—A proposito—disse:—vogliam discorrere di qualche cosa. E non farmi il gradasso, vedi, perchè con un calcio io ti mando a Bondione e t'insegno a trattar con la gente…
Maometto si rizzò.
—Questo poi… ci spiegheremo un poco, vecchio barbogio.
—Spieghiamoci pure—aggiunse l'altro.—Io ti ripeto che non ho paura di nessuno.
—Che significa ciò?—mormorò Maometto. E i suoi occhi mandavano fiamme.
Michel Magro, seduto sul tamburo, da parte, bisbigliava:
—Ohe, ohe! che la vada a finir mica bene?
Ma in quella si aperse improvvisamente l'uscio di strada e una delle guardie si lanciò dentro gridando con voce soffocata:
—Maometto, Maometto, scappa! I carabinieri!… hanno saputo… son qui… ti metteranno in prigione! sai, la spada, l'elmo… non si poteva… scappa, ti dico!
Maometto, sbalordito, atterrito, non volle udire altro: diede quattro urtoni a destra e sinistra, corse alla porta del cortile e via, come il vento, come un'anima dannata, in mezzo ai portici, agli orti, alle siepi, alle piante.