La qual cosa risaputasi da Gage, comandò, che in vece di un solo, due fossero i colonnelli, che andassero a pigliare gli alloggiamenti in Boston. Il che divulgatosi in città, i cittadini fecero l'adunanza, e mandarono al governatore, pregandolo, fosse contento di informargli, se i sospetti, che correvano dell'insolito presidio a venire, fossero fondati, e di convocare una altra assemblea. Rispose, che per verità qualche privato avviso aveva ricevuto intorno l'arrivo delle soldatesche; pubblico nissuno; che in quanto alla convocazione, non poteva far altro, che aspettare gli ordini del Re. Sperava, che i popoli sarebbero stati all'obbedienza più pronti, se, abbandonati a sè stessi, non avessero quel Capo pubblico dell'assemblea colonaria, che nodrisse la sedizione, avuto. E perciò iva dando tempo al tempo, e frapponendo ogni dì nuovi indugi per non convocarla. Ma questo consiglio ebbe un effetto tutto contrario a quello, ch'ei si era proposto; poichè il popolo bostoniano, ricevuta la risposta del governatore, unitamente determinò, e questo chiarì maggiormente qual fosse in fatto l'animo loro, che siccome vi era qualche sospetto di vicina guerra colla Francia, tutti gli abitanti avessero a provvedersi di un assortimento compiuto d'armi a norma della legge; e che siccome il governatore non aveva giudicato opportuno di convocare l'assemblea generale, così si facesse un convento di tutta la provincia. Le risoluzioni furono inviate per lettera circolare in tutte le parti di Massacciusset. Tale era il consenso degli animi, che al numero di novanzette Terre, novanzei mandarono i deputati loro al convento bostoniano. Si assembrarono addì 21 di settembre. Tosto, modestamente procedendo, mandarono al governatore protestando, ch'essi erano, e sè stessi consideravano come persone private, leali, avverse, siccome agli eserciti stanziali, così anche ai tumulti ed alle sedizioni. Si dolsero, ma però modestamente, delle nuove leggi e delle imputazioni d'infedeltà, ch'eran loro fatte in Inghilterra; finalmente pregavanlo, volesse convocare la generale assemblea, come il solo rimedio conforme agli ordini pubblici, che nelle calamità presenti si potesse adoperare. Il governatore rispose superbamente, essendo già vicine le truppe. Il convento, dopo di avere scritto ciò che occorreva all'agente de Berdt in Londra, si risolvette.

Il giorno che precedette la risoluzione, i soldati del presidio erano sopra molte navi nella cala di Nantasket, non molto lungi da Boston, arrivati. Il governatore ricercò il Consiglio, somministrasse i quartieri nella città. Il Consiglio ricusò; affermando, che nel castello Guglielmo, posto sopra di una isoletta poco lontana, vi era spazio capace a ricoverargli. Ma le soldatesche avevano ordine di pigliar le stanze nella città.

Si vociferava intanto, che i Bostoniani non avrebbero lasciato sbarcar i soldati. La qual cosa, e massimamente quella risoluzione dei Bostoniani, che tutti gli abitatori della provincia dovessero delle opportune armi fornirsi, diede molto sospetto al comandanti delle genti regie. Perciò il generale Gage, il quale pare, da principio avesse animo di fare sbarcare soltanto un reggimento, mandò al colonnello Dalrymple, gli mettesse a terra tutti due, e tenesse buona guardia nella città. Adunque il primo ottobre, ogni cosa essendo preparata, l'armata incominciò a muoversi (erano circa quattordici navi da guerra), e fu messa in tale ordinanza, che signoreggiava tutta la città. Guardavanla le navi coi fianchi loro, ed erano le artiglierie pronte ad allumarsi, ove mai nascesse qualche opposizione. I soldati incominciarono a scendere in terra alla prima ora dopo mezzodì, senza ricevere molestia veruna; e tosto andarono dentro la città cogli archibusi carichi, con un traino conveniente d'artiglierie, e tutto l'apparato militare solito ad usarsi in simili circostanze. Gli uomini eletti di Boston ricerchi la sera, somministrassero i quartieri ai soldati, ricusarono. Il governatore ordinava, i soldati entrassero, ed il palazzo pubblico occupassero. Prese in tal modo le stanze, la posta principale fu collocata a dirimpetto del palazzo con due bocche di artiglieria volte a quello. Le quali cose non si potettero fare, senza che gravissimamente non se ne commuovessero i Bostoniani, non potendo essi vedere senza grandissimo sdegno, il palazzo pubblico, dov'eran solite a sedere la Camera dei rappresentanti e la Corte di giustizia, essere da tanti soldati occupato, e da tante armi cinto. Eran le contrade piene di trabacche e di soldati, i quali andavano e venivano di continuo per cambiar le poste, e ad ogni tratto facevan la chiamata ai cittadini che trapassavano. I divini uffizj erano interrotti dal batter delle casse, dal suono dei pifferi, e tutto offriva l'immagine di una città da guerra. La qual cosa riusciva molestissima ai cittadini, siccome quella, ch'era non solamente insolita, ma eziandio non mai veduta nella provincia di Massacciusset. Da ogni parte risuonavano lamenti contro questi novelli ordini del governatore. I soldati guardavano di mal occhio i cittadini, siccome quelli, che gli credevan ribelli; i cittadini detestavano i soldati, riputandogli istrumenti mandati a bello studio per i diritti loro spegnere, e del tutto una inudita tirannide porre in sul collo loro. Perlocchè nascevan spesso tra gli uni e gli altri male parole, e gli animi più si accanivano. Tuttavia quest'apparato militare contenne la moltitudine, sicchè per assai tempo non successero turbazioni.

1769

Ma in Inghilterra, conosciuta la ostinazione degli Americani a non volere alle nuove leggi del Parlamento obbedire, essendo questo stato convocato sul finire dell'anno 1768, si venne dal governo a rigorose determinazioni contro i coloni, e specialmente contro la provincia di Massacciusset, nella quale la sedizione aveva più gran barbe messe. Condannò il Parlamento con parole gravissime tutte le risoluzioni dei Massacciuttesi; approvò, che il Re usasse le armi per frenargli, e statuì ch'ei potesse far tradurre in Inghilterra i principali commettitori di scandali, perchè ivi fossero, secondo lo statuto dell'anno trigesimo quinto del regno di Enrico ottavo, processati.

Ma questi nuovi consiglj inglesi ebbero cattivo incontro nelle colonie. L'assemblea di Virginia pigliò tosto le risoluzioni che credeva del caso, asseverando nel miglior modo e ne' più forti termini, che seppe, i suoi diritti. Compose anche una supplicazione da presentarsi al Re per ricercarlo e pregarlo, avesse compassione di quei popoli, si movesse a pietà di quella sfortunata patria; degnassesi interporre, come vero padre loro ed ottimo Re, la sua reale intercessione per distornare quei mali che la minacciavano e già l'opprimevano; specialmente non sofferisse, quegli Americani, che non avevan la grazia dei potenti, potessero venire alle case loro tolti, involati alla domestica felicità, cacciati in prigione in mezzo a' ladri e mariuoli, a tremila miglia lungi dalla patria loro, per aspettare che quei giudici, i quali non gli conoscevano, gli avessero a giudicare; condizione, in cui altro non potrebber desiderare, altro pregare, se non che una soccorrevole morte venisse tosto a tante miserie loro por fine. Per la qual cosa il governatore con parole severe gli accommiatò. Ma essi, come persone private si raunarono altrove, ed avendo a lor moderatore eletto Randolfo Peiton, uomo di grande autorità, e seguito nella provincia, abbracciarono più efficacemente che prima il solito rimedio delle leghe contro l'introduzione delle mercanzie inglesi, e mandati attorno gli articoli della lega tutti gli sottoscrissero, non solamente nell'adunanza, ma eziandio in tutta la provincia. Le altre colonie seguirono l'esempio, e giurarono solennemente la lega. Anzi gli abitanti di Charlestown, città capitale della Carolina Meridionale, cessarono ogni specie di commercio con quei dell'isola di Rodi e della Giorgia, perchè e non avessero questi voluto le passate e la presente lega accettare, ed avessero un frequente traffico di scarriera esercitato. Ma finalmente anche queste convennero colle altre, la Giorgia in settembre, la Provvidenza e l'isola di Rodi nel seguente ottobre. E perchè gli uomini o avversi, o avari non facessero sdruscito a queste leghe, crearono congregazioni d'uomini a posta, acciocchè esaminassero i carichi di tutte le navi, che d'Inghilterra arrivavano, e nelle loro adunate decretassero, secondo gli ordini tra di loro stabiliti, la censura contro di quelli, che rompessero la lega, i nomi loro pubblicassero nelle gazzette, e chiarissergli inimici della patria. E siccome la plebe era sempre pronta a prorompere contro coloro, che fossero notati, questi decreti delle congregazioni erano con tanta obbedienza ricevuti, come se fossero dall'autorità del governo proceduti. Ognuno poi s'ingegnava di far uso delle robe del paese; le donne istesse, prima tanto avide delle cose inglesi, non solo a queste rinunziarono, ma gloriavansi di andare adorne coi proventi del paese.

Non è però da credersi, che in mezzo a questa universale ardenza e concitamento non vi fossero di quelli, i quali, essendo l'interesse e l'amor del guadagno così potenti motivi del cuore umano, non cercassero di farne il loro prò; ed esaltando in palese la grandezza d'animo del popolo americano, ma ridendosene dentro del loro, non si sforzassero di far traffico secreto di simil sorta di mercatanzie. Parecchj tra coloro stessi che professavano la libertà, e col suo nome si facevan chiamare, ed alcuni fra quelli stessi, i quali avevano le leghe con più prontezza abbracciate, andavano tuttavia nascostamente procacciandone e vendendone. I figliuoli della libertà avevan ben levato tanto romore contro l'uso del tè, che in parecchie province quasi tutti se ne astenevano; ma, raffreddatosi col tempo quel primo impeto, non era che alcuni fra di essi non ne centellassero, o in segreto od anche in palese, dandogli un altro nome. Gli uffiziali inglesi medesimi, essendo per l'ordinario i soldati disprezzatori delle leggi civili, ed al proprio guadagno non meno degli altri intenti, facevano venire ai nomi loro le mercanzie dall'Inghilterra, come se fossero all'uso delle genti loro destinate, e nella contrada sottovia le tramandavano. Ciò nonostante, malgrado questi rompimenti dell'accordo generale, i buoni uomini, siccome suol sempre avvenire, andando presi alle grida, tiravano avanti nell'astinenza, sicchè il commercio inglese ne venne a ricevere un danno inestimabile.

L'assemblea di Massacciusset, essendo stata convocata sul finire di maggio, riprese tosto le antiche querele, e mandò dicendo al governatore, che siccome la città capitale della provincia era per terra e per mare investita da genti armate, e che una guardia militare stava colle bocche delle artiglierie volte alla porta del palazzo di Stato, l'assemblea non poteva con quella libertà e dignità che si convenivano deliberare; e che speravano, volesse, quelle armi allontanare dalle porte e dal porto della città. Al che il governatore rispose brevemente, ch'ei non aveva niuna autorità nè sopra le navi del Re, ch'erano sorte nel porto, nè sulle genti armate, che la città occupavano. L'assemblea rescrisse, che quest'apparato d'armati era contrario alla legge; e siccome alla forza delle armi niuna potenza è superiore, così qual privilegio, qual sicurezza esser ancora alla Camera lasciati? Tacer le leggi civili, dove regnano le armi; che perciò erasi l'assemblea risoluta ad astenersi da ogni qualunque deliberazione, finchè non fosse in sua facoltà restituita. Il governatore l'aggiornò a Cambridge, Terra poco lontana da Boston, e le mandò chiedendo pecunia pei soldati. L'assemblea, posta in non cale la domanda del governatore, rispose con nuove risoluzioni, le quali dimostrarono, quanto fossero gli animi pieni di sdegno; che il mal talento, che regnava nella provincia a motivo delle leggi della tassazione, l'aspettarsi nuovi uomini d'armi, il timore che abbiano i quartieri loro a pigliare nelle case dei cittadini, ed il popolo ridotto alla disperazione erano cose, che dimostravano la necessità di nuovi conventi; che la presenza di un esercito stanziale nella provincia, in tempo di pace, era una violazione dei diritti naturali, e di sommo pericolo per la pubblica libertà; che il governatore Bernardo nelle lettere sue indiritte al conte di Hillsborough aveva persuaso nuovi modi di tirannide; che il generale Gage coll'avere scritto, che non v'era più governo in Boston, aveva scritto il vero; ma che ciò non era da imputarsi a quell'innocente e leale popolo, ma sibbene a coloro, che avevano violate le leggi, e distrutti gli ordini della costituzione. Finalmente il governatore essendo tornato in sulle provvisioni pei soldati, l'assemblea rispose, che e per l'onor loro, e per l'interesse della provincia non le volevan fare. La Carolina Meridionale, la Marilandia, le contee della Delawara, e la Nuova-Jork, seguendo l'esempio delle province di Massacciusset e di Virginia, e le medesime risoluzioni fecero, e la obbedienza all'atto dell'ammottinamento ricusarono.

In questo tempo il governo inglese, volendo pur dare qualche segno di miglior animo verso le sue colonie, determinò di annunziare loro, esser suo intendimento di proporre nella prossima tornata del Parlamento la rivocazione delle gabelle poste sui vetri, la carta ed i colori, mantenendo sola quella sul tè.

Questa mansuetudine nuova non contentò gli Americani. Quell'esser eccettuata dalla rivocazione la tassa del tè, e l'aver dichiarato, che si sarebbe abrogata la legge per esser contraria alle regole del commercio, aveva loro persuaso, che si voleva mantenere vivo il diritto, la qual cosa era verissima. Temevano, che si sarebbe rimessa la cosa in campo, allorchè, raffreddi i presenti calori, e governata la bisogna con più arte e forza, il governo avrebbe creduto il momento buono per insorger di nuovo, e tentar di stabilire per sempre l'autorità delle tasse. L'assemblea di Virginia protestò piucchè prima, ed un'altra volta si ricorse alle leghe, tanto in questa provincia, quanto in Massacciusset, e nella maggior parte delle altre. Ma questa volta furon esse sul punto di risolversi per la secessione della Nuova-Jork, la quale determinò, si facessero le introduzioni di ogni cosa dall'Inghilterra, eccettuate però quelle, ch'erano gravate dalle gabelle.