[56]. Vn iour aloit Saint Gregoire par le marchie de Romme si lui souuint de Traien l'empereur qui fut droiturier en sa vie et deuant toutes les autres choses si lui souuint d'une iustice que il fist vne foys a une veuue dame. De monseigneur Saint Gregoire, cod. Fr. 413 della Bibliothèque Nationale di Parigi, fol. 129 r., col. 2ª.

[57]. Dittamondo, l. II, c. 6.

[58]. Testo del Nannucci; alquanto diversamente nel testo del Cappelli.

[59]. Alberto Magno racconta, e Tommaso Cantipratense ripete, (Bonum universale de apibus, l. II, c. LI, 11), la storia di un sant'uomo, il quale essendo infermo, e chiedendo in grazia di poter morire, gli fu per un angelo del Signore data la scelta fra il morir subito e passar poi tre giorni in purgatorio, e il penare un altro anno infermo per salire poi diritto in paradiso. Il sant'uomo elegge di morir subito, ma sperimentate un giorno solo le pene del purgatorio, domanda di tornare in vita e sostenere l'altra prova. Esempii simili a questo narrano sant'Antonino e Pietro Reginaldetto.

[60]. Breviarium historicum, ed. di Bonna, 1837, p. 8-9.

[61]. V. Gaston Paris, dissert. cit., p. 289-94.

[62]. V. Jordan, Topographie der Stadt Rom im Alterthum, v. II, p. 118. Parmi che il Paris (p. 293-4) dia troppo poca importanza a quanto nei Mirabilia è detto dell'Arcus Pietatis. Gli è vero che nelle recensioni più antiche di questo libro non si fa cenno della leggenda di Trajano e dell'arco, ma nè esse, nè le posteriori registrano tutto; e d'altra banda non si può ammettere che in codici scritti da Romani in Roma siasi lasciata passare una indicazione a cui non corrispondessero in qualche modo i fatti e la credenza popolare. I Mirabilia non fanno motto di bassorilievi, nè d'altre sculture, e dicono solamente che l'arco fu innalzato a ricordanza dell'atto di Trajano; ma si può credere che senza una qualche opera di scalpello con cui, o bene o male, si potesse far riscontrare la leggenda, questa non si sarebbe legata all'arco. In quella scoltura il presunto Trajano era forse rappresentato, non a cavallo, ma sedente in un carro.

[63]. Adnotationes elucidariae in Evangelium Johannis, c. XV, 22.

[64]. Dissert. cit., p. 295-7.

[65]. V. su questo argomento la citata dissertazione del Lequien, la nota di Consalvo Durant al c. 13 del l. IV delle Revelationes di santa Brigida, ed. di Anversa, 1611, p. 222-3; la dissertazione XXVII nel volume XIV delle opere di Alfonso Salmeron; ma soprattutto lo scritto dello spagnuolo Alfonso Chacon, Tractatus de liberatione animae Trajani imperatoris a poenis inferni precibus sancti Gregorii P. M., Roma, 1589, scritto che godette di molta riputazione e fu stampato anche tradotto in italiano (Siena, 1595) e in francese(1607); Brusco, Redarguitio historiae de anima Trajani ex inferni suppliciis liberata, Verona, 1624; Preuser, Dissertatio de Trajano imperatore precibus Gregorii Magni ex infero liberata, Lipsia, 1710.