[177]. Si allude al prof. Enrico Pessina. Vedi il Discorso premesso agli Scritti filos., pp. XCVI e seg.

[178]. Antonio Ciccone, n. in Saviano (Terra di Lavoro) il 7 febbr. 1808, m. il 2 maggio 1894, fu uno dei più cari amici dello Spaventa, e suo compagno d'esilio. L'opera sua più notevole i Principj di Economia politica, in 3 voll. Napoli. Vedi su di lui G. Mirabelli, Della vita e delle opere di A. C., in Atti dell'Accad. delle scienze morali e politiche di Napoli, del 1897, vol. XXVIII, pp. 133-48.

[179]. Luigi Carlo Farini, che fu amico e grande estimatore dello Spaventa.

[180]. Isabella Scano († 18 dicembre 1901) e Millo (Camillo) Spaventa, tuttora vivente, furono moglie e figlio di Bertrando; Berenice una delle due sorelle, sposata al Sig. Raffaele Paolucci.

[181]. È scritto nell'originale «novembre»; ma, evidentemente, per errore, avendo Bertrando incominciato le sue lezioni, di cui si parla in questa lettera, solo il 28 novembre.

[182]. Cfr. sopra pag. 51.

[183]. Vedi sopra pp. 52-66.

[184]. Giorno in cui B. Spaventa partì in esilio.

[185]. Cioè: prima di tornare in patria, a Napoli.

[186]. Pasquale Stanislao Mancini, solito a siffatte iperboli. Per l'aneddoto qui accennato v. sopra p. 257.