Et dominam tenero continuisse sinu!
e da Seneca abbiamo che era titolo generico, dato a quelli di cui non soccorresse il nome: Omnes candidatos bonos viros dicimus; quomodo obvios, si nomen non succurrit, dominos salutamus. Ep. 3.
[289]. Ben lo notò Tacito, Ann., III. 56: Potestatem tribuniciam Drusa petebat. Id summi fastigii vocabulum Augustus reperit, ne regis aut dictatoris nomen assumeret, ne tamen appellatione aliqua cetera imperia præmineret.
[290]. Il territorio delle provincie senatorie chiamavasi prædia tributaria, o anche provincia del popolo romano; delle altre, prædia stipendiaria, o provincia di Cesare. Le provincie senatorie furono l'Africa (cioè gli antichi dominj di Cartagine), la Numidia, l'Asia propria, l'Acaja, l'Epiro coll'Illiria, la Dalmazia, la Macedonia, la Sicilia, la Sardegna, Creta colla Libia, la Cirenaica, la Bitinia col Ponto e la Propontide, la Betica nella Spagna. Per sè Augusto tenne la Spagna Tarragonese e la Lusitania, le Gallie tutte, le due Germanie, la Celesiria, la Fenicia, la Cilicia e l'Egitto. La Mauritania, parte dell'Asia Minore, la Palestina e alcuni cantoni della Siria avevano governo nazionale sotto l'alto dominio di Roma. Dappoi Augusto cedette al senato Cipro e la Narbonese in cambio della Dalmazia.
La nostra Gallia Cisalpina avea avuto per governatori
| nel | 704 | di Roma, | 50 av. Cristo, | G. Cesare |
| 705 | » | 49 » | M. Crasso | |
| 706 | » | 48 » | M. Calidio | |
| 707 | » | 47 » | M. Bruto | |
| 709 | » | 45 » | C. Pansa | |
| 710 | » | 44 » | D. Bruto | |
| 711 | » | 43 » | M. Antonio |
Augusto la dichiarò libera, acciocchè non vi fosse un potente così vicino a Roma.
[291]. Tacito, Ann., III. 75; A. Gellio, XIII. 12.
[292]. Detta fiscus perchè da prima le grosse somme tenevansi in fiscelle di vimini. Così il moderno budjet viene dalla bolgetta o tasca in cui il ministro portava alle Camere il conto discusso.