Capitolo XV.
Pag. 181-2, n. 58. — Scems Ed-din Abu Abdallah di Damasco, il quale fiorì nella seconda metà del secolo XIII, annovera Tolomeo fra i re saggi e possenti che tracciarono le divisioni dei climi. A. F. Mehren, Manuel de la cosmographie du moyen âge, Copenhagen, 1874, p. 14.
Capitolo XVII.
Pag. 290. — Nel c. 125 della già più volte citata Cronaca catalana si applica a Nerone ed a Seneca una storiella assai diffusa, e che di molti in molti diversi libri si trova narrata. Nerone promette a tre suoi cavalieri di farli regnare dopo di lui se rispondono a tre quesiti ch'egli proporrà loro; se non rispondono li farà morire. I tre quesiti sono: Que fa deu al cel? Quantes jornades va lo sol en un dia? La mia persona quant val? Aspettando la risposta, Nerone fa custodire i tre cavalieri in un palazzo. Seneca, il quale si trova in Ispagna, viene a risapere per astrologia tutto il fatto; va a Roma, e suggerisce ai cavalieri le risposte, le quali appagano l'imperatore. Costui conosce da ultimo Seneca, e lo riceve nella sua grazia.
Capitolo XVIII.
Pag. 351, n. 41. — L'imperatore Mallios Torquator trova spiegazione in una Vita latina di Boezio, pubblicata dall'Obbarius innanzi alla sua edizione del De Consolatione philosophiae. In un luogo di essa è detto: Boetius iste de familia fuit Torquati Mallii nobilissimi viri. L'autore del poema provenzale intese per familia la servitù, e un uomo di grand'affare, come Boezio, non poteva essere a' servigi d'altri che di un re, o di un imperatore. Hofmann, Ueber die Quellen der aeltesten provenzalischen Gedichtes, Sitzungsb. d. k. bayer. Akad. d. Wiss., 1870, v. II, p. 175-6.
Capitolo XXI.
Pag. 466. — Secondo una leggenda riportata da Mattia di Edessa Goffredo di Buglione avrebbe posseduto la spada di Vespasiano.
Capitolo XXII.
Pag. 476-7. — Il ch. Dott. F. Novati mi fa avvertito che i due versi: Roma diu titubans ecc., dati da me come anonimi, fanno invece parte, secondo risulta dal cod. Marciano Z, L, CCV (sec. XIV; v. Valentinelli, Bibl. manusc., v. II, p. 7) di un carme del celebre poeta inglese Galfredo di Vinsauf, o di Vinosalvo (XIII sec.), intitolato: Vaticinium de Italia per Federicum II evertenda. Essi trovansi inoltre, con alcuna variante, nel codice Chigiano E, VI, 80 (sec. XIV) contenente la raccolta delle lettere scritte da Pier della Vigna in nome di Federico II. Quivi si hanno i due brevi componimenti che seguono.