[76]. Fabricius, Bibliotheca graeca, t. III.
[77]. La redazione in versi credo sia tuttora inedita (V. Warton, History of english Poetry, ed. dell'Hazlitt, v. II, p. 183). La redazione in prosa fu ristampata a Londra dall'Halliwel nel 1860. Essa è intitolata: The wyse child and the emperor Adrian; a dialogue resembling that of Salomon and Saturn.
[78]. Il suo nome è registrato anche in alcuni calendarii d'Occidente. V. Hospinianus, De Fest. Christ., f. 52 b. Dante pone Costantino in Giove, tra gli spiriti sommi che formano l'occhio dell'aquila simbolica. Parad., c. XX, v. 55-7. Non so so nel popolo, in qualche parte dell'Europa occidentale, siavi ora nessuna credenza intorno alla santità di Costantino. A Neumagen, l'antico Noviomagus, si crede che in quel luogo Costantino vide in cielo la croce e le famose parole: In hoc signo vinces.
[79]. Hist. eccles., l. I, c. 34.
[80]. V. il Livere de reis de Brittaine, p. 18-20, il Livere de reis de Engletere, p. 64, e il Liber monasterii de Hyda edito da E. Edwards (Rer. Brit. m. ae. script.), p. 117. V. anche più oltre al c. XXI.
[81]. Enrico di Knyghton, De eventibus Angliae, l. I, c. V, ap. Twysden, Historiae anglicanae scriptores X, v. II, col. 2323-4.
[82]. Nel medio evo i cavalieri cristiani cercavano di accrescere la virtù dell'armi loro mediante qualche preziosa reliquia. La spada che Orlando aveva ricevuto in dono da Carlo Magno conteneva nel pomo un dente di San Pietro, sangue di San Basilio, capelli di San Dionigi, un frusto della veste della Vergine. La chanson de Roland, v. 2345-8.
[83]. Questa novella, in prosa, fu pubblicata dal Moland e dal D'Héricault nelle Nouvelles françoises en prose du XIII siècle, Parigi, 1856. Ebbevene anche una versione poetica, pubblicata dal Wesselowsky, Le dit de l'empereur Coustant, nella Romania, v. VI (1877), p. 162-9, ancor essa del XIII secolo. L'editore fece seguire al testo uno studio circa l'indole e le attinenze della leggenda (p. 169-98), nel quale sono molte buone osservazioni, ma anche alcuni errori che furono già rilevati da altri.
[84]. Il racconto in verso differisce in qualche punto da quello in prosa, sebbene in sostanza concordi con esso, e mostri di provenire dalla medesima fonte. L'imperatore di Bizanzio si chiama Floriiens invece di Muselins. Marito alla figliuola dell'imperatore Augusto,
qui tint Rommenie