Quam quae sunt oculis commissa fidelibus.

[(125)] Molti scrittori, d'altronde accreditati, hanno asseverantemente sostenuto, che Sadok e Baithos, entrambi discepoli di Antigono, avessero fondata ciascuno di essi una Setta differente; ma coloro che in sì fatta guisa opinarono, sembrami che si sieno materialmente ingannati; la Setta dei Saducei, e quella de' Baithosei altro infatti non erano insieme che una sola, e medesima Setta disegnata ora sotto il nome dell'uno, ora sotto quello dell'altro; ma Zadok essendo più ardente del suo Collega a sostenere il partito che dessi aveano formato, il di lui nome (come lo rimarca Bayle T. III, p. 2510.) servì sovente più di quello di Baithos a distinguere i fautori di questa Setta.

Non per tanto si adduce da taluni un altra efficace ragione di simile preferenza, voluta da tali Settatori di essere chiamati Saducei in vece di Baithosei (Vedi Scalig. Elench. Trihaer et Sim. Hist. Crit. du Vieux Test.) ed è che siccome Baithos, secondo quello che asseriscono i Rabbini, era bastardo, temevano che questa macchia poco onorifica, non dovesse attirare sopra dei medesimi qualche spiacevole improperio dalla parte de' loro inesorabili avversari; tanto questa uniformità della quale parliamo è per se stessa indubitabile, quanto che non avvi alcuno il quale abbia potuto scuoprire giammai in quale punto i Saducei si differenziassero da' Baithosei; Il celebre Maimonide (Comment. in Pirkè Avoth, apud Willeme. Dissert. de Saduc. p. 8) espone in chiari sensi, che questi non erano che due nomi significanti una sola, e medesima cosa; benchè molti Rabbini, e vari Critici ancora sieno in simile assunto intieramente discordi; così lo pensano egualmente molti altri accreditati scrittori ebrei de' tempi a noi più recenti.

[(126)] Per altro, non mi sembra inutile quì di avvertire, che sebbene, per quanto apparisca da varj monumenti antichi, i Saducei non ammettessero fra tutti que' libri, che riguardare dobbiamo propriamente canonici, che il solo Pentateuco di Mosè; non per tanto anche di questo sopprimevano molti passaggi, e ciò che di peggio si è, senza mai addurre niun motivo efficace, e convincente di tutte quelle abrogazioni che male a proposito si permettevano di fare confusamente in detti Libri.

[(127)] Varie, e contraddittorie sono le opinioni che si agitano fra i filosofi relativamente al destino; gli uni credono che il destino sia una cosa divina; gli altri lo riguardano un effetto meramente naturale; fra i primi si possono annoverare Platone, Zenone, Crisippo, Aristotile, Seneca, Eraclito, Pitagora, e pochi altri; fra gli ultimi sono Manilio, Empedocle, Democrito, Parmenide, Leucippo, e varj altri, che quì non giova riportare. Ma sieno quanto si vuole disparate le loro idee, essi d'altronde sono tutti concordemente univoci ad esclamare altamente col Manilio:

Fata regunt orbem, certa stant omnia lege,

Largaque per certos signantur tempora cursus,