FINE DEL LIBRO SECONDO
LIBRO TERZO
1766
Generalmente essendo gli Americani chi nojato dai presenti disordini, chi offeso dall'interrompimento del commercio, e chi spaventato dall'apparenza delle future cose, che già parevano a manifesta discordia risguardare, ricevettero con grandissima esultanza la nuova, che fosse la legge della marca stata dal Parlamento annullata. Eglino si vedevano con infinita allegrezza sottratti dalla necessità o di venire agli estremi danni, ed al sangue civile, la qual cosa si appresentava loro come in sè stessa abbominevole, e piena di grandissimi pericoli, di piegare il collo ad un giogo, che detestavano del pari, ed al quale già più ripugnavano, poichè erano tant'oltre nella resistenza proceduti. Perciò se siano stati grandi i segni in ogni luogo dell'allegrezza pubblica, ognuno il può immaginare. L'assemblea stessa di Massacciusset, o perchè avesse l'animo grato, o forse per viemaggiormente nell'opposizione confermarsi; perciocchè già erano in quella entrati i Capi principali del popolo massacciuttese, che probabilmente a tutt'altra cosa pensavano meno, che a questa di volere la dependenza dell'America verso l'Inghilterra mantenere, unitamente decretò, si dovessero render grazie al Duca di Grafton, e ad altri nobili uomini, a Guglielmo Pitt, e ad altri gentiluomini, i quali nella Camera dei Pari, ed in quella dei Comuni avevano la difesa dei diritti delle colonie intrapresa, e fatta l'abborrita legge abrogare. Medesimamente l'assemblea dei borghesi della Virginia determinò, dovessesi rizzare una statua al Re in riconoscimento e memoria della rivocazione dell'atto della marca, ed un obelisco in onore e commemorazione di quegli uomini degnissimi, i quali si erano con tanta efficacia in favor loro adoperati. Guglielmo Pitt sopra tutti era diventato l'anima loro, ed il suo nome con grandissime lodi esaltato fino alle stelle, per aver egli detto, che gli Americani bene avevan fatto a resistere; poco badando, ch'egli avesse con sì gravi e forti parole voluto l'autorità parlamentare sopra le colonie in ogni caso di legge, e di esterna tassazione stabilire. Ma le minacce guardavan come cose remote, le asseverazioni di certi diritti nel Parlamento, e come cose speculative, solo messe avanti per salvar l'onore, per lusingar l'orgoglio britannico, e per far isgozzare quell'amaro boccone. Dall'altra parte volevano per la coperta delle passate cose, e fors'anche pei disegni a venire, farsi scudo di un tanto nome. Coll'istesso animo ricevettero l'atto declaratorio, il quale nel medesimo tempo venne dal segretario di Stato trasmesso in America, che quello della rivocazione della marca.
Ciò nonostante, e sotto di questa specie d'allegrezza universale non quietarono del tutto gli animi; che anzi vi covavano ancora molti mali umori, e vi passavano segrete ruggini. Le restrizioni poste nuovamente sul commercio erano state causa di altrettanto disgusto, di quanto l'atto stesso della marca, principalmente nelle città commercianti delle province più settentrionali, ed il buon successo della prima resistenza dava luogo ad ulteriori speranze. Duranti le passate turbolenze si erano grandemente avvezzati gli uomini alle disquisizioni politiche; si andava sottilmente ricercando ogni carta, ogni diritto; e raro era, non mai, che gli Americani dessero il torto a sè stessi. In tali investigazioni e disputazioni erano sopra di molte cose nate opinioni nuove, e qualche volta strane ed esagerate sui diritti americani, e sulla natura della congiunzion loro coll'Inghilterra. Di pari grado s'erano gli animi inritrositi ed inacerbiti. Tutti stavan molto sollevati, e non avrebbon lasciato passare un bruscolo in fatto della libertà politica e civile; dimodochè pareva, a chi molto bene dentro guardava, che la riconciliazione tra le colonie e la metropoli fosse più apparente, che vera, e che si sarebbero le prime occasioni pigliate per prorompere di nuovo nei rivolgimenti e nella discordia.
L'esca al nuovo fuoco, e la cagione di nuove alterazioni fu data dalle province di Massacciusset e della Nuova-Jork. L'assemblea della prima stava in mala volontà col governatore Francesco Bernardo, per esser questi avverso, come credevano, alle prerogative americane; ed avendo per suo oratore eletto l'Otis, uno de' libertini più svegliati, che si trovassero a quei tempi in America, il governatore gli diè divieto; la qual cosa fece grandemente inselvatichire i deputati. Intanto Otis per far le sue vendette operò tanto, che furono esclusi dall'assemblea gli uffiziali della Corona, ed i membri della Corte superiore di giustizia, ch'erano l'Hutchinson, e l'Oliver. Il governatore aspreggiato diè dal canto suo l'esclusiva a sei fra gli scambj proposti. Così il mal animo cresceva da una parte e dall'altra. Ma i libertini, che così chiameremo con vocabolo antico coloro che amano, o fanno professione di amar la libertà, procedettero più oltre, e fecero sì, che l'assemblea decretò, che i dibattimenti fossero pubblici, e si construisse un ballatojo per comodo di coloro, i quali desiderassero intervenirvi. La qual cosa non fu sì tosto detta, che fatta. La pubblicità delle tornate diè animo ai libertini, e sgomentò i fautori del governo; quelli eran sicuri di guadagnar più seguito, quanto più efficacemente delle libertà americane favellavano; e questi più erano disgraziati, e più venivano in odio dell'universale, quanto più si sforzavano le parti del governo mantenere. Onde molti per lo migliore deliberarono di ristarsi. I primi vantaggiavano d'assai i secondi, perchè, per metter gli avversarj in voce di popolo, bastava, dicessero, aver eglino, vero, o falso, che ciò fosse, alla provvisione della marca dato favore.
Il segretario di Stato Conway, coll'atto della rivocazione della legge della marca, aveva anche inviato ai governatori delle province un'altra risoluzione della Camera dei Comuni, la quale ordinava, che tutte quelle persone, le quali per conto del desiderio, che dimostrato avevano di eseguire esse stesse, o di fare ad altri eseguire un qualche atto del Parlamento, ricevuto avessero ingiuria o danno, ne fossero ristorate dalle colonie, nelle quali esse ingiurie o danni fossero state commesse. Di più il segretario aveva raccomandato ai governatori, dovessero adoperarsi in modo, che quelle persone fossero per l'avvenire da ogni altro insulto o disgusto difese, e fosse loro quel rispetto avuto, e quella giustizia usata, che ed i meriti loro verso la Corona, e le passate disgrazie richiedevano.
I danni e l'ingiurie erano principalmente stati fatti, ed usate nella provincia di Massacciusset, ed il governatore Bernardo comunicò tosto all'assemblea la risoluzione della Camera dei Comuni; ma ciò fece con sì aspre parole, che quella se ne risentì gravemente, e gli animi di già male inclinati s'ingrossaron di vantaggio da ambe le parti. Nacquero quindi varj bisticci, e l'assemblea iva schermendosi ora con una scusa, ora con un'altra per non far i compensi. Finalmente, venuta la cosa in nuova deliberazione, considerato dall'un canto, che ad ogni modo avrebbe il Parlamento potuto, per mezzo di qualche nuovo dazio sui porti di mare, la pecunia necessaria alle compensazioni raccogliere, e dall'altro in quanta detestazione sarebber venuti appresso gli uomini prudenti per questa nuova resistenza, giacchè tante cose già si dicevano della ritrosia massacciuttese, deliberarono di far le compensazioni a spese della provincia; e perciò vinsero una provvisione di perdono verso gli offenditori e di compensazione verso gli offesi. Alla quale il Re pose poscia il suo divieto; perciocchè l'assemblea colonaria non avesse autorità di far provvisioni d'indulti e di perdonanza. Tuttavia gli offesi furon rifatti, e gli offenditori non furono ricerchi. L'assemblea della Nuova-Jork parve ricevere con miglior animo l'atto di compensazione, ed i danni furono ristorati alla maggior parte degli offesi. Solo il vice-governatore Colden non potè la sua ottenere, allegando l'assemblea, che se la plebe era corsa a suoi danni, ei se l'aveva molto ben meritato.
Ma nacque in questa medesima provincia un'altra gara, la quale dimostrò, che non erano ancora posate affatto le alterazioni. Si aspettava nella Nuova-Jork il generale Gage con una buona mano di soldati, e perciò il governatore ebbe mandato un messaggio all'assemblea ricercandola, eseguissero la provvisione del Parlamento ch'essi chiamano atto dell'ammotinamento, il quale ordina, che in quelle colonie, nelle quali le genti del Re avessero le stanze, siano provviste di baracche e d'altre cose di cui hanno bisogno. Per mala forza, ed in parte acconsentirono, avendo deliberato, fossero somministrate le baracche, il fuoco, il lume, i letti, ed alcuni altri utensigli, siccome n'erano stati ricerchi; ma il sale, l'aceto, il melichino e la cervogia non vollero fornire, dicendo che queste ultime cose non eran solite a somministrarsi ai soldati quando sono attrabaccati, ma solamente quando sono sulle mosse. La qual deliberazione accettò il governatore per lo men reo partito. E qui si vide un manifesto esempio della mansuetudine dei ministri inglesi in quel tempo; imperciocchè in vece di risentirsi e gastigare questa nuova disubbidienza, siccome alcuni consigliavano, si contentarono di promuovere una legge, per la quale si venne ad ordinare, che l'assemblea della Nuova-Jork fosse proibita dal fare alcuna provvisione, sino a che non avessero soddisfatto in ogni parte alla requisizione del Parlamento. Obbedirono poscia gli Jorchesi, e le cose furono ai primitivi ordini ritornate.