[70]. Lib. VII. c. 3. Et de ce que contient ceste duché, je ne veiz jamais plus belle piece de terre, ne plus grant valleur.

[71]. Cagnola, Cronaca, lib. VIII in fine.

[72]. Il Matarazzo, cronista contemporaneo, dice che battesse una moneta con questa epigrafe; ma è falso: bensì quel detto correva proverbialmente, lo cita il Nardi nella Storia fiorentina, lib. III, e ne trovo segno in una canzone popolare de’ Milanesi dopo le sue sventure:

Son quel duca di Milano

Che con pianto sto in dolore;

Son sugeto ch’ero signore;

Ora son fatto alemanno.

Io diceva che un sol Dio

Era in cielo, e un Moro in terra;

E secondo il mio desìo