[439]. Cleomadès; Roman des sept sages; Giovanni Mansel, Fleurs des histoires, ecc. Colui che fa spegnere il fuoco è un perdigiorno (musars) nel Cleomadès, un chierico nel Roman des sept sages, un imperatore nel racconto di Giovanni Mansel.

[440]. Cleomadès. Giovanni d'Outremeuse accresce, secondo il suo solito, la derrata, e dice che Virgilio pose sulle dodici porte di Roma dodici statue di rame, le quali rappresentavano i dodici mesi, e facevano varii atti convenienti al loro carattere simbolico, e si trasmettevano un pomo di acciajo, che ciascuna teneva quindici giorni nella mano destra e quindici giorni nella mano sinistra. Con un altro pomo, che quattro delle statue si lanciavano, si annunziava il mutare delle stagioni. Op. cit., v. I, p. 232-3. Delle statue che indicavano il mutare dei mesi parla anche Giovanni Mansel nelle sue Fleur des histoires.

[441]. Roman des sept sages.

[442]. V. vol. I, p. 161 e seguenti.

[443]. Giovanni d'Outremeuse, op. cit., v. I, p. 67, 70. Lo stesso autore dice (v. II, p. 104) che l'anno 393 un terremoto distrusse in Roma parecchie fra le immagini costruite da Virgilio.

[444]. V. Comparetti, v. II, p. 120-3; Massmann, Kaiserch., v. III, p. 448-9; Dunlop-Liebrecht, Geschichte der Prosadichtungen, Berlino, 1851, p. 500.

[445]. Sinner, Cat. cod. mss. Bern., t. II, p. 129.

[446]. Op. cit., v. I, p. 230.

[447]. Vol. II, p. 58.

[448]. Pubblicato per intero dal Bartsch sopra l'unico manoscritto di Gotha, Stoccarda, 1871 (Bibl. d. lit. Ver.).