Di prudenti, di placiti e di editti
Se 'l mondo come pria più non correggi?
Veduto così brevemente che cosa fosse l'impero del medio evo, e quali idee e quali sentimenti si facesse nascere intorno, facciamoci ora ad esaminare alcune particolarità curiose di quello che si potrebbe addimandare il suo apparecchio simbolico. E cominciamo dalla incoronazione dell'imperatore.
Normalmente la incoronazione doveva farsi in Roma, per le mani del pontefice, nella basilica di San Pietro. Lodovico il Bavaro contravvenne al diritto, e suscitò grande malcontento, quando nella Dieta di Magonza, adunatasi nel 1338, fece deliberare che a conseguire legittimamente la dignità imperiale la incoronazione in Roma non fosse più necessaria. Il rituale delle cerimonie era stabilito per consuetudine. Senza troppo distendermi a darne la descrizione, mi basterà riportar qui testualmente ciò che Benzone dice della processione imperiale: «Processio vero Romani imperatoris celebratur talibus modis. Portatur ante eum sancta crux gravida ligni dominici, et lancea Mauricii. Deinde sequitur venerabilis ordo episcoporum, abbatum et sacerdotum, et innumerabilium clericorum. Tunc rex indutus bysino podere, auro et gemmis inserto, mirabili opere, terribilis calcaribus aureis, accinctus ense, adopertus Frisia clamide, imperiali veste, habens manus involutas cyrothecis lineis cum anulo pontificali, glorificatus insuper diademate imperiali,
Portans in sinistra aureum pomum,
Quod significat monarchiam regnorum,
In dextera vero sceptrum imperii
De more Iulii, Octaviani et Tiberii;
Quem sustentant ex una parte papa Romanus,
Ex altera parte archipontifex Ambrosianus.