[30]. Dione, lib. LII. 36. Le parole sono precise: ἠνάγκαζε..... τοὺς δὲ δὴ ξενίζοντας.... μίσει, καὶ κόλαζε. Se le ricordi chi vanta la tolleranza religiosa degli antichi, dimenticandosi le stragi di Cambise, i tempj incendiati da Serse, i processi contro Protagora, Diagora, Socrate, Anassagora, Stilpone; per non dir nulla degli Egizj. Platone stesso e Cicerone nelle immaginarie loro repubbliche negano tollerare culti stranieri.
[31]. Domitius Ulpianus rescripta principum nefaria collegit, ut doceret quibus pœnis affici oportet eos qui se cultores Dei confitentur. Lattanzio, Inst., v. 2.
[32]. Solus Dei homo. Tertulliano, Scorp. 14.
[33]. Tertulliano, Apol. I. 21. Abbiamo una sentenza di questo tenore: «Essendo che Sperato, Cittino... confessano di essere cristiani, e ricusano di rendere omaggio e rispetto allo imperatore, ordiniamo sieno decapitati». Baronio, ad ann. 202, § 4.
[34]. In Ispagna fu trovato un marmo, ove Nerone è lodato d'aver purgata quella provincia «dai ladroni, e da quelli che inculcavano una nuova superstizione al genere umano». Ap. Muratori, Thes. Ant., i. 99. Si dubitò della sua autenticità, ma la sostenne il protestante Gian Ernesto Walchio, Marmor Hispaniæ antiquum vexationis Christianorum neronianæ insigne documentum illustratum, etc. v. c. F. Goris consecratum. Jena 1750.
[35]. Anche qui la leggenda intervenne, e narrò che Plinio fosse in Creta convertito da Tito discepolo di San Paolo, e subisse il martirio. Rincresceva ai Cristiani di credere perduto l'uomo che avea reso testimonianza delle loro virtù.
[36]. Certatim gloriosa in certamina ruebatur, multoque avidius tunc martyria gloriosis motibus quærebantur, quam nunc episcopatus pravis ambitionibus appetuntur, Sulpicio Severo, lib. II.
A coloro che riducono a minimo numero le vittime, volle rispondere il Visconti (Mem. romane d'antichità. Roma 1825) colle tante iscrizioni di martiri. Di molti non s'indicava il nome, ma il numero; come,
MARCELLA ET CHRISTI MARTYRES CCCCL.
HIC REQVIESCIT MEDICVS CVM PLVRIBVS.
CL MARTYRES CHRISTI.
Fors'anche son numeri di martiri quelli che, senz'altra indicazione, troviamo su alcune sepolture, colla corona e la palma; del qual uso è testimonio anche il seguente epigramma di Prudenzio, Carm. XI: