[59]. Fredegario e Paolo attribuiscono il fatto a Rodoaldo; ma i: tempi non rispondono. Non occorre venire fino all'odierna civiltà per trovare assurdo questo modo di ragionare. Ai tempi di Lodovico il Pio, Agovardo arcivescovo di Lione scriveva: — Bell'arte a scoprir la verità! e soprattutto quando l'un combattente e l'altro soccombono. Se Dio volesse che in questa vita gl'innocenti fossero sempre vincitori e i colpevoli vinti, Gerusalemme non sarebbe sottoposta ai Saraceni, nè Italia ai Longobardi». Liber adv. Gundobadum, cap. XIV. I contemporanei non guardavano dunque per una fortuna l'esser l'Italia vinta dai Longobardi, come fecero alcuni mille anni più tardi.
[60]. Burckhard (Staats- und Rechtsgesch. der Römer, § 42. Stutrgard 1841) vorrebbe che oppida e vici fossero terre smurate, le quali non formavano Comune da sè, ma erano assegnate a municipj nel cui territorio eran poste.
[61]. Diceasi guidrigild, compenso privato; ben distinto dall'ammenda (fried), che è compenso pubblico.
[62]. De bello goth., II. 14; III. 34. Una loro migrazione, cantata dallo scaldo di Gottland, componeasi di settanta navi, montate ciascuna da cento uomini.
[63]. Aucto de diversis gentibus, quas superaverant, exercitu. Paolo Diac., lib. I. c. 20.
[64]. La storia non parla che dell'isola; ma essa è tanto piccina, ch'è forza credere sotto quel nome comprese le circostanze. A Lenno, terra di quella riva, sono due iscrizioni del 571 e 572, ove l'anno è notato per consoli, e Giustino II è detto signor nostro.
HIC REQVIESCIT IN PACE FAMVLVS CHRISTI LAVRENTIVS VENERABILIS SACERDOS, QVI VIXIT IN HOC SÆCVLO ANNOS IV; DEPOSITVS DIE III NONAS IVLII, POST CONSVLATVM DOMINI NOSTRI IVSTINI PERPETVI AVGVSTI ANNO VI, INDICTIONE IV.
HIC REQVIESCIT IN PACE BONÆ MEMORIÆ CYPRIANVS, QVI VIXIT IN HOC SÆCVLO ANNOS P. M. XXXIII; DEPOSITVS SVB DIE VII KALENDAS OCTOBRIS, INDICTIONE V, POST CONSVLATVM DOMINI NOSTRI IVSTINI PERPETVI AVGVSTI ANNO VII.
[65]. In tal senso l'editto di Rotari si dice fatto col consenso cuncti felicissimi exercitus nostri.
[66]. Homo qui habet septem casas massaricias, habeat loricam cum reliqua conciatura sua, debeat habere et caballos... Homines qui non habent casas massaricias, et habent quadraginta jugis terræ, habeant caballum, scutum et lanceam... Item de illis hominibus qui negotiantes sunt et pecuniam (non) habent, qui sunt majores et potentes, habeant loricas, scutos, caballos et lanceas; et qui sunt sequientes, habeant caballos, scutum et lanceam; minores habeant coccoras cum sagittas et arcos. Leggi di Astolfo, pubblicate dal Troya.