[214]. Epist. V. 10.
[215]. Hutten fece un epigramma sanguinoso contro Giulio II, inserito nei Pasquillorum tomi duo, e gli s’attribuisce pure il Dialogus viri cujuspiam eruditissimi festivus sane ac elegans, quomodo Julius II pontifex maximus, post mortem cœli fores pulsando, ab janitore illo D. Petro intromitti nequiverit.
[216]. Opere di Lutero, ediz. di Walch, tom. XXII. pag. 786 e seguenti.
[217]. Op. di Lut., t. XIX. p. 1509, si legge espresso: — Prima ch’io finissi il vangelo, il mio vicino avea finito la messa, e mi diceva, Passa, passa». I biografi posteriori esagerarono questo racconto per tramutare una celia in una bestemmia, e più rilevare la corruzione de’ preti. Selneccer (Oratio de divo Lutero, pag. 3) traduce: — Passa, passa, idest, festina et matri filium remitte». Mathesius lo copia, se pure non fu lui che l’inventò. E i biografi moderni si fecero belli di quest’empio scherzo contro la dottrina della transustanziazione.
Di tutto ciò si ragiona più a distesa nei nostri Eretici d’Italia.
[218]. Molto rumore levò il libro Regulæ, constitutiones, reservationes cancellariæ sancti domini nostri Leonis papæ X; ristampato molte volte, dove son fissate le tasse per l’assoluzione di ciascun peccato.
[219]. La bolla papale smentisce il Guicciardini, che dice aver il papa assegnato il prodotto delle indulgenze di Germania a sua sorella madama Cibo.
[220]. I sermoni di Tetzel furono stampati da un Protestante, e vi si legge espressa la necessità della confessione e contrizione: Quicumque confessus et contritus eleemosynam ad capsam posuerit juxta consilium confessoris, plenariam omnium peccatorum suorum remissionem habebit. Come già col Savonarola, Tetzel proponeva a Lutero la prova dell’acqua e del fuoco; e questo, men civile del Savonarola, rispondeva: — Io me n’impippo de’ tuoi ragli. Invece d’acqua ti suggerisco il sugo della vite; invece del fuoco odora una buona oca arrosto».
[221]. Ein voll betrunkener Deutscher. Lutero, Opere, tom. XXII. p. 1337.
[222]. Per es. al concilio di Basilea erasi argomentato: — Per presedere alla Chiesa universale, bisognerebbe che il papa precedesse ai capi e ai membri di tutte le Chiese stabilite nell’universo. Ora il papa non presede al capo della Chiesa romana perchè non può presedere a se stesso. Dunque non presede a tutte le Chiese che fanno la Chiesa universale».