Marchi, Monumenti delle arti cristiane primitive della metropoli del cristianesimo. Roma 1844.
Maitland (La Chiesa nelle catacombe. Londra 1847) volle fare l'opposto del Marchi, cercandovi argomenti contro il cattolicismo.
A Parigi si era pubblicato Rome souterraine, ma il signor Perret non vi conservò il carattere, aggraziando le pitture. Pio IX incaricò il comm. De Rossi di nuove esplorazioni nelle catacombe: ed egli dispose ben 12 mila iscrizioni cristiane, delle quali molto importa accertare il tempo e il luogo. La più antica conosciuta è del 102. Il De Rossi trovò il vero cimiterio di san Calisto e le tombe dei primi pontefici, e i libri suoi sono il più sicuro testo intorno a quelle antichità cristiane.
[174]. Che però lo scheletro non fosse mai effigiato dai classici, come asseriscono i trattatisti d'arte, è smentito da pitture e bassorilievi: nel museo Borbonico si ha una donna che sparge di fiori lo scheletro del suo bambino; uno scheletro dalla cui bocca esce una farfalla, simbolo dell'anima; un altro che balla al flauto sonato da Sileno, primo cenno delle danze dei morti.
[175]. Semplicissimi sono gli epitafj: LAZARVS AMICVS NOSTER DORMIT — MARTYRI IN PACE — NEOPHITVS IIT AD DEVM — RESPECTVS QVI VIXIT ANNOS V ET MENSES VIII, DORMIT IN PACE — ALEXANDER MORTVVS NON EST SED VIVIT SVPER ASTRA.
È particolare questo di Vicenza: MARTINA CARA CONJVX QUÆ VENIT DE GALLIA PER MANSIONES L VT COMMEMORARET MEMORIAM DVLCISSIMI MARITI SVI BENE QVIESCAS DVLCISSIME MI MARITE. (Giovanni da Schio, Le antiche iscrizioni di Vicenza, 1850).
[176]. IVN. BASS. V. C. QVI VIXIT ANNIS XLII. II IN IPSA PRÆFECTVRA VRBI NEOFITVS IIT AD DEVM VIII KAL. SEPT. EVSEBIO ET YPATIO COSS. E vedi Bottari, tav. 33.
[177]. A. F. Quast, Die altchristlichen Bauwerke von Ravenna, von V bis zum IX. Jahrhundert historisch geordnet, und durch Abbildungen erklärtert. Berlino 1842.
Gli edifizj di cui tratta, sono i. Ecclesia ursiana, cioè la cattedrale, edificata poco dopo il 400, ora tutta rimodernata; Ecclesia petriana, distrutta per tremuoto nell'VIII secolo; San Lorenzo in Cesarea, edificata da Luscrizio cameriere d'Onorio, distrutta per tremuoto nel 1553; battistero della cattedrale, eretto da Neo vescovo (425-30), fabbrica delle più rimarchevoli di Ravenna; battistero della Petriana, distrutto; basilica di san Giovanni Evangelista, costrutta da Galla Placidia; basilica di Santa Croce, dalla medesima, rovinata; cappella de' Santi Nazario e Celso, dalla medesima; San Giovanni Battista e Santa Agata, rimodernate; Sant'Agnese, distrutta; San Pietro, ora San Francesco, cappella nel palazzo arcivescovile.
II. Epoca di Teodorico: Santa Maria in Cosmedin, già battistero ariano; San Teodoro; San Martino in cœlo aureo, ossia Sant'Apollinare nuovo; palazzo di Teodorico, mausoleo del medesimo; portico della piazza maggiore.