[3]. Nel 1783 il re di Danimarca decreta che un servo convinto di essersi fatto pettinare da un parrucchiere, pagherà quattro scudi d’ammenda per volta. Nel 1814 l’elettore d’Assia Cassel vieta di dar del signore (herr) a chi non sia nobile.

[4]. Anche adesso a Londra, quando s’insediano i nuovi sceriffi, e che sono presentati ai giudici di Westminster, il pubblico banditore intima ai possessori d’un pezzetto di terra chiamato la Landa e d’un altro detto la Fucina, di rendere omaggio e pagare il loro canone; e un usciere compare, porgendo agli sceriffi due farcine per la Landa, e sei ferri di cavallo con sessantun chiodi per la Fucina.

Se a spiegare i nostri Comuni citiamo spesso l’Inghilterra, n’abbiam di che.

[5]. Machiavelli, Della riforma di Firenze.

[6]. Machiavelli, Discorsi, I, 12.

[7]. Il Machiavelli dice che «da Alessandro VI indietro i potentati italiani, e non solamente quelli che si chiamavano potentati, ma ogni barone e signore benchè minimo, quanto al temporale stimava poco la Chiesa». Principe, XI.

[8]. Francesco Sforza dava una lettera e Firmano nostro, invito Petro et Paulo.

[9]. Le trattative sono nell’archivio delle Riformagioni a Firenze, Cl. II. dist. III. Nº 9.

[10]. È denigrato da tutti gli storici; pure una sua lettera, inserita nel vol. I dell’Archivio storico, ne dà molto miglior concetto. Il re di Napoli gli aveva esibito lo stato d’un Sanseverino conte di Cajasso; ed egli si profonde in ringraziamenti, ma soggiunge: — La regia maestà sa quale è stata la vita de’ miei passati, che civilmente sono vissuti delli loro traffichi e possessioni, nè mai hanno cerco avere stato altro che privato. Io non sono per degenerare in questo dalli modi loro..., e però pregate quella che... mi perdoni se io non accetto quello che lei mi dà...; e se pure vuole beneficarmi, degni farlo ordinariamente in quello che li pare costì con li miei del banco. Da Firenze, 6 maggio 1494».

[11].