III. Costruzioni posteriori sino alla morte di Agnello arcivescovo (566); Santa Maria Maggiore, rimodernata nel XVI secolo; San Michele in Affricisco, consacrata nel 545, or quasi distrutta; San Vitale; Sant'Apollinare in Classe, consacrata nel 549; Sant'Andrea e Santo Stefano.

IV. Ultimo periodo, sino al 900; San Severo in Classe, distrutta al principio del nostro secolo; monastero di Sant'Apollinare, e abbellimenti delle parti interne della basilica fatti nel 642-77; devastazioni posteriori di Classe, e risarcimenti sotto Leone III; poi, per le incursioni de' Saracini, si portò in città il corpo di sant'Apollinare.

[178]. Ancora si vede in Roma a San Lorenzo, a San Giorgio in Velàbro, a Santa Maria Transtevere, e alquanto modificato a San Giovanni Laterano, Santa Maria Maggiore, ecc. I cortili si hanno a San Clemente, ai Quattro Santi Coronati, a San Lorenzo in Roma; a Sant'Apollinare e San Giovanni della Sagra in Classe a Ravenna; alla cattedrale di Parenzo in Istria, a Sant'Ambrogio di Milano... Quest'ultima basilica, San Zeno di Verona e Santa Maria di Torcello sono quelle dell'Italia superiore che per avventura conservano maggiori elementi della basilica antica.

[179]. Hominem mortuum in urbe ne sepellito, neve urito. La ragione politica di ciò era che la tomba dava la proprietà d'un luogo, e la città non doveva essere di verun privato.

[180]. A quello di Sant'Ambrogio in Milano servirono due arche funerarie, una sovrapposta all'altra.

[181]. Bruciata il 21 luglio 1832, ed ora ricostrutta. Vedi Ciampini, Synopsis de sacris ædificiis a Constantino constructis. Roma 1691.

Calcolano essersi fabbricate in Roma:

nel secoloIIchiese2
III»9
IV»17
V»8
VI»12
VII»5
VIII»11
IX»7
X»1
XI»7
XII»8
XIII»16
XIV»8
XV»30
XVI»93
XVII»62
XVIII»7

[182]. Il San Giovanni di Firenze, mal creduto tempio di Marte, mentre la dissonanza delle parti lo attesta eretto ne' bassi tempi; il circolare di Pisa; il San Giovanni di Parma, a sedici faccie dentro e otto fuori, cominciato il 1196 da Benedetto Antelmani, e finito verso il 1260; il dodecagono di Canosa; il San Giovanni in Fonte a Verona, ottagono, come quelli di Cremona, Volterra, Pistoja, ecc.

[183]. Centurio nitentium rerum. — Ammiano Marcellino, xvi. 6; Cod. Teod., lib. IX. tit. 17; lib. XVI. tit. 49; Cod. Giust., tit. De sepulc. viol.