D'assai maggior momento per me nella trattazione sull'Architettura Gotica è l'essersi Origene accordato col suo avversario Celso nel fatto notissimo a tutto l'Orbe Romano, che i Goti onoravano Zamolxi col rizzargli e Templi e Statue (νηὼς καὶ ἀγάλματα[23]): tanto la fama così della credenza Zamolxiana come della nuova riforma di Deceneo da per ogni dove sonava, ed anche in Egitto. E però i Geti o Goti non conquistati da Traiano, cioè i Daci liberi, non intermisero giammai la pratica della nazionale Architettura loro, qualunque si fosse; nè poteano intermetterla, perchè sempre obbligati dal loro culto a rizzar Tempj e Cappelle in onore o di Zamolxi, o de' Minori Dei e degli Eroi. Tali pratiche dell'Architettura Gotica si mantenevano intere anche per odio contro i Romani, che signoreggiavano in Sarmizagetusa, dandole il nome d'Ulpia Traiana, e venivano Latinizzando sempre più la porzione caduta in lor potere della Dacia di Decebalo.
Così stavano le cose della Gozia e della Dacia libera da' Romani, verso la metà del terzo secolo Cristiano, quando un insolito moto agitò i popoli Gotici. Furono vinti nel 269 in Tracia dall'Imperatore Claudio, che ne riportò il nome di Gotico. Abbiamo ancor le sue Lettere, ov'egli afferma d'averne ammazzati trecento venti mila, ed affondate due mila lor navi; d'aver in oltre fatto prigioniero uno stuolo infinito di donne, fra le quali Unila, regal donzella de' Goti.
Uno degl'Imperatori più valorosi fu vinto dagl'Iutungi, che Dessippo chiamava Sciti, e che si possono tenere per non diversi da' Tervingi, tribù Visigotica. Parlo d'Aureliano, il quale poscia li vinse; ma conobbe quanti pericoli si minacciavano dalle Gotiche genti all'Imperio. Fra gli altri suoi provvedimenti e' circondò Roma di mura, ed abbandonò la Dacia conquistata da Traiano. Gl'Iutungi fermaronsi finalmente nella Rezia, e nelle parti Meridionali della Germania, ove non si dubita che introdotto avessero l'uso della lingua Gotica. I Borgognoni eziandio, che s'erano fatti Goti, come notò Agatia, e deposto aveano con l'indole Germanica l'uso del guidrigildo[24], sì come apparisce dalle susseguenti lor Leggi, s'accompagnarono co' Goti nelle spedizioni di costoro contro l'Asia Minore. Innoltraronsi poscia verso la Germania Occidentale, dove ristettero fino a che non passarono ad abitar nelle Gallie. Gotica ivi fu la loro Architettura, perchè i Borgognoni divennero fervorosi Ariani: del che or ora dirò una qualche parola.
Ma le tribù de' veri Germani di Tacito si ristrinsero nella primitiva rozzezza loro: e solamente in alcune contrade più prossime all'Imperio cominciò appo essi una lenta ed incerta imitazione dell'Architettura de' Romani. Ammiano Marcellino[25], che nel 361 guerreggiò sotto Giuliano Cesare contro gli Alemanni tra il Meno ed il Reno, vide con sua gran maraviglia costruite alcune borgate con case all'uso Romano.
VIII.
Tornata la Dacia di Traiano in balía de' popoli Gotici dopo Aureliano, s'apre l'età di Costantino e d'Ermanarico degli Amali; l'uno e l'altro chiamato il Grande. Non parlo d'Ermanarico, il quale restò fedele a' dogmi di Zamolxi, e sì lungi spinse le sue insegne nell'Europa di là dal Danubio, fondando in Europa quel vasto e misterioso Imperio, che Giornande paragonava con l'altro d'Alessandro in Asia, e che si distese dal Prut e da' Carpazj fino al Baltico; i suoi Successori poscia lo dilatarono di mano in mano fino all'Estonia ed alle Provincie Orientali e Settentrionali di quel Mare, non che in tutta la Scandinavia. Ma non posso tacere di due grandi fatti avvenuti a' giorni di Costantino. L'uno, che molti Goti furono da lui ricevuti nell'Imperio col nome di Federati: l'altro, che una gran parte di Geti o Goti Zamolxiani si convertì al Cristianesimo. Teofilo, Vescovo Cattolico, sottoscrisse alla condanna d'Ario nel Concilio di Nicea del 325, in qualità di Primate della Gozia. Santo Epifanio, che visse in quella stagione, tramandò alla posterità le notizie de' Monasteri edificati da' Goti, nuovi convertiti[26], per le loro Vergini. La Gotica tribù de' Protingi ebbe altresì gran copia di Monaci Cattolici, derisi dal Pagano Eunapio, che pose principalmente in canzone le negre lor vesti[27].
Or si potrà più mai volgere in dubbio, che nella Gozia o Dacia di là dal Danubio durasse un'Architettura Gotica dopo la conversione de' Goti? Que' Monasteri delle Vergini, celebrate da Santo Epifanio, non erano certamente di legno, ma di pietra: come di pietra furono il cenacolo di Zamolxi, le Città d'Udisitana e d'Elis, i Tempj di Deceneo, la Reggia di Sarmizagetusa e le Daciche mura effigiate nella Colonna di Traiano in Roma. La Dacia, posseduta fino al 275 da' Romani, ei riempì, egli è vero, di monumenti d'arti Greche e Latine; ma que' Monasteri delle Gotiche Vergini e de' Monaci Protingi non presero punto ad imitare alcuno de' monumenti del Paganesimo di Roma o d'Atene.
Scrive Santo Isidoro di Siviglia, che il Goto, divenuto Ariano, edificò novelle Chiese di là dal Danubio, ma secondo il novello suo dogma. Ecclesias sui dogmatis sibi construxerunt[28]. Ciò dimostra la diversità, che già si stabiliva, ed era divenuta notabile, fra l'Architettura Cattolica e l'Ariana. L'una cercava separarsi per ogni via dall'altra: ma, di qualunque natura fossero tali gare fra le due Architetture, Santo Isidoro parla di fabbriche Oltredanubiane, quando egli tocca delle Chiese del rito Ariano. E però, lasciando in disparte la Dacia stata già de' Romani, tre specie d'Architettura, la Zamolxiana e Decenaica, la Cattolica e l'Ariana fiorivano ad un'ora in Gozia, nella seconda metà del quarto secolo di Gesù Cristo.
Egli è facile il conoscere quanto la nuova Religione Cristiana mutato avesse i costumi de' Goti, e come fosser finiti l'incantamenti ed il Ponteficato stabilito da Zamolxi e da Deceneo. Ma ferme appo i Goti Cristiani rimaseso le Caste de' Pilofori e de' Capelluti. Alcuni di que' Pilofori divennero Vescovi, che all'autorità religiosa congiunsero eziandío la politica. Dall'ordine loro si continuarono ad eleggere i Re: si continuarono ad eleggere gli altri Capi, a' quali, dopo Ermanarico, si diè sovente il nome di Giudici da' Visigoti, e che non sempre furono de' Balti. Poichè già Ermanarico moriva, e già venivano gli Unni; già gli Ostrogoti cogli Amali cadevano in potestà de' vincitori, e perdevano, sto per dire, la loro Gotica faccia. I Visigoti, e fra essi anche i Protingi, tentarono di resistere all'Unnico nembo; Atanarico, Giudice Visigoto, fece, secondo i racconti d'Ammiano Marcellino, rizzar il Lungo Muro, ch'egli sperava poter difendere contro gli Unni: questo perciò dovè munirsi di Torri e d'altri propugnacoli, non che di Porte e di Posterle. Ammiano diceva essere stata sì fatta muraglia un'efficace opera e come una lorica de' Visigoti[29].