Fra' moderni, tutti gli storici filosofisti avversano Costantino; sono per lui i fautori del cristianesimo.

[63]. Lampridio ci conservò due pagine d'imprecazioni del senato contro Comodo (in Comodo, 18, 19) ed altre non meno abjette contro Elagabalo (in Alex. Severo, 6. 7. 9). Vopisco ci tramandò il processo verbale dell'acclamazione di Claudio II, da noi riferito a pag. 49.

[64]. Si quis senatorium nostra largitate fastigium, vel generis felicitate consecutus... Cod. Teod., lib. V.

[65]. Graziano imperatore ad Ausonio poeta scriveva: Cum de consulibus in annum creandis solus mecum volutarem... te consulem et designavi, et declaravi, et priorem nuncupavi. Ed Ausonio ringraziandonelo, si congratula di non aver dovuto scendere alle antiche bassezze del cercarlo al popolo: Consul ego, imperator auguste, munere tuo, non passus septa neque campum, non suffragia, non puncta, non loculos: qui non prensaverim manus, nec consalutantium confusus occursu, aut sua amicis nomina non reddiderim; aut aliena imposuerim; qui tribus non circuivi, centurias non adulavi; jure vocatis classibus non intremui; nihil cum sequestre deposui, cum diribitore nihil pepigi. Romanus populus, Martius campus, equester ordo, rostra, ovilia, senatus, curia, unus mihi omnia Gratianus.

[66]. In consulatu honos sine labore suscipitur. Mamertino, Paneg. vet., XI. 2.

[67]. Da un curioso passo di Lampridio (in Alex. Severo, 42) impariamo le paghe che ricevevano i governatori delle provincie: venti libbre d'argento, cento monete d'oro (lire 3913), sei anfore di vino, due muli, due cavalli, due vesti da comparsa (forenses), una da casa (domestica), un tinozzo da bagno, un cuoco, un mulattiere, e se non avesser moglie, una concubina, reputata necessaria come le altre cose. Quod sine his esse non possent. Uscendo di carica, restituivano i muli, i cavalli, il mulattiere e il cuoco: il restante tenevano, se il principe fosse soddisfatto di loro; se no, restituivano quadruplicato.

Valeriano fissa l'assegnamento di Aureliano, tribuno delle legioni, così scrivendo a Sejonio Albino prefetto alla città: Sinceritas tua supradicto viro efficiet, quamdiu Romæ fuerit, panes militares mundos sexdecim, panes militares castrenses quadraginta, olei sextarium unum, et item olei secundi sextarium unum, porcellum dimidium, gallinaceos duos, porcinæ pondo triginta, bubulæ pondo quadraginta, liquaminis sextarium, salis sextarium unum, herbarum, olerum, quantum satis est. E a Probo: In salario diurno bubulæ pondo, porcinæ pondo sex, caprinæ pondo decem, gallinaceum per biduum, vini veteris diurnos sextarios decem, cum lardo bubalino, salis, olerum, lignorum, quantum satis est. (Historia Augusta)

Sotto Costantino continuavasi a dare la provvigione in natura; e poichè egli limitò a tre lustri la durata del servizio militare, per dare il ben servito ai congedati introdusse una tassa straordinaria ogni quintodecimo anno, dal che venne il ciclo delle Indizioni; così alcuni. Savigny (Ueber die römische Steuerverfassung) pensa l'Indizione fosse il rinnovamento del catasto, che par si raddrizzasse ogni quindici anni. Certo però l'Indizione trovasi già sotto Diocleziano.

[68]. Ammiano Marcellino, Hist., XXVIII. 6. — Cod. Teod., lib. IV. IX. XII. ecc.

[69]. Si quis sacrilega vitem falce succiderit, aut feracium ramorum fœtus hebetaverit, quo declinet fidem censuum, et mentiatur callide paupertatis ingenium, mox detectus, capitale subibit exitium, et bona ejus in fisci jura migrabunt. Cod. Teod., lib. XVIII. tit. 11. l. I.