[40]. Nel 1615, 5 giugno, si fece un concordato tra il fôro ecclesiastico milanese e il secolare, diviso in quindici capi.
[41]. Pietro Gritti, Relazione di Spagna, letta al senato di Venezia l’ottobre 1620.
[42]. Tassoni, nelle Filippiche.
[43]. Il lotto, detto del Seminario, pare fosse introdotto a Genova al principio del secolo XVI: speculazione privata, che andava a usufruttare la credula avidità anche in altri paesi. I principi di Savoja lo proibirono, ma per fiscalità, anzichè per intento morale; e Carlo Emanuele II, che v’avea sin comminata la galera per cinque anni e la confisca nel 1655, nel 1674 permetteva a Cesare Chiapissone d’introdurlo ne’ suoi Stati, col solo aggravio di cinque doti da cento lire da distribuirsi a povere fanciulle. Nel 1696 appaltavasi per lire settemila cinquecento.
[44]. Cavazio Della Somaglia, Alleggiamento dello Stato di Milano. 1653.
[45]. Filippo II di Spagna in dote a sua figlia, sposata al duca di Savoja, diede di percepire all’anno sessantamila ducati dalle rendite del Milanese, e ottomila da quelle di Napoli.
[46]. Erano feudatarj, i Visconti a Gallarate, a Dairago, a Pontirolo, a Binasco, a Olgiate Olona, Ossona, Canonica; a Busto i Marliano; a Landriano i Taverna; gli Arconati a Dairago; i Fossati a Nerviano; i Castelli a Parabiago; i Missaglia a Seregno; i Bigli a Saronno; i Gallarati a Concesa; i Mariani a Mariano; i Pietrasanta a Galliano e Paderno; i Cusani a Chignolo; i Branda a Castiglione, ad Appiano e nel Varesotto; i Trivulzi a Settala; i Medici a Melegnano; i Biumi a Binasco; i Crivelli ad Agliate; i Sirtori a Torrevilla; i Brebbia a Barzago; gli Airoldi a Lecco; gli Sfondrati e i Dal Verme a Nibionno; i Durini a Monza; gli Archinti a Ficino; i Visconti Sforza a Caravaggio; i Monti nella Valsassina; gli Aresi a Osnago, a Meda e Barlassina; i Borromei a Valcuvia, a Brebbia, a Robecco, ad Arcisate, nell’Alessandrino, sul lago Maggiore; e così nel Pavese i Mandelli, i Beccaria, i Belgiojoso, gl’Isimbardi, i Gattinara; nel Cremonese i Melzi, i Del Mayno, gli Schinchinelli, i Rosales, gli Schizzi, gli Affaitati, i Salazar, gli Stampa; nell’Alessandrino gli Spinola, i Trotti, gli Stampa, i Bonelli, i Pallavicini di Genova; nel Tortonese i Cavalchino, i Marini, gli Spigno; nel Comasco i Gallio duchi d’Alvito, i Crivelli, gli Alberti, i Lambertenghi, i Riviera; nel Novarese i Tornielli, i Bolognini, i Caccia, i Serbelloni, i Trivulzi, i Modroni, i Somaglia, i Masserati...
[47]. Gregorio Leti ha una romanzesca vita dell’Arese, e tra altre cose narra che un suo cameriere accumulò un tesoro col farsi dar dieci soldi da ciascuno che presentasse un memoriale pel presidente. Il Leti apre essa vita con queste frasi: — Ah! fia possibile che sia morto l’Arese! Ah Parca micidiale, chi ti diè il potere di satollarti di simili squisitezze? E vuoi poi essere chiamata Parca, se sei sì ingorda e famelica? Va, hai vinto, morte, ma la tua vittoria non ha riportato che una corona languida, frale, arida ed arsiccia, posciachè colla tua falce non hai potuto recidere quello stelo che fa rivivere immortale nel mondo la fama del presidente Bartolomeo Arese... Se i caratteri non hanno ritegno per inoltrarsi nella posterità più remota, va, io ti rendo priva di molti trofei la tua vittoria, giacchè con queste linee ti tolgo l’opimezza che speravi con questo tuo colpo».
[48]. Il duca di Rohan, verso il 1600, dice di Milano: Sous cet Etat et celui de Naples, les gentilshommes ne sont point marchands, comme par tout le reste de l’Italie, et son fort somptueux en riches habillements et pour eux et pour leurs chevaux; appliquent toute leur industrie à faire quelque jour de parade et particulièrement au carneval, que leurs riches habillements suppléent au défaut de leur bonne mine, ce qui a tellement fait adonner les artisans à bien travailler, qu’ils se sont rendus excellents, chacun en leur métier, surtout ceux d’Italie; de façon que qui veut avoir de belles armes, de belle étoffe, de beaux harnais de chevaux, de toute sorte de broderie, et bref de tout ce qu’on peut souhaiter, il n’en faut point chercher ailleurs si Milan n’en fournit.
Della cittadella dice che c’est la plus accomplie que j’aie jamais vu, n’y manquant rien, à mon jugement, sinon que la garnison n’est pas française.