Persino le pie leggende istillavano compassione e rispetto alle vite, siccome quelle che già vedemmo relative ad Attila, Alarico, Odoacre. I Longobardi, preso un diacono appo Nocera, il voleano scannare; ma prete Santulo impetrò lo commettessero alla sua custodia, offrendosene mallevadore col proprio capo. Appena vide addormentati i Longobardi, indusse il diacono a fuggire, poi si diede spontaneo ai nemici. E questi il condannarono a morire: ma il manigoldo restò col braccio feritore in alto, finchè il santo istesso gliene rese il moto, dopo fattogli giurare che mai non se ne varrebbe a dar morte a verun cristiano. Allora i Longobardi, a gara di chi più, offrirongli bovi e cavalli predati; ma egli: — Mi volete gratificare? datemi gli schiavi fatti, ed io pregherò per voi»; e tutti li rimandarono seco[159]. Altra volta l'abbate Sorano ai prigioni fatti dai Longobardi dà quanti viveri si trova nel convento, fin gli erbaggi dell'orto; poi non avendo denari da saziarli, è ucciso. La pietà data ai pazienti, il terrore ispirato da que' miracoli, rabbonacciavano gli oppressori.
A petto ai nuovi regnanti la Chiesa cambiava posizione; e rimanendo unico potere costituito dopo prostrati gli altri tutti, aveva il vigore ed ispirava il rispetto proprio dell'ordine; ed associando le due potenze che fondano e mantengono gli Stati, forza ed ingegno, campò l'Italia e l'Europa da una barbarie assoluta. Attesochè agl'invasori, padroni di tante provincie, non bastasse più l'ordine legale suggerito dai bisogni delle piccole tribù, la Chiesa si accinse a provvederli di un nuovo; onde poterono anche nei Governi insinuarsi le massime evangeliche dell'amor del prossimo, dell'umana fraternità, d'una giustizia e di una morale anteriori e superiori a qualunque diritto positivo, dell'obbedienza che al Creatore devono e sudditi e regnanti.
Cassiodoro, a nome dei re goti, nel 534 scriveva a papa Giovanni II: — Voi siete guardiano del popolo cristiano; voi col nome di padre ogni cosa dirigete. Pertanto la sicurezza del popolo è in cura a voi, cui fu dal Cielo affidata. A noi conviene custodir alcune cose, a voi tutte. Spiritualmente pascete il gregge affidatovi, nè però potete trascurare ciò che spetta al corpo; attesochè, constando l'uomo di doppia natura, un buon padre le deve entrambe favorire».
Regolata la gerarchia, introdottasi nella vita civile e a parte del potere, non fu possibile alla Chiesa mantenere la povertà di quando vivea delle offerte recate all'altare, dividendole coi poveri. Dopo Costantino, le società religiose poterono giuridicamente avere sode proprietà e accettare legati; Costantino medesimo lentamente provvide la basilica dei santi Apostoli; a molte furono assegnati i beni che prima servivano al culto pagano; ad altre, porzione dei terreni comunali; e siccome anticamente non faceasi testamento senza qualche legato all'imperatore, così ogni cristiano alla Chiesa volea lasciare un testimonio di pietà. Nè questa era sempre prudente, e alcuni abbandonavano i parenti nel bisogno per assicurarsi i suffragi: lo perchè Valentiniano I vietò al clero di ricevere legati da donne; poi fu proibito a preti e monaci l'ereditare; ove san Girolamo rifletteva, non dolersi della cosa, bensì dell'essere meritata.
Se gli ecclesiastici avessero potuto legare ai proprj parenti o distrarre i beni ricevuti per servizio della Chiesa, i devoti sariensi veduti costretti a sempre nuove dotazioni; perciò gl'imperatori tolsero ai sacerdoti il disporre per testamento dei beni acquistati. Che ne seguì? i loro possedimenti aumentarono a dismisura; ma di rimpatto le elezioni restavano più indipendenti dai laici quando non era mestieri vivere delle costoro limosine; oltrechè quei tesori erano un fondo per soccorrere poveri, alzar chiese, decorare il culto, alimentare parroci di plebi povere e remote[160].
Per lungo tempo sacerdoti e vescovi non vestivano diverso dai secolari; tanto che sant'Ambrogio alcune volte era scambiato per suo fratello Satiro, egli vescovo per un laico[161]. La veste talare e la cappa che i sacerdoti conservano fin oggi, erano consuete ai filosofi e a chi non affettava pompa; ed unico distintivo, fuor della chiesa, fu il radersi i capelli, lasciandone solo una corona; il color nero non venne di legge che dopo il secolo XIII. I sacerdoti furono anche schiusi da certe professioni, indi da tutti gli impieghi secolareschi; poi più regolarmente obbligati al celibato.
Nelle persecuzioni si sentì la necessità di rinserrare i legami; laonde le plebi campagnuole, dirette da corepiscopi, si aggregarono a quelle de' capoluoghi, e si formarono in diocesi. Allora, a curare le campagne fu posto un plebano o curione del clero episcopale, e i vescovi gli lasciavano le oblazioni della propria chiesa, vigilando che non le gravasse nè distraesse.
Entrante il V secolo, Roma vantavasi possedere ventiquattro chiese e settantasei sacerdoti: sì scarso era il clero! donde la gran cura perchè nessuno si facesse ordinare fuor di diocesi, nè un prete abbandonasse la sua, o viaggiasse senza dimissoria dell'Ordinario.
Nelle città comuni v'aveva una chiesa sola e una messa; due, se soverchia l'affluenza; ma sarebbesi considerata scismatica una riunione di fedeli senza il vescovo. Roma, e forse qualche altra gran città, contavano più d'una parrocchia, con un prete il quale distribuiva l'eucaristia consacrata dal vescovo; nè potea scomunicare o assolvere. Lo sconcio di mandar attorno le sacrosante specie fece permettere la consacrazione anche ai plebani, che infine amministrarono pure gli altri sacramenti, eccetto l'ordine, la cresima e l'assoluzione d'alcuni casi; regolarono tutti gl'interessi spirituali della propria chiesa; ed essendo d'istituzione divina, non poteano rimoversi che per giuridica sentenza.
Ordinariamente il più vecchio dicevasi arciprete, somigliante al vicario generale d'oggi. Gli arcidiaconi, braccio destro del vescovo, amministravano i beni della cattedrale, ne distribuivano le limosine, presentavano gli ordinandi. Già nel IV secolo troviamo nella Chiesa latina, diaconi, suddiaconi, acoliti, esorcisti, ostiarj: gerarchia, nella quale si determinavano sempre meglio i doveri, gli onori e la graduale giurisdizione.