[201]. De fato, III. 7.
[202]. Respiciens legislator pronitatem viarum ad malum, intendens communi bono, sanxit animam esse immortalem, non curans de veritate sed tantum de probitate, ut inducat homines ad virtutem; neque accusandus est politicos. De immortalitate animæ.
Matter (Hist. des découvertes morales et politiques des trois derniers siècles) alzò a cielo il Pomponazzi come avesse stabilito la legge della perfettibilità umana, il progresso delle istituzioni e delle scienze, e la dottrina d’indipendenza dei tempi moderni. Sono sofismi degni di chi chiama barbara l’Italia al tempo di Leon X.
[203]. Lo racconta lo Zilioli, ms. nella Marciana.
[204]. Caracciolo, Vita di Paolo IV, ms. Il Pulci metteva in baja queste disquisizioni:
Costor che si fan gran disputazione
Dell’anima ond’ell’entri e ond’ell’esca,
O come il nocciol si stia nella pesca,
Hanno studiato in su n’un gran mellone.
[205]. Sono Alberto Magno, san Tommaso, Francesco Marone, Enrico Gandavense, Egidio Romano, Averroe, Avicenna, Alfarabio, Isacco di Narbona, Abumaron babilonese, Mosè egizio, Mahumet Tollettino, Avempaten arabo, Teofrasto, Ammonio, Simplicio, Afrodiseo Alessandro, Temistio, Plotino, Adelando arabo, Porfirio, Giamblico, Proclo, i Pitagorici, i teologi caldei, ebraici, i cabalisti, Mercurio Trismegisto. E dice essere stato educato a non giurare nella parola di nessuno, ma diffondersi su tutti i maestri di filosofia, vagliare tutte le carte, conoscere tutte le famiglie. Il razionalismo di Pico arrivava sin a credere che l’oro puro, anche sotto forma tedesca, valga meglio che il falso coll’eleganza romana (Lettera del 1485).