Intanto i principali cittadini, o che detestassero le mostruosità commesse dalla plebe, o che considerassero, quanto queste fossero per nuocere ad una causa, che essi credevano giusta, molto solleciti si mostrarono in voler far distinguere questo tumultuoso procedere da quella nobile, come essi la chiamavano, opposizione alla imposizione delle tasse interne per autorità del Parlamento. E procedendo anche più oltre, convennero in gran numero a Faneuilhall, luogo destinato alle pubbliche assemblee, a fine di solennemente testimoniare, quanto abborrissero gli straordinarj e violenti atti da persone sconosciute tenutisi la precedente notte; ed unitamente dichiararono: «che gli uomini eletti ed i maestrati della città fossero richiesti di fare ogni sforzo, il qual fosse alla legge conforme, per prevenire in futuro somiglianti disordini, e che i franchi tenitori, ed altri abitanti ponessero ogni studio per assistergli in tale bisogna». Il giorno dopo fu pubblicato un bando, col quale si prometteva una ricompensa di trecento lire a colui, che avesse svelato uno dei capi del tumulto, e cento per ogni altra persona, che in quello avesse avuto parte. La quiete ne fu ristorata nella città, e mantenute da' cittadini la notte scolte e pattuglie nei luoghi più opportuni.
Ma i disordini non si contennero nei limiti della città di Boston, o della provincia di Massacciusset; che anzi si manifestarono in varj altri luoghi, e quasi nello stesso tempo, sicchè si possa credere, essere stati l'effetto di un accordo fra gli abitanti delle varie province. Martedì venzette agosto, alle nove circa della mattina, la plebe di Nuovo-Porto nella provincia dell'isola di Rodi, levando il romore, venne fuori a stormo con tre figure, che intendevano esser quelle di Martino Hovardo, Tommaso Moffatto ed Agostino Jonston dentro di una cassetta co' capestri al collo, e le condusse ad un giubbetto presso il palazzo della città al quale furono appiccate, e così stettero sino a sera; ed allora spiccatele, e fattone capannuccio le abbruciarono fra gli evviva e le acclamazioni della moltitudine.
Il giorno seguente, essendo forse già arrivate le novelle delle cose seguìte a Boston, di nuovo s'assembrarono, e si condussero a por l'assedio alle case di Martino Hovardo avvocato di rinomea, e scrittore diligente in favore del diritto del Parlamento. Portata via o distrutta ogni cosa, vi lasciaron le mura. S'incamminarono alle case di Tommaso Moffatto medico, il quale andava per le brigate mantenendo il medesimo diritto; e le diedero, in men che non si dice, la spogliazza. L'uno, e l'altro si cansarono, e si rifuggirono sopra una nave di guerra inglese, che stava in porto; anzi non credendo più di poter con sicurezza nella patria loro rimanere, dopo breve tempo, si condussero in Inghilterra. La plebaglia corse alle case di Jonston, pronta a commettervi i medesimi disordini. Ma essendo quivi incontrata, e parlata da un gentiluomo, si rimase.
A Provvidenza poi, città provinciale dell'isola di Rodi, venne pubblicata addì ventiquattro agosto una gazzetta straordinaria con queste parole stampate a lettere da speziale in sul frontispizio: Vox populi, vox dei; e al di sotto con quest'altre di San Paolo: Dov'è lo spirito del Signore, ivi è libertà. Gli autori della gazzetta scrivevano, congratulandosi delle gloriose novelle, che da ogni parte pervenivano sulle lodevoli commozioni del popolo per la causa della libertà, e dei legali mezzi, così chiamavano essi le incomportabili esorbitanze della plebe, usati per frastornare l'esecuzione della legge della marca; portavano a cielo il zelo dei Bostoniani, siccome quelli, che, non punto degeneri dai padri loro, avessero intieri conservati que' spiriti di libertà, pe' quali andarono già sì famosi al mondo. Ed anche qui le pasquinate, le farse, le scede e le giullerìe popolari non furono poche. Anche qui furon trascinate co' capestri al collo, impiccate e bruciate le immagini di coloro, che erano in voce di popolo.
Nel Connecticut, avendo Ingersoll, principal uffiziale della marca, eletto un suo delegato della Terra di Windam, gli scrisse dicendo, venisse a New-Haven per ricevervi la sua commissione; della qual cosa avendo i Windamesi avuto lingua, dissero al delegato: rimettesse loro la lettera dell'Ingersoll, ed al nuovo impiego rinunziasse, se non voleva esser messo per la mala via. Acconsentì egli per lo minor male. Nelle medesime strette si trovò a New-Haven Ingersoll medesimo, e perciò scrisse una lettera, che fu poi stampata, affermando che, quando avessero gli abitanti sì fatta avversione contro la carta marchiata, ei non gli avrebbe obbligati ad usarla. Solo gli pregava, volessero riceverla da lui, quando, ravveduti o veramente spinti dal bisogno, avessero voluto adoperarla. Fu la dichiarazione con segni d'allegrezza ricevuta. Ma per altro essendo di poi il popolo venuto in qualche sospetto, trasse a calca alle sue case, e lo interpellò, se volesse, o no rinunziare l'uffizio. Avendo risposto, ciò non essere in sua facoltà, gli cantarono, se arrivata che fosse la carta marchiata, ei l'avrebbe in lor potere data per farne un falò, oppure, se gli piacesse meglio aver guasta la casa. Allora ei disse loro, e fu ben forza, che l'avrebbe rimbarcata per essere in Inghilterra ricondotta, o tenute le porte della casa aperte, perchè il voler loro ne facessero.
E' vi furono anche nella Terra di Norwich somiglianti commozioni, ed in quella di Libanone parimente; ma in questa si fece di più una specie di processo derisorio, col quale vennero le effigie condannate secondo le forme ad essere impiccate ed abbruciate. L'indomani si rinnovarono le scede, eccettuato però il processo: e brevemente tanto dissero, e tanto fecero, che il deputato alla stampa, per lo men reo partito, rinunziò all'uffizio.
Nel Nuovo-Hampshire, Messerve uffiziale della marca fu forzato dalla moltitudine ad obbligarsi a non esercitare il suo uffizio. E nella Marilandia, Hood principal distributore della carta marchiata fu minacciato nella roba, se non rinunziasse: ei si salvò prima alla Nuova-Jork, e poi nell'Isola Lunga. Ma la moltitudine sollevata, attraversato improvvisamente lo Stretto, gli venne sopra alla non pensata, ed obbligollo prima a rinunziare, e poi a confermare con giuramento avanti il magistrato la sua rinunziazione.
Nella città della Nuova-Jork fu la provvisione della marca in tanto disprezzo avuta, ch'essa fu stampata, e gridata per le contrade: la follìa dell'Inghilterra, e la rovina dell'America. Onde gl'impiegati della marca non si fecero pregare, e rinunziarono all'uffizio. Simili avvenimenti ebber luogo nell'altre parti delle province americane.
E perchè non si raffreddassero gli animi, o si allontanassero dall'incominciata opposizione, moltiplicavansi per opera de' capi del popolo i libelli e le pasquinate; i motti, le giullerìe ne' diarj pubblici erano incessanti. A Boston uno fra gli altri se ne stampò col seguente titolo: il corriero constituzionale contenente materie, che importano alla libertà, e per nulla ripugnano alla lealtà. Questo aveva in testa dipinto un serpente tagliato in otto pezzi, sul quale dalla parte del capo erano scritte le lettere iniziali della Nuova-Inghilterra, e da quella del corpo le iniziali delle altre colonie sino alla Carolina Meridionale. La divisa scritta a lettere grosse era questa: unirci o morire.
In molti luoghi gli avvocati, procuratori e notaj si adunarono. Fu posto il partito fra di essi, se, arrivata che fosse la carta marchiata, ed il giorno prefisso per l'uso della medesima, dovessero per le bisogne loro legali farne procaccio. Fu vinto il no con un consenso universale, protestando però con parole gravi contro i tumulti e disordini popolari, ed obbligandosi a far ogni sforzo per allontanargli; solo volendo, col non usare la carta marchiata ed altri mezzi quieti, la rivocazione dell'atto della marca procurare. I giudici di pace del distretto di Westmorelandia nella Virginia pubblicarono, che per causa dell'atto della marca avrebbero l'uffizio loro cessato, non volendo essi, aggiungevano, diventar gl'instrumenti della distruzione dei diritti più essenziali, e della libertà della patria loro. Così, mentre l'incomposta plebe correva senza freno ai più detestabili eccessi, gli uomini riputati, entrati anch'essi nella resistenza, abbracciavan consiglj più quieti sì, ma non meno di quelli, e forse più efficaci, per far le leggi abborrite rivocare, e l'americana libertà stabilire. Così questi umori libertini, nati prima in Virginia e nel Massacciusset, appoco appoco si propagarono anche nelle altre province, e dall'infima plebe al popolo, e da questo ai maggiorenti si appiccarono.