendono annojanti per l'affluenza considerabile delle inutili parafrasi aggiunte alle medesime, quelle seguitate da' Caraiti sono ad ogni riguardo insopportabili per la loro soverchia ristrettezza, o per l'austerità dell'osservanza di esse; egli è perciò che io considero come inutile di fare quì specifica menzione di tutti i loro riti stravaganti per rapporto ad altri assunti morali, politici, e civili. Chi bramasse esserne edotto con esattezza maggiore può rivolgersi agli scrittori di questa Setta, da noi per varie volte citati.
[(123)] Malgrado che infinite riprove concorrano a convincerci pienamente di questa verità incontrovertibile, pure non ostante, v'ha de' forsennati fra gli ebrei Talmudisti de' nostri tempi all'eccesso riprovabile l'anteporre la loro propria credenza mistica, e tenebrosa alla purità edificante di quella degli antichi, sebbene ad evidenza ne conoscano i superiori salutari vantaggi, e non esitino un'istante a convenirne; ed i soli Caraiti che potrebbero in qualche modo, se non completamente pareggiarla, almeno più degli altri approssimarsene, sono fuori della situazione di riuscirvi, per averla voluto troppo sottilizzare, colla strana idea forse di sorpassare quelli nella vera pratica di essa; se gli ultimi sono degni di rimprovero, lo sono certamente i primi, ad ogni riguardo, di eterna ripugnanza, e d'improperio.
CAPITOLO XV.
Delle altre Sette differenti derivate dal grembo della Comunione dell'Israelismo; cioè Saducei, Essenj, Terapeuti, Farisei, e Samaritani; la loro origine, i loro dogmi, le loro Cerimonie, ed i loro sistemi di Religione.