Se dovessi citare il nome delle latterie che meritano di essere visitate, perchè atte a servire di modello o quanto meno ad offrire utili insegnamenti, sarei imbarazzato, perchè fortunatamente sono molte e perchè la inevitabile omissione di qualcuna potrebbe essere interpretata in un senso contrario alle mie intenzioni. Basti il dire che latterie meritevoli di osservazione si trovano nella valle d'Aosta, come in quella della Sesia, come nella Valtellina, nelle provincie di Treviso, di Belluno, di Udine, ecc.
3º Riunione dei produttori di latte ad una conferenza. — Nel frattempo in cui i promotori indagano, girano e studiano, circola la voce di tutto quanto nel comune, e la gente comincia a discutere dell'opportunità o meno di fare una latteria: così gli animi si vanno preparando e coltivando per diventare accessibili alla latteria sociale.
Viene il giorno in cui l'ambiente è diventato maturo per poter radunare i produttori di latte ad una proficua discussione, la quale vuol essere preceduta da una conferenza dimostrativa sull'utilità delle latterie sociali cooperative e sull'opportunità di farne una nel comune.
Questa conferenza può essere fatta da qualcuno dei promotori, se si trova fra questi la persona idonea, oppure si può chiamare persona competente dal di fuori. Non occorrono squarci di eloquenza, nè volate rettoriche, bisogna invece fornire dati numerici e nozioni pratiche, essendo che gli uditori non sono filosofi, nè scienziati, bensì persone di idee semplici e positive, che soltanto con mezzi semplici e positivi possono essere convinte e conquistate.
La conferenza, tenuta in giorno, ora e località adatta e consentanea alle abitudini del paese, desterà interessamento fra i produttori di latte convenuti all'adunanza. Se qualcuno degli uditori avrà obbiezioni a fare o schiarimenti o domandare, meglio così, ne nascerà una discussione che metterà in maggior luce la verità ed animerà i diffidenti e gli indifferenti, i quali formano di solito la maggioranza di un pubblico consimile.
In molti comuni di montagna sono le donne che si occupano delle vaccherelle e del relativo latte; sono desse che lo raccolgono, che lo sfruttano, quando pure lo sanno fare, e che trattengono i proventi della vendita del latte e de' suoi prodotti, quando la loro abilità e parsimonia arriva a tanto da conseguire dei proventi in denaro. Quelle donne devono dunque far parte dell'adunanza in discorso, perchè senza il loro consenso neanche il capo della famiglia si arrischierà ad impegnare il suo latte nella nuova latteria.
La conclusione dell'adunanza dove essere la nomina di un comitato che s'incarichi di compilare lo statuto della costituenda latteria, da presentarsi ad una prossima assemblea, e l'apposizione della firma d'adesione al programma di massima, per parte di quei produttori di latte che lo accettano. Questo programma scritto può limitarsi ad affermare la volontà degli aderenti di costituire la latteria sociale cooperativa, secondo i concetti fondamentali concordati ed ammessi nell'adunanza.
Il verbale della conferenza, la nomina del comitato preparatore e le firme di adesione formano un documento storico, pel quale si può dire che la latteria passa dal regno delle ciarle a quello dei fatti.
Il comitato può essere composto di tre od al più di cinque persone, fra le quali si troveranno i promotori ed i fautori della latteria. È desiderabile che vi siano rappresentati i diversi interessi dei produttori di latte e le diverse competenze legali, tecniche, ecc., ma tuttavia, in mancanza di queste persone competenti, si fa quello che si può, e d'altra parte abbiamo veduto uomini di limitata coltura ma dotati di buon senso e di buona volontà cavarsi d'impaccio benissimo in simili faccende, senza essere diplomati in qualsiasi cosa, perchè il buon senso suggerisce che quando non si possiede la sapienza si va a prenderla dove c'è.