Noi siamo dunque alieni da coloro che pensano, Longobardi e Romani si fondessero in un popolo solo, d'eguali diritti politici. Qual ragione perchè i longobardi padroni volessero rinunziare ai privilegi proprj? L'Italia era per essi una preda, non una patria; il loro un dominio militare, che si mantenne, non si consolidò: e stettero due secoli sul suolo nostro, come da tanti stavano i Turchi sulla Grecia, e i signori magiari sulla turba plebea della Pannonia. I principi loro intitolaronsi sempre re de' Longobardi; Longobardi soli intervenivano a sancire le leggi: le quali leggi essendo destinate unicamente ai vincitori, convincono che mai questi andarono confusi coi vinti. Anzi, a prevenire l'accomunamento, la legge impediva i matrimonj; nè soltanto coi vinti, avvilimento che la legge repudiava, ma neppure coi Romani de' paesi non soggiogati, ai quali soli io riferisco quello statuto che, se un Romano sposa una Longobarda, questa scada dai diritti suoi, e i figli loro restino ridotti alla legge paterna[156], cioè non godano i privilegi della nazione dominatrice.
Pure la vita sociale non regge a canoni interamente esclusivi, nè è mai compiutamente d'un sistema o dell'altro: ed alcuni fatti indicano come potesse avviarsi la mistione. I Longobardi soleano arrolare negli eserciti i servi[157]: era dunque aperta a questi, fosser anche di gente romana, la strada al valore, e per esso a gradi, sebbene non ai primarj. Se fosse vero che il servo redento seguisse la legge di quel che lo aveva emancipato, sariasi avuto un altro modo pei vinti d'entrare nella società dei vincitori: ma altrimenti va interpretato il testo, cui appoggiano questa congettura[158].
Bensì alcuni affrancati ottenevano terre a modo di liberi livellarj, o davansi a mestieri non servili, col che ampliavasi un terzo stato. I membri del clero, che nelle cose ecclesiastiche seguivano i privilegi romani, nelle civili erano pareggiati ai Longobardi, quantunque nati romani, e godeano del guidrigildo, e potevano accertar la verità colla punta della spada. Il Longobardo stesso s'affezionò alla sua sorte, cioè al campo toccatogli; ed agli aldj affissi a questo consentì diritti, e più tardi anche un guidrigildo, e il poter disporre del proprio peculio. Ma se mai la repugnanza nazionale e religiosa, e la superbia dei conquistatori lasciò qualche varco ai vinti per acquistare i diritti dei vincitori, ciò non fu se non dopo i tempi di Liutprando, quando un diritto men fiero erasi introdotto, arricchito dal più ampio e scientifico che i Romani aveano tramandato, e che veniva a riportare una vittoria intellettuale sopra quelli che coll'alabarda aveano distrutto la romana cittadinanza.
CAPITOLO LXIV. La Chiesa in relazione coi popoli e coi nuovi dominj. San Benedetto e i monaci.
Il lettore ha potuto avvedersi dell'importanza che, nella civiltà nuova, acquistava una potestà tutta morale, costituita sopra la convinzione, la riconoscenza, il sentimento; vogliam dire la potestà ecclesiastica. Noi dovremo lungamente occuparcene, e tanto più per la somma parte che ebbe nelle vicende dell'Italia dove teneva la sede, e a cui conservava quella centralità e quella supremazia, donde sarebbe scaduta allo sfasciarsi dell'imperio romano.
I miracolosi primordj suoi, e come si fosse introdotta nel civile ordinamento, abbiam divisato. Gl'imperatori, che fin a Graziano seguirono a intitolarsi pontefici massimi, come tali avocarono a sè molti diritti, che da principio la Chiesa esercitava quale società non autorata: laonde, benchè indipendente nell'interno, nell'esteriore essa appariva subordinata; l'imperatore interveniva a tutto; per tutto chiedevasi il suo assenso; egli dirigere col comando o colla raccomandazione i vescovi, egli confermarli, egli convocar concilj, egli assistervi, egli decidere perfino delle materie in essi trattate, e ordinare l'esecuzione dei loro decreti; talmente il Governo rimaneva pagano anche dopo convertiti i principi. Eppure quell'assenso, questa conferma attestavano la forza acquistata dalla Chiesa, le sue conquiste più che la suggezione.
Poi via via che il potere temporale fiaccavasi, l'ecclesiastico s'assodava: e collo sciogliersi dell'Impero la Chiesa occidentale, rimasta in piedi nella ruina universale, dismesse le abitudini di servilità e sola avendo elementi di durata nello sfasciamento di tutte l'altre istituzioni, raddoppiò di sforzi per abolire il vecchiume pagano e educare i popoli nuovi. Nel fervore d'una recente missione, colla usucapione più legittima assumeva quanto era abbandonato dallo scoraggiamento de' laici; e robusta di gioventù, salda di convinzioni, operante su tutta la vita, prevaleva alla decrepita romana. Unico argine al torrente della forza materiale, a questo opponeva il concetto d'una regola, d'una legge superiore alle umane; e francheggiava la libertà della coscienza da sorde insidie e da aperte violenze.
Qual benefizio che alcun ordine rattenesse il generale scompiglio; che alcuno parlasse a coloro, per cui Roma non aveva avuto che insulti e paure! Preti inermi uscivano tra quelle orde, e col battesimo ispiravano loro qualche idea di umanità, sospendevano la scimitarra mostrando un fratello in quello al cui capo era vibrata; senza interesse nè speranze terrene, confortante spettacolo, si diffondeano dappertutto, e collegavano i popoli alla Chiesa per via della carità; parola intesa dal popolo che vi riconosce una virtù più che umana; parola che fa amare la religione da cui è ispirata.
Il Barbaro, che gli avea veduti affrontare oscuri pericoli per annunziargli la verità fra le selve natìe, li trovava poi dinanzi alle città assalite per proteggerle colla croce, o accanto al prigioniero, al ferito, all'oppresso, per alleviarne le sofferenze; gli udiva parlare in nome di una potenza superiore agli odj e inattaccabile dalla forza.
Nè dalla forza poteano esser domiti que' conquistatori, avvezzi a tutto spezzare colle mazze ferrate; non poteano essere inciviliti da una letteratura che disprezzavano o non comprendevano: ma ecco farsi loro incontro il clero, sfolgorante della pompa che tanto può sulle rozze fantasie, con una gerarchia salda e concorde, con una fede che non chiedeva sottigliezze di ragionamenti, ma imponeva credenze semplici, e restava confermata da una morale, la cui santità essi doveano sentire anche violandola; un clero, ordine nuovo superiore, cernito fra tutti gli altri, senza distinzione da libero a schiavo, da romano a barbaro, che non opponeva armi ma discorsi, non irritante vilipendio ma commoventi persuasioni, e in nome di Dio intimava cessassero di sterminare gli uomini, perchè guai a chi disprezza un solo de' più piccoli! Mentre rialzava i vinti al cospetto de' vincitori, anche a questo esso prestava servigi; interponevasi come mediatore utile ad entrambe le parti; co' suoi privilegi, coi benefizj, fin colle usurpazioni contribuiva a sminuire i dolori sulla terra, a difendere l'uomo contro la debolezza o la passione propria, a migliorare la vita sociale e la domestica.