E come trovò le genti Gog
e ancora gli Magog,
nei monti dei Caspi gli serrò
e per arte magica gli ordenò.
Questa variante della favola deve derivare da un errore di lettura, o da un error di copista introdottosi nel libro da cui lo stesso Scolari, almeno in parte, attingeva. Era questo il poema latino di Qualichino d'Arezzo, o piuttosto da Spoleto (v. Grion, I nobili fatti di Alessandro Magno, Collez. di op. in. o rare, Bologna, 1872, p. LXXXIX) ove la rubrica dice: Alexander inclusit arte magna quasdam gentes immundas, ecc. La fonte principale, ma non unica, di Qualichino, è la Historia de proeliis.
[1019]. S'ensuivent plusieurs nouvelletés et divercités estant entre les bestes, en la terre du prestre Jehan, in appendice a La nouvelle Fabrique des excellens traits de verité di Filippo d'Alcripe, Parigi, 1853, p. 198: «...... et celles gens sont ceulx qui encloyrent le roy Alexandre dedans Macedoine et le mirent en prison, et leur eschappa». Qui furono a dirittura scambiate le parti, perchè non si dice poi in nessun modo che, a sua volta, Alessandro rinchiudesse Gog e Magog.
[1020]. Ed. Michelant, p. 313.
[1021]. Ibn Khordadbeh, Le livre des routes et des provinces pubblicato da Barbier de Meynard, Journal asiatique, serie VIª, l. V, 1865, p. 490-6, dove sono indicate altre relazioni del viaggio. Edrisi, Géographie, ed. cit., v. II, p. 416-20.
[1022]. Hammer, Rosenöl, Stoccarda e Tubinga, v. I, p. 287-91.
[1023]. Nel poema dell'Intelligenza attribuito a Dino Compagni, st. 226, si legge: