Savonarola. Atqui io son profeta. Poichè ragionevolmente mi sforzi, non senza verecondia e umiltà confesso essermi stato da Dio, per suo dono e non per alcuno mio precedente merito, conferito.

Uria. Guarda che questo non sia detto per umiltà, ma più presto per arroganza.

Savonarola. Io non m’attribuisco il falso, ma non mi vergogno già di confessare d’averlo ricevuto a laude di Dio e per salute de’ prossimi.

[66]. Commentando una meditazione di esso dice: — Cristo lo canonizzò, perchè non appoggiossi sui voti o sul cappuccio, sulle messe o sulla regola, ma sulla meditazione del Vangelo della pace; e rivestito della corazza della giustizia, armato dello scudo della fede e dell’elmo della salute, si arrolò non all’Ordine de’ Predicatori, ma nella milizia della Chiesa cristiana».

[67]. Inferma a morte, si votò a frà Savonarola, e questo le apparve in sogno cogli altri due martiri, e ne fu risanata. Di ciò ella scrisse una laude, ove fra il resto dice:

Quel vivo amor che ti commosse il petto

A render alla ancilla sanitade,

Quello ti muova, padre mio diletto,

A crescer nella figlia la bontade.

A te ricorro, perchè la pietade