Poi, come Tiberio a Capri, così Adriano si ritirò a Tivoli, che avea rifiorita d'ogni magnificenza, e vi si abbandonò a quante lascivie la deperente salute gli consentiva. Da queste balzava alle crudeltà, e spediva ordini sanguinarj; e molti furono uccisi come cospiratori, altri nascosti da Antonino. Alla magìa ricorreva per mitigare la sua infermità, da cui oppresso tentò più volte darsi morte; ma una cieca gli si presentò dicendo: — Un sogno m'avvertì d'intimarvi conserviate la vita; e poichè tardai ad obbedire, mi si oscurò la vista: ma un altro sogno m'assicurò la ricupererei sì tosto che baciassi i piedi imperiali». Così avvenne. Anche un altro cieco, appena tocco da lui, riebbe l'uso degli occhi, e all'imperatore cessò una forte febbre. Di tali baje trastullavasi Roma, e confortavasi il cesare.

Stanco in fine dei rimedj, e dicendo, — I molti medici m'ammazzarono», si diede a mangiar e bere a fidanza, e a Baja morì (138 luglio) dopo vissuto sessantadue anni e mezzo, regnato quasi ventuno. Sul morire sembra ricuperasse la calma, se è vero facesse questi versi, che sono dei più delicati del suo tempo:

Animula, vagula, blandula,

Hospes comesque corporis,

Quæ nunc abibis in loca?

Pallidula, rigida, nudula,

Nec, ut soles, dabis jocos.

Il senato, offeso dalle sue ultime crudeltà, volle cassarne gli ordini e negargli i funerali: poi alle minacce de' soldati e alle suppliche di Antonino gli profuse onori; le ceneri riposte nella superba mole presso al Tevere, lo spirito fra gli Dei.

CAPITOLO XXXIX. Gli Antonini.

Trajano in perpetua guerra, Adriano in perpetuo movimento, Antonino visse in tal quiete, che in ventitre anni non oltrepassò la villa di Lanuvio. Per dolcezza naturale caro a parenti ed amici, avea prediletto i campi, nè però lasciato le magistrature; poi riuscì dei migliori principi che la storia rammenti. Guadagnò il favore del popolo, non lo brigò; accoglieva qualunque più umile, e dava ascolto a richiami contro uffiziali o magistrati; sprezzando i clamorosi applausi, delizia de' suoi predecessori, nè adulare nè essere adulato soffriva; magnifico senza lusso, economo senza grettezza, osservante dei costumi antichi ma senza scrupoleggiare. Interveniva ai pubblici riti, come pontefice supremo offriva i sacrifizj, ma vietò di recar molestia ai Cristiani, lodandone la vita di spirito, i costumi, il coraggio, sebbene nol facesse che col raffronto delle antiche virtù[229].