Quest’assedio è descritto alla distesa nell’Histoire du bon chevalier, cioè Bajardo: Desja etait bruist par tout le camp, que l’on donneroit l’assault à la ville sur le midy, ou peu après. Lors eussiez vue une chose merveilleuse; car les prestres estoient retenuz à poix d’or à confesser, pource que chascun se vouloit mettre en bon estat; et y avoit plusieurs gens d’armes qui leur bailloient leur bourse à garder; et pour cela ne fault faire nulle doucte que messeigneurs les curez n’eussent bien voulu que ceulx, dont ils avoient l’argent en garde, feussent demourés à l’assault. D’une chose veulx bien adviser ceulx qui lysent ceste histoire; que cinq cens ans avoit qu’en camp de prince ne fut vu autant d’argent qu’il y en avoit là; et n’estoit jour qu’il ne se desrobast trois ou quatre cens lansquenetz qui ammenoient beufz et vaches en Almaigne, lictz, bleds, soyes à filer, et autres ustensilles; de sorte que audit Padouan fut porté dommage de deux millions d’escus, qu’en meubles, qu’en maisons et palais bruslez et detruitz.
[136]. — Il modo della benedizione fu così: Eran cinque ambasciadori veneziani, i quali, dopo l’accordo, innanti al papa se inginogiarno, e tre volte in pubblico sotto a lo antiportico di San Pietro in Roma andarno a basiare prima el piede, poi la mano, ultimamente l’osculo; indi furono aperte le cinque porte di San Pietro, e drieto a cardinali alla messa papale entrarno egli poi, e da esso al finir della messa benedicti furno». Prato, Cronaca milanese.
[137]. Muratori, Antichità estensi.
[138]. Così un Nassino, suo fidato.
[139]. Merita esser letto il Racconto di Gian Giacomo Martinengo, pubblicato dietro alla Storia di Milano del Rosmini. Egli divisa tutti i mezzi de’ congiurati, la loro fiducia sopra mille accidenti, che teneano per infallibili e che uscirono al contrario, e che egli, secondo il solito, imputa a tradimento. Fra altri, don Raimondo Cardona doveva impedire a’ Francesi di abbandonar Bologna, intanto che i Bresciani coi Veneti, cogli Spagnuoli, cogli Svizzeri avrebbero occupato gran parte del Milanese. Ma egli si lasciò corrompere da trentamila scudi, numeratigli dal Foix. Vivissime sono le particolarità di quel racconto, che finisce con queste parole: — Ora, figliuoli miei carissimi e discendenti, io ve raccomando per l’obbedienza che siete tenuti portarmi, che mai in alcun tempo facciate come ho fatto io in questo, a metter la vita e la roba in servizio de’ principi, perchè con essi si ha a perder molto e a guadagnar poco; perchè li principi sono liberalissimi rimuneratori a parole, ma de’ fatti sono avarissimi; e se non obbedirete a’ miei comandamenti, ve ne troverete malcontenti».
Fu notato un bizzarro riscontro fra l’impresa di Gastone e quella de’ Tedeschi nel 1849 contro Brescia stessa. La parte di Bajardo sarebbe rappresentata dal giovane Nugent, il quale avanzandosi per calmare, restò ferito a morte; testando beneficò la città stessa, che sulla sua tomba scrisse, Oltre il rogo non vive ira nemica.
[140]. Machiavelli, Della natura de’ Francesi.
[141]. Il cardinale d’Amboise confessò al re, che da alquanti anni riceveva la provvigione di cinquanta mila ducati da varj principi e repubbliche d’Italia, e trentamila dalla sola Firenze.
[142]. Lo nega il Guicciardini per adulare ai Medici. — Tre descrizioni di quel sacco si stamparono nell’Archivio storico italiano, vol. I, 1842; e le immanità degli Spagnuoli trascendono l’immaginazione. «Dove io non voglio mancar di raccontare duoi esempj molto notabili, l’uno per la conservazione della castità, e l’altro per la vendetta della perduta pudicizia. Era campata dalla morte una donna vecchia, la quale essendo stata presa nella propria casa, serviva a’ comandamenti e servigi de’ vincitori. Costei in quel primo tumulto e furore aveva nascosto una pulzella sua nipote in un luogo segretissimo, e in quello nascosamente la cibava, per salvarla dall’insolenza de’ nemici. I quali nondimeno, essendosi accorti di ciò, e avendo ritrovato il luogo, ne trassero l’infelice fanciulla, la quale piangendo e piena di dolore era accarezzata e consolata dai detti soldati; ma ella, raccomandandosi e dissimulando quanto più poteva la grandezza del dolore, e accostandosi poco a poco ad un balcone, di subito con un salto inaspettatamente si gettò a terra di quello, e così coll’acerbo rimedio della morte provvide alla conservazione della castità. Un’altra giovanetta, il marito della quale era rimaso ancora nelle mani de’ nimici perchè pagasse la taglia, ne fu menata da un uomo d’arme spagnuolo, e tenuta poi più tempo a’ suoi servigi, menandosela per tutto dietro, vestita a guisa di ragazzo. E così, avendo consumato lo spazio di sette anni nelle guerre di Lombardia, secondo che gli fu poi di bisogno si condusse nella città di Parma; dove dimorando la giovane, e conoscendosi esser vicina alla Toscana, pensò di liberarsi, con giusta vendetta della sua perduta pudicizia, da tanto vergognosa servitù; e così una notte quando tempo le parve, giacendo a lato del suo padrone, mentre egli era oppresso dalla gravezza del sonno, gli segò la gola, e pigliando tutti i denari e gioje e ricchezze di lui, delle quali essa medesima era guardiana, e appresso montata sopra uno de’ migliori cavalli ch’egli avesse, passati i vicini monti, se ne scese in Toscana. E arrivata in Prato, e giunta alla bottega del marito, che bottajo era, standosi ancora essa a cavallo, chiamandolo per nome disse: — Conoscimi tu?» E quegli, avendola riconosciuta, si volle accostare a lei e accarezzarla; ma ella con voce libera gli disse: — Marito mio, stammi lontano; o tu risolvi e promettimi di ricevermi e trattarmi per l’avvenire come tua carissima moglie con questa sopraddote di cinquecento fiorini d’oro che io ti reco in ricompensa della mia violentemente perduta pudicizia». Onde dal marito ella fu ricevuta amorevolmente, e da tutte le donne pratesi sempre poi molto onorata e accarezzata, come se con questo suo generoso atto avesse anche parimente vendicato l’ingiuria della loro violata pudicizia». Jacopo Nardi.
[143]. Vedi la nota (14) del Cap. CXX.