Andrea sorrise.

—In fin dei conti una frittata non è un delitto. Sai bene che non ho cattivi grilli per il capo. Se vengo, è per farti un piacere. Trascuro le mie cose, arrischio che mio fratello abbia qualche noia, perdo anche io una notte. Dunque, se non ti garba, sia per non detto. Ma non garantisco di nulla, vedi? c'è intorno certi ceffi! ieri alle otto, capisci? alle otto! fu derubata la vedova del cantoniere. Due tristacci penetrarono nella sua stanza e, dopo averle cavato gli orecchini, me la infagottarono tra le lenzuola, me la imbavagliarono e me la portarono fino al pollaio. Che barbarie! il comandante è su le traccie dei miserabili, ma intanto la povera infelice è a letto con una febbre da mulo.

—Davvero?—disse Maddalena atterrita. E, dopo aver fatto i suoi calcoli:—Ma se passasse qualcheduno per la strada?

Il mugnaio non si scompaginò.

—Passi pure. Chiuderemo le imposte e sbarreremo l'uscio. Sfido io a vederci traverso le muraglie!

—E se Paolino tornasse improvvisamente?

—Ho la gamba da bersagliere. Balzerò nel cortile dietro la casa, mi nasconderò sui fienili e, quando egli sarà coricato, scapperò via come il vento.

—E la frittata? e il vino?

—Oh! senti!—soggiunse l'altro, seccato:—se vuol venire, che venga: potrei anche prenderlo a cazzotti, quell'asino. Sono tuo parente e basta.

Maddalena crollava il capo.