[267]. Nardi, lib. III.
[268]. Cambi, al 1523.
[269]. Ammirato, al 1515.
[270]. Lo stesso, al 1521.
[271]. Le racconta Jacopo Pitti, pag. 123.
[272]. Jacopo Pitti, pag. 136.
[273]. Erasi speso un mezzo milione di ducati d’oro nell’acquistare Urbino al duca Lorenzo; altrettanto nelle guerre di Leon X contro i Francesi; trecentomila ai capitani imperiali prima dell’elezione di Clemente VII.
[274]. — E si può dire certo che messer Baldassarre Carducci, inimico de’ Medici, operasse più nella tornata loro in Firenze che qualunque altro, reputato a essi amicissimo». Vettori, Sommario detta Storia d’Italia dal 1511 al 1527.
Della prudenza, cioè timidità d’alcuni reca buona immagine il Nardi, introducendo due cittadini, amici ma differenti d’opinione in senato, l’un de’ quali dice all’altro: — Compare, non è molta la saviezza nostra nel difendere il presente stato in modo che, succedendo uno stato diverso, ci abbia ad essere turbata la quiete di nostra casa»; ma l’altro gli risponde: — Anzi il modo di stare a casa nostra dopo cambiato governo è appunto il difendere quel d’adesso, che è giustissimo. Il quale se per colpa nostra rovinasse, gli avversarj ci avrebbero giustamente in dispregio come dappochi, e Dio in abbominazione come tepidi; e la patria, che su noi riposa, si terrebbe ingannata come da imprudenti o forse infedeli consiglieri». Varchi.