—Eh! con questo buio era impossibile. Aveva paura.
—Ha fatto bene—soggiunse Elena.—Ma veramente, anche tu Bortolino dovresti rimettere a un'altra volta il tuo viaggio!
Bortolino dal ferro per tutta risposta sciolse le briglie e dileguò nelle tenebre.
—Bortolino! Bortolino!—gridava Elena a perdifiato.—Bada per amor di Dio! c'è un vento d'inferno e non ci si vede a due passi. Copriti la gola e non far correre Brunello. Sai bene che stupido è Brunello! ti potrebbe anche precipitare nel Serio!
In lontananza udivansi il trotto misurato del puledro e alcune raffiche di vento che passavano di minuto in minuto sopra la boscaglia sibilavano come serpenti.
—Quale imprudenza!—proruppe Elena con suo fratello, trascinandolo in bottega. E lì accovacciatisi alla stufa cominciarono a discorrere di molte cose. Ella gli ripetè sottovoce, con inquietudine mal repressa, che Bortolino si faceva sempre più insopportabile e non le risparmiava umiliazioni di sorta e cercava tutti i modi per contraddirla. Quando trattavasi di comperar Brunello, avendogli ella osservato che non conveniva prendere una bestia così giovane e vivace, quel tristo l'aveva sùbito voluta ed a caro prezzo; già due volte, lungo la strada per Clusone, erano caduti insieme, l'uno su l'altro e con addosso il baroccio carico di ferro. Si erano salvàti per miracolo. Ma naturalmente Bortolino aveva aumentato da allora la sua affezione per il puledro. Anche con una persona talvolta succede così: più la ci fa male e più ce ne innamoriamo. Malgrado le cattiverie di suo marito, non pareva forse ch'ella medesima raddoppiasse di premure per lui?—Quanto alla bottega meglio non parlarne; un disordine indescrivibile. Regalata via, si può dire, la roba di maggior commercio e riempite le casse di cianciafruscole inutili; spese ingenti somme nel dar la vernice agli scaffali e, per soprappiù, fatto venir da Passevra quello scrocco di Marco, un fanciullaccio senza voglia di guadagnarsi il pane, che mangiava alle loro spalle e si divertiva col mettere la zizzania in casa. Elena aveva le lagrime agli occhi: suo fratello ascoltava pazientemente, curvo, pensoso, con un bicchiere di vino caldo a lato.
Il vento crebbe. Quantunque le porte fossero chiuse ermeticamente, esso riusciva ad aprirsi l'adito anche tra le minime fessure e precipitarsi nella bottega con rabbia, così che la fiamma ne tremolava tutta. Dal di fuori poi giungeva un sinistro brontolìo di voci e un fremere di pini secchi, come se le rupi si lamentassero o scrosciassero insieme tre o quattro torrenti. I montanari vi sono abituàti e non ne fanno caso. Marco, posto attraverso al banco, leggeva un brano di giornale vecchio, Momolo finì con l'addormentarsi ed Elena colse il momento per recitare il rosario.
Improvvisamente furono scossi tutti e tre da un colpo dato contro il portone. Marco balzò di soprassalto dal banco.
—Sarà il vento—disse Elena senza meravigliarsi. Un secondo colpo si fece udire; nello stesso tempo Brunello nitrì.
—Pazienza! mio marito è di ritorno—soggiunse ella; e si diresse verso il cortile.