[66]. Parad., c. XX, v. 106-7.

[67]. V. per esempio Gonzalo de Berceo, Milagros de Nuestra Señora, VII; Gautier de Coinsy, Miracles de la Vierge, l. II. Storie simili si trovano in Ildefonso Toletano, Liber miraculorum sanctae Mariae Virginis, cod. 946 della Bibliothèque de l'Arsenal in Parigi, f. 3 v. a 4 r., e in Valperto di Ahusla, Liber miraculorum Virginis Mariae, cod. lat. 4350 della Biblioteca Regia di Monaco, f. 14 r. Vincenzo Bellovacense racconta nel l. XXII, cap. 97 dello Speculum historiale il seguente miracolo. San Maclonio, o Macute, insieme con san Brandano ed altri uomini santi, si mise una volta in mare per ricercare certa isola denominata Ima, la quale somigliava al Paradiso terrestre. Dopo sette anni di navigazione giunsero ad un'altra isola, dove trovarono uno smisurato sepolcro che conteneva il corpo di un gigante. Per le preghiere di san Maclovio il gigante risuscita, dice come fosse stato idolatra, come fosse dannato, e impetra il battesimo che gli è dal santo impartito. Dopo non molto tempo il gigante rimuore e i santi uomini ne raccomandano l'anima a Dio. Nella Vita anonima di san Cadoco si narra similmente come per le preghiere del santo un gigante, la cui anima era già dannata in inferno, risuscitò, e, dopo aver condotto vita esemplare, fu salvo. (Acta Sanct., t. II di Gennaio, p. 605). Racconta il Passavanti, Specchio della vera penitenza, dist. V, c. 3, la storia di una donna, la quale morì senza confessarsi di certo suo peccato. Tornata l'anima al corpo per intercessione di san Francesco, e compiuta la confessione, fu salva.

[68]. V. la Vie du pape Grégoire le Grand pubblicata dal Luzarche, Tours, 1857, in fine, e il Gregor auf dem Steine di Hartmann von Aue, v. 3735-8 in Greith, Spicilegium vaticanum, Frauenfeld, 1838, p. 303.

[69]. Cap. 83, ed. dell'Oesterley. La favola si trova narrata da Fredegario nel VII secolo, da Aimoino verso il 1000, poi nella Kaiserchronik, ecc. V. Goedecke, Deutsche Dichtung des Mittelalters, Hannover, 1854, p. 628; J. Grimm e A. Schmeller, Lateinische Gedichte des X. und XI. Jh., Gottinga, 1838, p. 343-4.

[70]. The early english versions of the Gesta Romanorum, English Text Society, Londra, 1879, p. 45-6. Nel Dolopathos di Giovanni di Alta Selva il caso si pone ai tempi dei primi re di Roma. V. Mussafia nei Sitzungsberichte dell'Accademia di Vienna, phil.-histor. cl., v. LXIV, p. 595 segg.

[71]. Pubblicato per intero primamente dall'Orelli, Opuscula Graecorum veterum sententiosa et moralia, Lipsia, 1819-21, v. I, p. 208-13. V. inoltre Revillout, Vie et Sentences de Secundus d'après divers manuscrits orientaux, Parigi, 1873.

[72]. V. Vincenzo Bellovacense, Speculum historiale, l. XI, c. 70 seg.; Sant'Antonino, Historiarum P. I, tit. VII, c. IV, § 1; Gualtiero Burley, Liber de vita ac moribus philosophorum poetarumque veterum.

[73]. Una versione francese contiene il cod. Fr. 1553 della Bibl. Nat. di Parigi. La storia è riferita da Giovanni d'Outremeuse, Ly myreur des histors, v. I, p. 537-42.

[74]. Versioni italiane si hanno nel Fiore di filosofi, nelle Novelle antiche pubblicate dal Biagi e in molti manoscritti.

[75]. V. Capitulo de las cosas que escribio por respuesta el filosofo Segundo a las cosas que le pregunto el emperador Adriano, in Knust, Mittheilungen aus dem Eskurial, p. 498-506. Il racconto si ha pure nella Cronaca di Alfonso il Savio, parte I, c. 120.