[924]. V. per quanto lo concerne l'Appendice in fine al presente volume.

[925]. Molti di questi trattati si trovano inediti nelle biblioteche. Un Antichristi vitae compendium è tra le prime stampe del quattrocento, e sull'Anticristo scrivevano ancora il Grozio e l'Hammond. Por quanto riguarda l'argomento v. Vignier, Théâtre de l'Antechrist, La Rochelle, 1610, e la voluminosa opera del Malvenda, De Antichristo, Roma, 1604, ristampata poi con aggiunte altre due volte. V. inoltre W. Grimm, Vrîdankes Bescheidenheit, Gottinga, 1834, p. LXXI e segg.

[926]. Doellinger, Der Weissagungslaube ecc., p. 270.

[927]. Ecco qui altre due testimonianze, le quali provano come segno della venuta dell'Anticristo fosse tenuta la dissoluzione dell'impero. In un trattato anonimo sull'Anticristo, contenuto in un codice dell'Angelica segnato T, 6, 27, si legge al f. 3 v.: «Indagantibus nobis sollicita consideratione signa propinqua consummationis seculi et adventus persecutoris ultimi Ecclesiae Antichristi, et certa hoc iubente veritate vigilantibus, ne defensioni imparatos nos reperiat illa repentina tempestas, primum nobis occurrit destructio ac defectus sive cessacio imperii romani». Nella sua Chronica, qualiter romanum imperium translatum fuit in Germanos (ap. Goldast, Monarchia, t. II, p. 1467) Maestro Giordano dice: «Magnus honor est Romano imperio, quod Dominus in hoc prae caeteris ipsum privilegiare dignatus est, quod non veniet Antichristus, Christi et membrorum eius adversarius, nisi prius Romanum imperium penitus sit ablatum».

[928]. V. nella citata opera del Zezschwitz tutto il c. III intitolato Die altkirchlichen und die byzantinischn Quellen für die Kaiser- und Antichristage, p. 35-84, d'onde traggo quanto concerne le relazioni della leggenda occidentale con Metodio.

[929]. Ho, per altro, già fatto ricordo altrove di una versione latina delle Revelationes contenuta in un codice della Barberina non posteriore al IX secolo. V. vol. I, p. 107, n. 52. In questo medesimo codice sono certi dicta sancti Efrem de fine mundi, dove, tra l'altro, si legge quanto segue: «In illis diebus venient ad regnum Romanorum duo fratres et uno quidem animo praefuit. Sed quia unus precedit alium..... solvitur, adque adversarius ei excitabit odium inter regna Persarum et Romanorum. In illis diebus multi consurgunt contra regnum Romanorum, sed populus Iudeorum adversarii eius erunt». Seguiranno guerre, pestilenze, calamità di ogni sorta. «Et regnum Romanorum tollitur de medio christianorum et traditur domino et patri. Et tunc veniet consummatio cum ceperit consummare Romanorum regnum». Segue il racconto della venuta e della finale disfatta dell'Anticristo.

[930]. È pubblicato in appendice al IV volume delle opere di Sant'Agostino, ed. dei Benedettini.

[931]. L'una si trova a torto inserita fra le opere di Beda (Migne, Patrol. lat., t. XC, p. 1181 e segg.); l'altra fu pubblicata dall'Usinger, Forschungen zur deutschen Geschichte, v. X, p. 621 e segg. V. anche il t. XXII dei Monumenta Germaniae, Script., p. 375 e segg.

[932]. Ad Heinricum IV imperatorem, ap. Pertz, Script., t. XI, p. 591. Benzone dice che l'imperatore sarà coronato in Bizanzio sua patria.

[933]. Pantheon, partic. X, XI.