Trasportando a Costantinopoli la sede dell'impero Costantino aperse per Roma l'era della decadenza, e i posteri, di ciò consapevoli, più di una volta ne lo biasimarono. Già in alcuni versi antichissimi riportati in un precedente capitolo[229] si deplora il trasferimento degli antichi onori di Roma ai Greci. Quando risorse in Occidente l'impero, Costantinopoli dovette essere considerata come un'usurpatrice, e l'operato di Costantino dovette parere a molti illegittimo e dissennato. Gotofredo da Viterbo, nella seconda metà del XII secolo, esce contra di lui in questa invettiva[230]:
Hunc alienigenam sibi Roma creavit alumnum,
Cui dedit imperii solium per secula summum,
Qui quasi morte ream post viduavit eam.
Fraude dolo procores subtraxit ab Urbe Latinos,
Et quasi captivos mox esse coegit Achivos,
Constituens Romam rebus et arte novam.
Transtulit imperium, Danais dedit ipse favorem,
Dans alienigenis, quem Roma tenebat honorem,
Romula destituens, Grecula regna colens.