Insomma la voleva finir male. E, se Martuccia spaventatissima non avesse guardato suo cugino con occhi supplichevoli riuscendo a calmarlo, qualcosa di brutto succedeva davvero.

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Ma l'orologio di papà Gedeone, se non ve l'ho detto, era anche munito d'una sveglia; bastava collocar la sfera più corta sopra l'ora che si voleva; tiravasi il peso di piombo fin sotto la cassa e, quando scoccava l'ora segnata, questo, perso l'equilibrio, scendeva in giù quanto era lunga la funicella facendo suonar la batteria. Il piccolo martelletto allora con un tremito convulso ed uniforme percuoteva energicamente il campanello di bronzo, fatto a foggia di fungo e collocato dietro la testa di Guglielmo Tell: era una musica fortissima, che stordiva e lasciava per un pezzo il tintinnìo entro le orecchie. Bisognava scoppiar dalle risa, tanto quella cosa era buffa.

Martuccia stessa aveva l'incarico, ogni sera prima di coricarsi, di mettere la sferetta su le sei ore; all'alba papà Gedeone veniva destato infallibilmente dalla sonora scampanellata e, quand'era in vena, saltando con fretta dalle coltri mentre continuava il fracasso, esclamava:

—Oh! Guglielmo Tell! taci dunque! blaterone! le femminette non hanno certo la parlantina che hai tu. Se ti sente Don Rocco, chi sa che predica, quando vai a confessarti!

E, dacchè la sveglia era stata aggiunta all'orologio, la soneria non aveva mai anticipato nè posticipato di un secondo il proprio avviso mattutino; onde nè il vecchio nè sua figlia si erano mai alzàti un secondo prima o dopo le sei ore, sia d'inverno che d'estate.

Ma adesso vi dirò in che modo quella briccona di Martuccia, con la sua grazia di fanciulletta ed il suo fare di monachella, si vendicò delle brutte parole che papà Gedeone aveva detto a Tata, il cugino allegro ed interessante.

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Un dopopranzo di novembre papà Gedeone era uscito un momento a pigliare il suo tabacco lasciando sola in bottega Martuccia: faceva scuro molto, cadeva una fittissima nebbia e, siccome egli non aveva preso il mantello, ritornò sùbito a casa strascicando le ciabatte.

Aperto l'uscio improvvisamente fece scappar sua figlia che era in piedi sopra una seggiola dinanzi al pendolo. Egli non se ne accorse nè pure, accese la lucernetta e, fumando tranquillamente, si accomodò al desco mentre Martuccia preparavasi a pulir le stoviglie.