Momolo si diresse in fondo all'andito, cercò il saliscendi, lo compresse e s'inoltrò nella cucina.
Egli rimase pietrificato.
Sua moglie e Bortolino sedevano al focolare tenendosi per mano e discorrendo liberamente in un dolce abbandono.
Fu un lampo.
Una folata di vento spense il lume; e Momolo, così all'incerto chiarore della fiamma, si gittò sopra Bortolino mentre sua moglie cadeva in ginocchio per terra gridando:
—Santa Vergine! santa Vergine! aiuto!
Ma Bortolino non ebbe tempo di salvarsi dietro la tavola, nell'altra camera, in una parte qualunque; non tentò nè meno di reagire: una mano di ferro lo avvinghiò per la gola e sentì cinque dita che lo soffocavano. Contemporaneamente Momolo, adoperando le grosse redini a mo' di sferza, gli diede cinque o sei colpi sul viso con tutta violenza, spietatamente, ferocemente, in mezzo alle più nere bestemmie.
—Pensa! pensa!—gemeva lo sciagurato impallidendo per lo spasimo.
E Momolo si arrestò di botto lanciando le redini in grembo a Petronilla. Quindi prese il cognato per le braccia, gli fece varcare la soglia, serrò l'uscio a chiave e risalì sul baroccio insieme con lui.
—Ringrazia Cristo che ho dimenticato il bastone sul carro!—brontolò gettando il puledro al galoppo. E non aggiunse altro per tutto il viaggio, ma si mise a piangere silenziosamente.