[423]. Ibid., p. 46.
[424]. Polycrat. l. II, c. 23.
[425]. Otia Imp., decis. III, c. 112.
[426]. Comparetti, v. II, p. 45-6. Bartolomeo Caracciolo, che, nella Cronaca di Partenope, narra questo medesimo fatto attingendo in parte da Gervasio, non dice in nessun modo che i Napoletani ignorassero il luogo della sepoltura di Virgilio, anzi afferma il contrario. Ecco le suo parole: «Dicesi, che morto lo dicto Virgilio in Brindesi, et essendo lo corpo de quello portato in Napoli, con gran diligentia, la sepoltura di tal corpo se guardava et observava la quale, come è decto, stava vicino S. Maria de Pedegrotta (per la quale sepoltura in verità lo vulgo la chiama grotta de Virgilio); o vero per la via vecchia do Puczoli, lontano da Napoli circa due miglia. Lo che intendendo uno physico Inglese, ecc.». L'avventura presuppone evidentemente la conoscenza del luogo dove si credeva fosse sepolto Virgilio.
[427]. Essa giunge sino all'anno 1382.
[428]. Tutta quella parte dove se ne discorre riportò il Comparetti in appendice al v. II, p. 230-9. Prima l'avevano già ripubblicata il Graesse, Beiträge zur Literatur und Sage des Mittelalters, p. 27-34, e il Villari negli Annali delle Università toscane, v. VIII, p. 162 e segg. Essa comprende i capp. XVII-XXIII.
[429]. Notisi che il luogo così denominato è anche oggigiorno conosciutissimo in Napoli.
[430]. Scritto cit., p. 178.
[431]. Vol. II, p. 42.
[432]. Dice a tale proposito il Comparetti (v. II, p. 19) che la leggenda «procede originariamente da idee su Virgilio nate indipendentemente dalla scuola e fra il popolo»; ma queste parole male, parmi, si potrebbero accordare con quelle da me pur ora riferite.