I codici sono:
1. Frammenti del Gregoriano e dell'Ermogeniano;
2. Il Teodosiano;
3. Le Novelle degli imperatori da Teodosio a Giustiniano.
Le iscrizioni su pietra o su bronzo, contenenti testi di leggi, senatoconsulti, editti od atti, sono preziosi come testi autentici, mentre i libri non ci danno che le copie. Furono raccolti da Spangenberg (Berlino 1830) col titolo, Antiquitatis romanæ monumenta legalia, extra libros juris romani sparsa. Egli stesso avea pubblicato a Lipsia nel 1821 una raccolta d'atti del diritto romano, vale a dire contratti, testamenti e simili; Juris romani tabulæ negotiorum solemnium, modo in ære, modo in marmore, modo in charta superstites. E già ne' Papiri diplomatici raccolti ed illustrati, a Roma nel 1805, il Marini avea pubblicato una collezione d'atti sopra papiro.
Delle leggi ed atti giuridici che abbiamo su bronzo, i principali sono:
Senatusconsultum de Bacchanalibus del 567 di Roma, che riporteremo nell'Appendice I.
Lex Thoria agraria del 613, che sta sul rovescio della tavola che contiene la lex Servilia repetundarum del 654 circa;
Tabula Heracleensis, frammenti trovati il 1732 nell'antica Eraclea presso Taranto, di varie leggi dal 664 al 680 di Roma, o, secondo Savigny, del 709: e sta nel museo di Napoli;
Plebiscitum de Thermensibus majoribus Pisidis, forse del 690, degente nel museo Borbonico, dove pure la lex de scribis viatoribus;