Dato il giudizio, come farlo eseguire, quando il condannato tornava nel suo castello, forte di mura e di scherani? Colla guerra; e il signore che l'avea proferito, e il querelante, od anche i giusdicenti raccoglievano gli uomini loro, e costringevano per forza ad obbedire. Nulla pertanto assicurava l'efficacia del giudizio; nè della rettitudine di quello era buona sicurtà il sistema de' pari, ignoranti del diritto, stranieri agl'interessi gli uni degli altri, e scelti a volontà del signore.
Non ispirando dunque confidenza, si ricorreva più volentieri a spedienti meglio conformi a quel tenore di società; e i duelli e le guerre private ne venivano di conseguenza e quasi di necessità. Preziosissimo consideravasi questo, che tedescamente chiamavasi diritto del pugno, quanto oggi dai re il potere far guerra di nazione. La rappresaglia, per cui l'uomo d'un feudo, ricevuto torto da quel d'un altro, poteva trarne vendetta o rendere la pariglia sopra qual fosse altro consociato di quello, era riconosciuta come diritto. La consuetudine, la legge, la Chiesa adopravano a introdurre in questo alcuna regolarità e temperanza, volendo si intimassero le ostilità alcun tempo innanzi, si esperissero certi mezzi di conciliazione, infine si osservasse la tregua di Dio.
Quando ogni proprietà fu divenuta feudo o sottofeudo, inamovibile ed ereditaria ogni magistratura, ciascun duca, conte, marchese od alto barone fu considerato come re della propria terra, i cui abitanti erano obbligati ad ogni ordine suo in pace e in guerra; mentre egli non pagava tributi, non era tenuto accettare la composizione per le offese, ma le vendicava colla guerra privata, ch'e' poteva menare anche contro il proprio caposignore.
A noi, avvezzi a governi che traggono ogni impulso dall'alto, a leggi fisse, uniformi in tutto lo Stato, all'egualità dei cittadini sotto un capo, riesce difficile il formarci adeguato concetto d'una società, bizzarramente compaginata con tanti signori, quanti aveano forza e volontà di esserlo; con leggi che obbligavano solo chi non volesse o potesse resistere, e variate da uomo a uomo, da terra a terra. Non ci si imputi dunque di spendere troppe parole e di ripeterci per meglio indurne l'idea, senza di che la storia di que' tempi è libro chiuso.
Tenevasi dunque l'Italia come divisa in tanti Stati indipendenti quanti v'erano feudi; sistemati nel modo più opportuno per respingere le nuove invasioni di fuori, e dentro sostenere il proprio diritto o la prepotenza, al modo che ancora usano i re: in quella guerra di tutti contro tutti, si moltiplicavano castelli e rôcche ove o proteggersi, o soperchiare il vicino. Pertanto in ogni nuovo castello che sorgesse, le chiese e il vicinato scorgevano una minaccia alla propria indipendenza, il re un attentato alla sua prerogativa; ma non si poteva opporvi che altre fortezze; e conventi e ville fortificavansi; sui campanili e sui battifredi una continua vedetta esplorava se mai un nemico s'avvicinasse; e poichè nemici erano sovente coloro che una mura stessa chiudeva, in mezzo alle città alzavansi fortificazioni, disponevansi catene, cancelli, serragli; il Coliseo a Roma, l'arco di Giano a Milano, l'anfiteatro a Verona, gli avanzi de' tempj e delle basiliche antiche, si convertivano in fortini; e i palazzi costruivansi in masse solide, protette da robuste ferriate, con fosse e ponti levatoj e balestriere.
Più solitamente il feudatario sceglieva a stanza un'altura in mezzo a' suoi tenimenti, e così fabbricava uno di que' castelli, le cui rovine pittoresche ricordano tuttora la potenza solitaria e indipendente, l'importanza personale in una società sminuzzata, ove ogni signore era ridotto a quella legge di natura, che ancora si arrogano i dominanti. Tra le casipole, simile ad un ribaldo eretto in mezzo d'una turba servile, sorgevano questi edifizj massicci, con torri merlate rotonde o poligone. Da una men grossa, ma più elevata e aperta ai quattro venti la sentinella colla campana e col corno annunziava la punta del giorno, acciocchè i villani sorgessero al lavoro; o l'accostarsi de' nemici, affinchè gli armigeri si allestissero alla difesa; ed accadendo furto od ammazzamento, alzava un grido, che ogni uomo dovea ripetere di vicino in vicino, affinchè il reo non potesse ricoverarsi sul feudo limitrofo.
Ajutavasi la natura coll'arte per renderne impraticabile l'accesso; e fossi e controfossi, e antemurali e antiporte e palizzate e barbacani e triboli seminati pel contorno, e saracinesche e ponti levatoj angusti e senza ripari, e caditoje sospese a catene, e porte sotterranee e trabocchetti, e tutto quel sistema d'insidie e di difesa, doveano atterrire chi divisasse un assalto o una sorpresa.
Teschi di cinghiali e di lupi, od aquilotti confitti sulle imposte ferrate, nell'atrio corna di cervi e di capriuoli, indicavano i forzosi divertimenti dei signori. Procedendo, trovasi architettato ogni cosa non pel comodo o la leggiadria, ma per la gagliardia e la sicurezza. Armadure a tutta botta, lancioni, labarde, mazze ferrate pendevano fra gli stemmi rilevati negli ampj e mal riparati stanzoni, con camini sterminati, attorno a cui accogliersi la famiglia a giocar agli scacchi o a' dadi, ricamare, bevere, udir le novelle o la canzone accompagnata dal liuto e dalla mandòla.
Là dentro era quanto occorresse al vitto e alla battaglia, dalla cucina alle prigioni, dal celliere alla cisterna, dal pollajo all'arsenale, dagli archivj alle scuderie; numerosissimi i servi; e amici, cavalieri, pellegrini, viandanti vi albergavano a piacere, e partivano carichi di doni. Perocchè all'uomo che trova uomini tutti i giorni, divengono indifferenti; all'isolato riesce un godimento la vista e il consorzio d'un uomo.
Come l'aquila nel suo nido, vivea colà il feudatario, segregato da tutti che non fossero suoi dipendenti, nè modificando la restante società, nè da questa modificato. Al vulgo che gli sta attorno, nol lega parentele, non affetto; solingo colle moglie e coi figliuoli, austero, sospettoso, temuto ed ubbidito, qual alta idea non deve egli concepire di se stesso, potendo tutto, e potendolo per sola facoltà propria, senz'altri limiti interni od esterni che quelli della propria forza? Ancor fanciullo, dalla burbanza del padre e dalla sommessione dei servi apprese esser lecita ogni voglia al padrone; cresciuto fra servi tremanti e sprezzati, e cagnotti disposti ad ogni sua volontà; superiore alla tema e all'opinione, non conoscendo il vivere socievole, non contrariato mai, nè repressione temendo nè rimproveri, acquista carattere, non soltanto orgoglioso e fiero, ma stravagante, capriccioso, un'ostinazione nelle idee e negli usi repugnante da ogni progresso. Agli uffiziali, invece di soldo, concede il diritto di estorcere e soverchiare: nuova gradazione di tirannia, che fa sempre maggiore la distanza fra quei del castello e quelli della pianura; i quali concepiscono una riverenza ereditaria per codesto capo che tutto può, e che li salva da altri nemici; mentre, bersagliati da quel capriccio dell'individuo che pesa immediatamente sull'individuo, maledicono una potenza cui non osano resistere.