In questo stato di cose si trovavano le colonie inglesi in America in sull'uscir dell'anno 1774, e nell'entrare del 1775.

Intanto qualunque fosse il calore, col quale i coloni i disegni loro proseguivano, le cose si erano in questo mezzo assai raffreddate in Inghilterra rispetto alla querela americana. Gli abitanti di questo regno erano infastiditi del sentirne parlare più oltre, siccome quelli, che già da sì lungo tempo, e sì frequentemente, ne avevano tante cose da una parte e dall'altra udite. Si erano perciò dati in preda ad una quasi totale indifferenza. E stantechè questa contesa bastava già da dieci anni, e che sebbene avesse più volte fatto sembianza di volersi terminare in una aperta rottura, tuttavia non era mai a quel fatal termine pervenuta, così era entrata universalmente nei popoli una opinione, che si sarebbe, senza venirne agli estremi casi, qualche modo trovato di rassettarla. Si pensava ancora, che siccome già s'erano fatte concessioni agli Americani, così se ne potrebbero per avventura fare ancora dell'altre, le quali le cose avrebbero ad un perfetto accomodamento condotte, ovvero che agli Americani sarebbe finalmente venuta a noja l'interruzion del commercio, ed alle voglie della comune madre accostati si sarebbero. La quale opinione altrettanto più verisimile sembrava a tutti, in quantochè si teneva generalmente in poca stima il coraggio dei coloni, e che credevasi, che non sarebbe mai bastata la vista ai medesimi di provocare all'armi la nazione britannica, e molto meno d'incontrare alla campagna le soldatesche sue. Aggiungasi, che per procacciar la esecuzione delle ultime leggi proibitive contro la provincia di Massacciusset, le quali si sarebber potute facilmente estendere all'uopo anche all'altre colonie, non solo tutti gli eserciti della Gran-Brettagna non eran necessarj, ma neanco tutta l'immensa forza del suo navilio. Alcune navi di fila, che stanziassero alle bocche dei principali porti delle colonie, ed un certo numero di fregate, le quali mareggiassero nelle vicine acque per impedire che gli Americani non mandassero fuori al mare i vascelli loro, avrebber dato compimento a questa bisogna. E con qual costanza, pensavasi, avrebbero gli Americani potuto persistere in una resistenza, che nulla giovava in quanto ad ottenere il fine loro, non avendo essi navilj da opporre, e potendo dall'altro canto l'Inghilterra con poca spesa e con pochi uomini per lungo tempo ed efficacemente nelle intraprese proibizioni continuare, ed in questo totale inretamento del commercio americano? Dalla parte dell'Inghilterra erano i mezzi di nuocere pressochè infiniti e del tutto insuperabili, mentrechè l'America non aveva altri modi fuori di quelli di una passiva resistenza e della pazienza, delle quali non potevano i coloni prevedere, nè quale avesse ad essere l'effetto, nè quando il fine. Alle mercatanzie inglesi rimanevano allora tant'altre vie aperte, che quand'anche quella delle colonie fosse loro chiusa onninamente, questo non poteva un gran difetto originare nello spaccio loro. Si sperava ancora, che per le solite gelosie, e per l'amore dell'interesse, o questa o quelle delle città marittime dell'America si sarebbero dalla lega scostate. Il che sarebbe stato ad ogni modo la causa della totale risoluzione loro, stantechè le altre avrebbero seguitato di necessità l'esempio di queste, e le città situate all'indentro delle terre quello delle città marittime. Per tutte queste cagioni non è da prender maraviglia, se un tanto riposamento d'animi siasi allora manifestato fra i popoli d'Inghilterra; e siansi questi al tutto determinati ad aspettar dal tempo, dalla fortuna e dai procedimenti dei ministri il fine a questa incomoda querela.

In mezzo a questa universale tiepidezza, ed in sul finir dell'anno 1774, fu convocato il nuovo Parlamento. Non essendo ancor ben note le operazioni del congresso generale, nè il consenso, col quale stat'erano ricevute, sperandosi tutt'ora nelle divisioni intestine e nell'efficacia dei partiti presi, il Re nella sua dicerìa introdusse il discorso delle disturbanze americane, annunziando, che la disubbidienza continuava nel Massacciusset; che le altre colonie lo sostentavano; che ogni provvedimento si era dato per fare eseguire le leggi del Parlamento; che si voleva ad ogni modo mantenere la suprema potestà legislativa della Gran-Brettagna in tutte le parti del suo dominio. Non fu senza fatica e senza molte disputazioni, che si potè nell'una Camera e nell'altra ordinar la risposta; contendendosi dalla parte dell'opposizione, che se il precedente Parlamento aveva alle deliberazioni proposte dai ministri acconsentito, ciò era perchè avevan essi asseverantemente detto, che avrebbero l'antica quiete restituito. Ma che ora si vedeva con evidenza, che le promesse loro erano state vane; e che perciò non si doveva più in quelle determinazioni continuare, ch'erano state e inutili e dannose. Essi forse, dicevano, udita qualche supplichevole voce da parte dell'America, od hassi qualche segno di penitenza delle passate cose, o di miglior volontà per l'avvenire? Mai no; per l'opposito maggior rabbia, maggior fervore, una più gran costanza, una più stretta concordia, ed una più viva fede nella giustizia della causa loro. E si vorrebbe ancora per orgoglio, e forse per vendetta, persistere in quelle risoluzioni, alle quali contrastavano la ragione, la giustizia ed una fatale esperienza? Ma i ministeriali urgevano dal canto loro, che i procedimenti degli Americani erano così lontani da ogni rispetto, che il sopportargli sarebbe viltà; ch'era una cosa strana il sentir dire, ch'erano gli Americani persuasi della giustizia della causa loro, perciocchè anche l'Inghilterra era persuasa della giustizia della sua; e se per questa contestazione giudicare l'Inghilterra non aveva diritto, lo avrà forse migliore l'America? Saper molto bene gli Americani, che si quistionava di un diritto, e non di pecunia, essendone il ritratto un nonnulla, e che si volesse per onor del regno mantenere. Ma nulla importare dell'onore del regno ai coloni, nulla poter soddisfare gl'incontentabili Americani. Essersi pruovate diverse vie di piacevolezza per ridurgli; ma essersi sempre fatti più insolenti. Attendere superbamente, che gl'Inglesi si avvicinino supplichevoli; che facciano ogni desiderio loro; tutto essersi fatto ciò, che gli amici degli Americani desiderato hanno; tutto essersi sagrificato fuori dell'onore; non consentire il cielo, che anche questo si abbandoni; non trattarsi più di tasse, ma di ammendar i commessi errori, di ristorar i fatti oltraggi. Ciò ricusar gli Americani; e perciò meritar gastigo, il quale se l'Inghilterra non facesse provar loro, crescerebbe vieppiù l'insolenza delle colonie ed il disprezzo, in cui ella è di già tenuta dalle europee nazioni, le quali sono alla pazienza e sopportazione dei ministri britannici in mezzo a tante e sì gravi provocazioni grandemente maravigliate. La risposta fu vinta secondo l'intento dei ministri, e con ciò gli Americani, i quali si erano dati a credere, che il nuovo Parlamento dovesse meno avverso del passato mostrarsi, furono delle speranze loro ingannati.

Tuttavia nonostanti queste così vive dimostrazioni da parte del governo, egli pare, che essendo pervenute in Inghilterra, prima delle vacanze del Natale, le certe novelle delle cose operate dal congresso, e del maraviglioso consenso d'animi, che in America si osservava, ripugnando forse i ministri al por mano agli estremi consiglj, abbian fatto pensiero di rimettere un poco la durezza loro, ed aprire qualche adito di concordia. A questo fine lord North ebbe insinuato ai mercatanti americani, che si trovavano in Londra, facessero petizioni, promettendo, che sarebbero esaudite. In mezzo a questi barlumi di concordia arrivaron le nuove dello scisma della Nuova-Jork; cosa grave in sè stessa, e che ne prometteva delle più gravi ancora. Il ministro di nuovo orgogliatosi si ristette, e non volle più sentir parlar nè di petizioni, nè d'accordo. Le cose si volgevan un'altra volta alle risse cittadine ed alla guerra. Ei sottometteva alle due Camere tutte le scritture appartenenti alle cose dell'America.

Lord Chatam accorgendosi della pertinacia dei ministri nel voler continuare negl'intrapresi consiglj, temendo non ne seguissero i più pregiudiziali effetti, lungamente e molto facondamente, ascoltandolo tutti con grandissima attenzione, favellò in favor degli Americani.

Nè l'opposizione ai decreti dei ministri si contenne nei limiti delle due Camere del Parlamento. Una notabil parte della nazione britannica era del pari avversa, e massimamente i più ragguardevoli negozianti del regno. Le città di Londra, Bristol, Liverpool, Manchester, Norwich, Birmingham, Glasgow ed altre, nelle quali più fiorivano il commercio e le manifatture, presentarono le petizioni loro al Parlamento, colle quali con vivi colori descrissero i danni ricevuti nel commercio loro, e quelli che più gravi ancora sovrastavano per la sopravvenuta contesa coll'America. Lo pregarono, interponesse l'autorità sua, perchè l'antica quiete ed il passato pacifico stato di cose fossero restituiti. Ma le preghiere dei negozianti miglior effetto non sortirono, che l'autorità e le parole del conte di Chatam; e ne furon rimandati non senza molte male parole da parte dei ministeriali.

Nel mentre che queste cose si facevano, Bollan, Franklin e Lee, agenti degli Americani in Londra, si rappresentarono nella Camera dei Comuni colla petizione, che il congresso aveva al Re indiritta, e che questi aveva rimandata alla Camera, pregando essere in difesa della medesima uditi. Si levò un romore incredibile, pretendendo i ministeriali, che non si dovevano nè una leggere, nè gli altri udire; e gli opponenti, il contrario. Affermavano i primi, che il congresso non era legale assemblea; che ricevere le sue petizioni sarebbe un riconoscerla; che le assemblee provinciali ed i loro agenti erano i soli e veri rappresentanti delle colonie, e che la petizione non conteneva altro, che le solite lamentanze sui diritti; ma che nissuno mezzo offeriva, niuna speranza probabile di voler venire ad un accomodamento. Ma i secondi discorrevano, che quantunque il congresso non fosse una legale assemblea, era esso però, più che non bisogna, competente per presentar petizioni, ognuno avendo, o da sè od unito con altri, il diritto di presentarle; che coloro, i quali firmata la petizione avevano, erano personaggi dei più autorevoli delle colonie; e salvar pur la spesa, che si ascoltassero, se non nella pubblica qualità loro, almeno nella privata; che nissun governo esisteva più nelle colonie; che i moti popolari vi avevan tutto contaminato; che si doveva perciò far caso della rappresentanza di quel governo, che la necessità delle cose vi aveva stabilito; che si ricordassero molto bene, che le disturbanze americane erano nate, ed a questo termine che si osservava oggidì cresciute, per non essersi volute le petizioni ascoltare; che si doveva la presente occasione abbracciare, la quale trasandata, nissun'altra se ne appresenterebbe, e sarebbe ogni speranza di accordo spenta; che questa era probabilmente l'ultima pruova che gli Americani volevan fare d'inchinarsi, la quale ricevuta essendo con alterigia, sarebbe principio di calamità inevitabili; imperciocchè entrerebbe negli animi di quelli la disperazione, e con questa la ostinazione. Ma i ministri stavano alla dura, e pretendevano la dignità dello Stato. La petizione ne fu disgraziata.

Nè con più benigne orecchie fu udita una petizione dei proprietarj delle Isole occidentali, i quali posero sotto gli occhi della Camera il danno, che provavano dall'arrestamento del commercio loro cogli Americani. I ministeriali guardavan sopra le petizioni, come se altrettanti trovati fossero delle fazioni; e che se pur, dicevano, dentro le risoluzioni concernenti l'America vi era qualche danno, questo era un male necessario, una calamità inevitabile. Aggiungevano, che i mali sarebbero ancor maggiori, se il governo facesse vista di piegarsi alle voglie dei sediziosi, o calare agli accordi coi ribelli.

Dopochè ebbero i ministri le petizioni dell'America, e quelle che in favore di lei dall'Inghilterra e dalle Isole occidentali erano state porte al Parlamento con sopraccigli levati ricevute; e dopo che ebbero tutti i partiti ributtati, che dagli opponenti erano stati proposti, si discoprirono, e nel cospetto di quello disvelarono, quali fossero i consiglj, che intendevano di seguire per ridurre gli Americani all'obbedienza. Indotti sempre da quella opinione, che le leghe americane sarebbonsi risolute di breve per causa degl'interessi diversi, dei varj umori, delle rivalità che nelle diverse colonie esistevano; ed a motivo anche, ch'erano grandemente contrarie all'interesse ed ai comodi dei privati; credendo eziandio, che maggiori privazioni delle cose al vivere necessarie non avrebbono i coloni così di leggieri sopportato, si persuadettero, che senza mandare in America numerose soldatesche, ma solamente con certi rigorosi statuti, con alcune risoluzioni proibitive, che andassero a distendersi oltre la provincia di Massacciusset, ed a ferire nelle più interne parti il commercio degli Americani, potevano l'intento loro ottenere. Al che si deve aggiungere, che i ministri pensavano, che in America gli uomini parziali per l'Inghilterra fossero, e molto numerosi, e dei più riputati in quelle contrade, i quali avrebbero le prime occasioni pigliate per mostrarsi vivi, e che finalmente gli Americani, siccome erano, giusta l'opinione dei ministri, d'animo abbietto e poco usi alle guerre, non avrebbero osato guardare in viso i soldati britannici. Così essi si accostarono ad alcune deliberazioni, le quali erano forse più crudeli, e certo più irritanti, della stessa aperta guerra; conciossiachè abbia l'uomo in minor detestazione quegli che, combattendo contro di lui, gli lascia i mezzi della difesa, che non quello, che il pone in mezzo alla necessità della fame, senza ch'egli sen possa con un generoso sforzo sottrarre. Tali erano, come tosto vedremo, i disegni dei ministri britannici, dai quali raccolsero quei frutti, che se ne dovevano aspettare. Ma per mandargli ad effetto era prima di tutto necessario il poter usare una parola, che gli avrebbe tutti renduti legittimi, e questa era quella di ribellione. I dottori, che nelle loro consulte avevano introdotti, dopo di aver molto bene considerato per ogni verso il caso, trovarono una cosa, la quale, se sarebbe stata certa in altri regni, poteva per avventura parere a taluno tuttora dubbia in quello d'Inghilterra; cioè, che nella provincia di Massacciusset esisteva la ribellione. Perciò lord North addì due di febbrajo, dopo di esser ito divisando la benignità, colla quale il Re ed il Parlamento avevano proceduto per sostener le leggi del regno, e la necessità che sovrastava ai ministri di proteggere efficacemente dalla rabbia dei sediziosi le persone fedeli ed affezionate, propose, che nella dicerìa, che il Parlamento doveva indirigere al Re, si dichiarasse, che la ribellione esisteva nella provincia di Massacciusset, e ch'era questa fomentata e sostenuta da illegali leghe, da criminosi accordi contrattisi nelle altre colonie con grave pregiudizio di molti innocenti sudditi di Sua Maestà.

Il dichiarare i Massacciuttesi ribelli era un gettare affatto il dado, ed un dinunziar loro la guerra. Perciò gli oppositori si mostrarono molto ardenti nel contrastare alla proposta del ministro; e molti fra di quelli stessi, che il secondavano, parvero ripugnar molto, e quasi inorridire ad una cosa sì grave, e tanto pregna di future calamità. Contendevano, che fossero pure quanti e quali essi erano i disordini in Massacciusset, l'origin loro e la causa prima dovevansi riferire alle tente di coloro, quali avevano in animo di stabilire il dispotismo, e manifestamente tendevano a ridurre alla più abbietta condizione di servitù gli Americani, da introdursi poscia nel cuore stesso dell'Inghilterra; e conchiudevano con affermare, che il resistere all'oppressione era un diritto dei sudditi, e che dell'esercizio di questo diritto se ne avevano nei regni inglesi altri esempj. Insistevano ancora, che niun atto di violenza era stato commesso nella provincia di Massacciusset, che uguali e maggiori non siano stati usati in ciascuna delle altre, e che questa parzialità avrebbe prodotto pregiudiziali effetti; che l'aggravar la mano su di una sola provincia colla speranza di dividerla dall'altre era cosa vana, stantechè tutte erano nella medesima causa unite; che tutte difendevano i medesimi diritti; che il dichiarar la ribellione era una cosa, che aveva in sè molto pericolo e nissuna utilità, non servendo, che ad aggravare il male, a render gli animi più ostinati, ed a disporgli a resistere con più sforzo e coll'ultimo sangue; poichè niun'altra speranza era lasciata loro, che nella vittoria.